giovedì 21 giugno 2018

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INDICE...La via crucis dell'aborto - Riflessioni - Pensieri sulla morte

LA VIA CRUCIS DELL'ABORTO

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"Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno" (Lc 23,34)
Prima di inoltrarmi nell'argomento vorrei mettere in chiaro che queste riflessioni non devono essere prese come un'atto d'accusa, ma piuttosto come un gesto di carità e non mirano tanto a scuotere le coscienze quanto a toccare i cuori. Detto questo mi sembra d'aver trovato un percorso teologicamente percorribile per redimere chi ha commesso il peccato d'aborto ed allo stesso tempo restituire a quei bambini rifiutati una vita degna di significato. Mi sono reso conto che hanno in comune con Gesù due elementi di capitale rilevanza: l'innocenza e la morte cruenta. Queste due caratteristiche hanno il potere d'investirli del ruolo di Messia mandati nella carne per la salvezza di coloro che hanno concorso alla decisione di interrompere la gravidanza. Si riapriranno le porte del cielo se riusciranno a dare a questi bimbi un nome e riconoscerne questa missione.

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Io credo che coloro che hanno avuto la sventura di vivere l'esperienza dell'aborto siano fra le persone interiormente più dilaniate perché avvertono nel dormiveglia della loro coscienza la pressione di un incubo. Come se fosse loro accaduto che una notte rientrando a casa un po' brilli a velocità sostenuta dopo una festa, per evitare di finire fuori strada abbiano investito un cane...o almeno tale era sembrato. Con il tempo però il ricordo delinea sempre meglio i suoi contorni e paventa la possibilità che possa essere stato, non un cane...ma un bambino. Giunti a quel punto si possono fare due cose: seppellire tutto fino al giorno del giudizio, oppure prendere il coraggio a quattro mani e tornare sul luogo del delitto.

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"Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto" (Gv 19,37)
Su molte questioni per andare oltre occorre metterci una pietra sopra, ma ce ne sono altre nelle quali la pietra occorre sollevarla con grande energia...una di queste è l'aborto! Da un po' di tempo vado ragionando su questo delicatissimo argomento e mi sono chiesto se il giorno del giudizio i bambini abortiti, al pari di tutti gli altri morti, saranno risuscitati. Se così fosse si rende necessario un percorso che consenta a chi è stato coinvolto nell'infausta decisione...di guardarli in faccia! Al seme piantato nel grembo delle madri è stato negato di venire alla luce della terra, ma all'anima forgiata da Dio nell'atto del concepimento nulla può impedire di sbocciare nel cielo. Quindi si può ragionevolmente supporre che quel giorno ce li troveremo davanti in carne ed ossa perché in carne ed ossa erano quando sono stati eliminati.

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Da quando mi sono messo a riflettere sull'aborto sono riuscito ad immedesimarmi nelle vesti di tutti i protagonisti: le mamme, i padri, le famiglie, il medico, l'ostetrica, lo psicologo...ma mai fino ad ora avevo pensato di mettermi nei panni del bambino. Per cercare di carpire i suoi stati d'animo nel brevissimo tragitto dalla vita alla morte mi pare di poterlo paragonare ad un ragazzo che è stato invitato ad una festa da una bellissima signora. Tutto contento si prepara pregustando il piacere di conoscere nuova gente e chissà quante altre sorprese gli riserverà la giornata...e si avvia verso la stupenda villa. Giunto davanti al cancello suona il campanello per immettersi nel giardino, il cancello si apre e gli brillano gli occhi all'udire la musica e le voci che cominciano a rallegrare il suo silenzio. Ma ad un passo dal portone all'improvviso, senza alcun preavviso...gli arriva in faccia una bastonata micidiale che lo inchioda a terra facendolo sprofondare in una notte senza luna e senza stelle. Ecco io credo che ogni bambino abortito subisca questo tipo di rifiuto...non che gli venga comunicato gentilmente, non che gli venga intimato freddamente, ma barbaramente certificato!

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L'aborto è da considerarsi a tutti gli effetti un omicidio, fra quelli contemplati nel nostro sistema giuridico può essere configurato nella categoria più grave: quello premeditato. Questo reato è punibile con l'ergastolo, ma se si uccide un bambino dentro il grembo si partorisce la mostruosa illusione che sia morto per volontà di circostanze avverse in un imprevedibile incidente di percorso. Sappiamo che un peccato per essere considerato mortale deve soddisfare tre condizioni...la materia grave, il deliberato consenso e la piena consapevolezza. A discarico dei colpevoli in questo caso si può sicuramente addurre che manchi la piena consapevolezza...e quindi se ne rende necessario il recupero per mettere ogni coscienza di fronte alle proprie responsabilità ed intraprendere un percorso di risanamento. Il tempo passa e si pensa che possa accatastare tanto materiale emotivo da spegnere ogni eco, ma la vittima di quell'omicidio è viva e vuole essere disseppellita.

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In merito all'aborto la sofferenza del bambino è stata per parecchio tempo il fulcro del mio pensiero, come se tutto ruotasse intorno a questo fattore per legittimarlo o meno. Pensavo che se era limitata, in quanto acerbo il processo evolutivo, la vicenda potesse assumere contorni meno drammatici e sulla base di questa osservazione concedere una certa libertà di interrompere la gravidanza. Ma se entriamo nel contesto del dolore e ci avventuriamo a scrutarne l'infinità del suo orizzonte scopriamo che un bambino abortito subisce tre crocifissioni. Quella della carne causata dalla morte fisica che possiamo ipotizzare sia la meno dolorosa, quella del cuore nel sentirsi rifiutato da chi credeva d'essere amato ed infine la più lacerante...quella dell'anima nel vedere chi gli ha dato la vita avviarsi verso la dannazione eterna.

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Gli attacchi di panico che colpiscono le donne che hanno abortito esigono d'essere inquadrati da una particolare prospettiva. Ho avuto un'intuizione che potrebbe sembrare impregnata di romanticismo, ma credo vi sia la fondata possibilità che possa corrispondere alla realtà. Sappiamo che fra la mamma incinta e il suo bambino si genera una simbiosi emotiva, immaginiamo dunque una ragazza che avrebbe voluto quel bambino e ci abbia fantasticato sopra instaurando con lui un rapporto gioioso. Immaginiamo che come spesso avviene per volontà non sua sia stata costretta ad abortire. Immaginiamo che sia entrata in sala operatoria ed abbia cominciato ad avere paura, paura che ha percepito anche il bambino e che è diventata sgomento non appena ha sentito penetrare nella sua beata alcova qualcosa di estraneo, metallico e gelido. Mamma e bambino sono stati accomunati per l'ultima volta in questa vita da una tensione di terrore...fino al distacco. Gli attacchi di panico in questo caso potrebbero insorgere quale risposta all'inconscio desiderio della madre di riportarlo in vita attraverso la rivisitazione di quegli ultimi istanti. Forse proprio per questo sono molto difficili da debellare, perché la volontà di guarire soccombe di fronte alla volontà di restare attaccata al suo bambino. Per uscirne la sola cosa da fare è incamminarsi con estrema umiltà sul sentiero della verità...e partorirlo nel cielo.

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La decisione di abortire io credo sia una delle scelte più traumatiche a cui possa essere chiamata una persona e la cosa si complica enormemente quando questa scelta è costretta a farla la famiglia. La notizia piomba in casa come un fulmine a ciel sereno ed a quel punto si hanno a disposizione solo poche settimane per decidere nelle quali ci si trova drammaticamente impreparati. Si viene violentati dalla necessità di salvaguardare il futuro dei propri figli e spesso si finisce per assumere atteggiamenti contrari alla propria etica le cui conseguenze a caldo non si possono valutare. Purtroppo simili circostanze spesso mettono in luce la nostra malafede di cristiani...così ci guardiamo bene dal chiedere consiglio a qualche sacerdote per timore che ci dica quello che non vogliamo sentire. Passata la paura si tira un sospiro di sollievo e tutto sembra tornare alla normalità, ma purtroppo mai come in questa circostanza si sperimenta l'onere di avere una coscienza che lavora giorno e notte, a nostra insaputa, laddove non vorremmo.

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Oggi mi sono reso conto del perché mi sono preso tanto a cuore la causa dell'aborto pur non avendo mai avuto a che fare con simili situazioni...sono stato anch'io abortito! Lo sono idealmente stato appena nato per essere capitato in un ambiente desolatamente vuoto d'amore e privo di manifestazioni affettive, una casa su cui gravava una cappa d'ostilità che generava insostenibili tensioni. Perciò il giorno del giudizio rivendico il diritto di prendere posto fra i bambini abortiti, perché se loro hanno preso la bastonata in faccia una volta...io l'ho presa tutti i giorni della mia infanzia. Come bambino abortito devo confessare che non muovo alcun rimprovero ai miei genitori perché se Dio ha lasciato che questo accadesse avrà avuto le sue buone ragioni e se non hanno saputo fare di meglio è perché non avranno potuto...più che voluto. In virtù di tale consapevolezza faccio un accorato appello alle mamme che vivono quest'ansia affinché confidino nella misericordia dei loro figli.

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"lavami e sarò più bianco della neve" (Sal 51,9)
Chi ha vissuto l'esperienza dell'aborto si sentirà morire scoprendo come realmente sono andate le cose, che non sono scivolati su una buccia di banana e poi hanno ripreso fischiettando il cammino, ma piuttosto hanno provocato un terremoto che ha fatto tremare i pilastri del cielo. Io sono il primo che avrei voluto nascondere tutto, se non fosse che la salvezza eterna di chiunque è stato coinvolto è legata a questa presa di coscienza deputata a svelare l'inganno. Quando si arriva a contemplare l'orrore che si è compiuto, a percepire il dolore che si è causato e smascherare la trama che nell'ombra si era tessuta...si ha l'esigenza di ricevere il perdono per cominciare a risalire la china. Al pari di re Davide, che con la sua ignobile condotta si era reso colpevole della morte del suo fedele servo Uria, si acquisisce il diritto di entrare nello spirito del Salmo 51 che ci assicura la grazia per rinascere a nuova vita.

RIFLESSIONI
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"se dunque voi, che siete cattivi" (Lc 11,13)
Pochi giorni fa lo scrittore Edoardo Albinati, intellettuale di sinistra, ha avuto la fortuna di veder compiere in sé stesso questa sentenza di Gesù. Pur di veder sputtanato Salvini, colpevole d'aver chiuso i porti al fine di troncare il commercio di esseri umani, è arrivato a desiderare ardentemente che un bambino a bordo della nave Acquarius morisse...per godersi lo spettacolo di mettere in difficoltà il governo. Grazia di Dio ha voluto che nel suo cuore avvertisse lo stridore fra quell'amore per l'umanità che a sinistra ha la stessa valenza di un collutorio con cui ci si sciacqua la bocca per far bella figura e l'istinto omicida che rivendicava sangue innocente per compiacere la propria volontà. Ora il vincitore del premio Strega sa che siamo tutti cattivi e che soltanto l'averne coscienza o meno...fa la differenza.

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"ero straniero e non mi avete accolto" (Mt 25,43)
Nel laconico quanto perfido tweet con il quale Gianfranco Ravasi condanna la chiusura dei porti attuata dal governo per fronteggiare l'invasione della nostra terra e la mercificazione degli esseri umani...ho rilevato la massiccia presenza di fibrillazioni sataniche in incontenibile effervescenza. Dopo che per anni l'Italia è stata eroica nell'accoglienza, al primo altolà resosi necessario per motivi di ordine pubblico e sopravvivenza, il Monsignore anziché elogiare e ringraziare per quanto fatto...ci punta l'indice contro minacciando il castigo eterno. Sono decenni che accogliamo stranieri di ogni nazione, razza, popolo e lingua, in grande quantità e per qualità più fango che primizia...e addirittura in Vaticano da secoli tolleriamo un esercito di parassiti. Il giorno del giudizio nemmeno Gesù Cristo può permettersi di farci questo appunto!

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"Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire" (Mc 24,26)
Queste parole di Gesù ci dicono che il male nella sua evoluzione alla fine della storia smetterà di perseguitare il bene per l'impossibilità di recargli danno e pur di liberarsi dell'odio che cova dentro comincerà a scagliarsi contro se stesso ingaggiando una lotta intestina e fratricida contro le proprie membra. Viviamo in un'epoca dalla conflittualità esasperata all'ennesima potenza in ogni ambito del tessuto sociale: famiglie, luoghi di lavoro, politica, comunità religiose, social network. Tutto è impregnato di livore satanico e dentro ogni cuore è in atto lo scontro finale...tra la morte che ci vuole uccidere e il moribondo che si vuole ammazzare.

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"sarete odiati da tutti a causa del mio nome" (Mt 10,22)
Forse pochi come me riescono ad incarnare queste parole di Gesù, anche perché sono antipatico di natura, parole che se da una parte fanno dispiacere, dall'altra sono segno di elezione e motivo d'orgoglio. Il mio parlare spesso può risultare ostico ed ostile, ma non può essere altrimenti se si vuole restare fedeli alla verità e fare in modo che brilli di luce vera quanto si dice...quindi può capitare che qualcuno si offenda e mi reputi un acerrimo nemico. Invece deve sapere che io sono il suo solo amico in questo mondo, la sua sola speranza di uscire vivo dall'anticamera dell'inferno nel quale il Maligno lo ha spinto...il solo che lo ama di vero amore!

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Oggi ho parlato con un giovane che mi ha fatto riflettere sull'efficacia dell'insegnamento! Siccome avevo notato che era molto ordinato nel fare le cose gli ho chiesto se fosse una sua dote innata? Ha risposto che glielo aveva insegnato un suo datore di lavoro e ne parlava con il rispetto che si deve ad un maestro. Mi ha colpito la fede che riponeva in quell'insegnamento, come se fosse stata una delle cose più preziose che avesse mai ricevuto. Poi il discorso finito sulla religione e mi ha detto di non credere a Dio, al diavolo e tutte quelle cavolate. Allora ho pensato che quel ragazzo, al pari di molti altri, forse non crede solo perché nessun maestro glielo ha insegnato.

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Oggi la maggior parte dei cristiani non ha fede in Dio, ma nell'idea di Dio...quindi ama e serve un idolo! Lo si capisce dai poteri limitati che gli attribuiscono, un Dio dalle idee spesso confuse ed incapace di donare quella forza che muove ad agire...un Dio la cui principale attività è quella di invertire le priorità. La teologia attuale è lo specchio di questa situazione e va sfornando sapientoni che in una chiesa come Dio comanda non sarebbero abilitati neppure a fare i sacrestani. La causa madre di questo sfacelo è l'approccio alla religione, non più generato da esigenze d'un vissuto tribolato, ma intellettuale...sull'onda d'una scialba effervescenza culturale.

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Analizzando alcuni banali episodi sotto gli occhi di tutti mi sono convinto che il peccato originale non sia stato un incidente di percorso, ma la via maestra concepita da Dio per condurre l'uomo alla perfezione. Ho notato che quando la gente commette un errore o fa un torto per qualche giorno assume atteggiamenti umili e servili nei confronti della parte lesa sotto il peso della colpa e gli riesce facile assoggettarsi a tutto ciò che gli viene chiesto. Passato qualche giorno torna ad insuperbirsi, pretendere e rivendicare diritti. Ho pensato che per la natura volatile dei desideri del nostro cuore Dio abbia disposto un solido ancoraggio che ci tenga lontani dalla tentazione di diventare piume al vento. Se avessimo sempre coscienza d'averne combinata una grossa, per esempio causato la morte di un innocente, il demonio potrebbe anche andare in ferie dal momento che non ci verrebbero troppi grilli per la testa. La nostra generazione ha mollato gli ormeggi e preso il largo, conquistando la libertà di girovagare ha dato mandato ad una bussola scriteriata di portarlo dove gli pare.

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"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto" (Mt 23,25-26)
Queste parole di Gesù di facile comprensione si prestano tuttavia ad innescare un'intuizione che rivoluziona i parametri con i quali si misura la purezza. Ci rivelano che il corretto procedimento per ottenere la pulizia è quello di dedicarsi per prima cosa a spazzare l'interiorità che poi miracolosamente anche l'esteriorità risulterà linda. Proprio tutto il contrario di quello che si fa oggi che ci si vanta di essere puliti solo perché si fanno tre docce al giorno con relativo improfumamento. Presa coscienza di come vada valutata la questione non si può non giungere alla conclusione che molte delle attività a cui si dedica l'uomo esteriore altro non sono che un segno del disordine interiore. Ne cito tre molto diffuse: fumare, bere e drogarsi. Queste tre attività sono la spia che si accende quando l'anima arranca, non essendo Dio il padrone del cuore il corpo necessita di scaricare l'ansia che gli genera la schiavitù del padre della menzogna.

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Qualche mese fa è venuto a mancare un signore molto stimato, fulcro di una famiglia cristiana...una mazzata tremenda per i suoi cari. Da quel giorno in quella casa sono state chiuse le finestre ed abbassate le serrande. Passo spesso davanti a quella casa e mai una volta ho intravisto uno spiraglio...al punto che ho perduto la speranza che in quelle stanze possa tornare a danzare la luce. Lo trovo eccessivo, per quanto la morte ci possa assediare non deve mai avere l'ultima parola. Almeno una lama di sole avrebbero dovuto lasciarla entrare quale testimonianza di fede nella risurrezione!

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"il padre consegnerà a morte il figlio" (Mc 13,12)
Questa tremenda profezia di Gesù la vediamo compiersi quotidianamente sotto i nostri occhi. Il padre finisce sul banco degli imputati perché, seppure sia quasi sempre la madre a rovinare i figli, ha la responsabilità di averla lasciata fare sottraendosi al ruolo di capo famiglia. Quanti adolescenti vengono mandati al macello da un'educazione sovrabbondante d'apparenza, ma priva della spina dorsale d'una concreta sostanza. Per mandare al macello i propri figli basta concedere licenza di tornare a casa la mattina dopo una notte trascorsa nell'oblio, di frequentare discoteche e luoghi simili deputati a istupidire, di stringere amicizie vuote, di parlare con gli sconosciuti fra quali rientrano anche gli immigrati. Il motto d'una subcultura underground della sinistra che viaggia con il vento in poppa ed ha causato più morti nell'anima di tutte le guerre mondiali recita così: "tutto ciò che è nuovo è bello e buono, tutto ciò che è scandaloso è favoloso". Vediamo spesso in televisione genitori affranti per aver perduto i propri figli, genitori che chiedono giustizia come quelli di Pamela...e non sanno che per averla devono mettersi in galera.

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Quando non siamo in grazia di Dio siamo costretti a vedere le cose in maniera tale da soddisfare l'esigenza di salvaguardare il nostro equilibrio psico affettivo, siamo costretti ad accecarci per l'impossibilità di sostenere lo sguardo della verità. Se poi il demonio ci reputa degni di sé, per realizzare i nostri progetti ci dona la capacità di distorcere, senza averne coscienza...la realtà.

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"Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo" (Mt 22,30)
Queste parole di Gesù mi hanno fatto pensare che la maledizione che grava sull'omosessualità potrebbe essere infondata, che per salvarsi queste persone non debbano fare sforzi superiori a quelli a cui sono costretti gli altri peccatori. Dal momento che le distinzioni sessuali saranno superate nel regno dei cieli, un uomo e una donna innamorati sanno che il loro legame è destinato a sciogliersi per sempre e quindi sono chiamati ad amarsi secondo le disposizioni di Dio...ad essere una sola carne evitando di cadere nella tentazione di idolatrare il loro amore. La stessa cosa sono tenute a fare le coppie omosessuali, a non chiudersi dentro l'angusto orizzonte terreno, ma riconoscere che la legge di Dio è buona e guardare oltre. Volenti o nolenti il tempo spezzerà la loro catena ed al danno della morte aggiungere la beffa dell'inferno...più che cattivo mi sembra stolto.

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Ogni tanto mi viene in mente un episodio accaduto molti anni fa che riflette esattamente il più grande paradosso della vita. Il giorno del matrimonio fra un ragazzo pugliese ed una ragazza del posto sono stato testimone di una scena veramente commovente, una scena d'altri tempi, una scena da libro cuore. Il ragazzo ha ringraziato i genitori, con i quali aveva un rapporto meraviglioso, per averlo messo al mondo ed avergli dato la possibilità di vivere quel giorno...il giorno più bello della sua vita. Qualche anno dopo ho ricevuto un pugno in pieno volto alla notizia che quel ragazzo si era impiccato!

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A volte dai toni delle voci delle signore che passeggiano sul lungomare, senza guardare, mi diverto nel cercare di indovinare con chi stanno parlando. Quando i toni vanno da aspri ad asciutti è impossibile sbagliare...parlano con i mariti, quando sono cordiali...con qualche amica o conoscente, quando sono benevoli ed affettuosi...qualche volta sono i figli, più spesso cani e gatti. Ieri una signora è esplosa in un'esclamazione venuta dal profondo del suo cuore...stella adorata, amore di mamma! Questa è facile ho pensato, è una bambina, mi sono affacciato...era una cagna!

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Oggi con grande piacere ho preso atto del mea culpa di un ottimo giornalista credente contro cui avevo pesantemente puntato l'indice per le bestialità scritte in occasione della morte del dj Fabo. Maurizio Bondet è rientrato in sé stesso, con poche righe dense di verità si è spogliato dell'intellettuale giustizialista che aveva preso il sopravvento nel suo cuore per vestirsi di umiltà. Se fossi stato al suo posto avrei fatto un altro passo, mi sarei scusato personalmente con tutti coloro che ritenevo di aver offeso. Credo che questa testimonianza sia la ciliegina sulla torta della sua geniale produzione e mi auguro che Dio lo prenda prima che si penta.

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"chi si esalta sarà umiliato" (Lc 18,14)
Lunedì sera verso le nove mentre era in attesa di vedere su rai 1 la fiction "tutto può succedere" è successo di tutto e di più colto all'improvviso da un forte dolore all'altezza del rene sinistro comprese si trovava nella fase d'esordio di una colica renale allertati immediatamente i familiari veniva portato di corsa alla croce azzurra di Porto Recanati dove gli veniva somministrato un forte antidolorifico che dopo pochi minuti sortiva il suo effetto ma rientrato in casa riprendevano le fitte ed allora il medico di guardia veniva a casa sua a raddoppiare la dose con aggiunta di un miorilassante ma stavolta senza successo allora si decideva di portarlo in auto al pronto soccorso dell'ospedale di Recanati dove appena giunto cessava di avere male e dunque dopo una sommaria visita e la prescrizione degli esami di routine da fare il giorno dopo veniva rimandato a casa dove appena giunto veniva colto da forti conati di vomito oltre al dolore persistente al fianco che si protrassero fino alle quattro del mattino quando suo figlio stremato dal vedere un aspirante santo in croce chiamava l'ambulanza che appena arrivata si dolse di scoprire che all'improvviso stava bene allora per levarselo per qualche ora di torno una dottoressa talmente gentile che pensò dovesse averlo riconosciuto finché non si ricordò che non era ancora diventato famoso decideva di portarlo comunque all'ospedale di Civitanova Marche dove dopo gli accertamenti lo misero in attesa e non essendo in codice rosso temeva di passare in quella sala i prossimi malanni perciò preoccupato di dover andare al lavoro decideva di rischiare di tornare a casa ed alle 5,32 senza aver dormito un solo minuto aver sofferto dolori peggiori del parto e vomitato per tre ore un eroe del nostro tempo varcava la soglia dell'albergo dove presta servizio immaginando due ali di folla osannati un plotone schierato con tre colpi di fucile a salve come saluto e le frecce tricolori nel cielo ad irradiare il suo tripudio al tramonto di una notte orrenda il SOTTOSCRITTO entrava nella leggenda.

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Il tempo è una delle variabili che può cambiare il mondo, non parlo di anni o secoli, ma di istanti. Ho notato che a volte quando ci vengono fatte delle richieste faccia a faccia senza avere la possibilità di pensare siamo portati a dire no istintivamente come per proteggerci, mentre se avessimo avuto qualche secondo per mettere a fuoco la questione...avremmo detto si. Questo atteggiamento svela un malessere interiore, come se il cuore vivesse in uno stato di perenne assedio e su ogni minima vibrazione esterna vigesse l'imperativo di passarla al vaglio. Così si diffonde una coltre d'oscurantismo che come un virus contagia le radici della vita nei rapporti interpersonali...a testimonianza che quando non usiamo la ragione prende spontaneamente il sopravvento la nostra natura incline al male.

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"completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo" (Col 1,24)
Queste parole di san Paolo che a volte vengono fraintese tanto da ipotizzare che il sacrificio di Gesù sia stato insufficiente a redimerci per cui sta a noi colmare questa lacuna...le voglio porgere ad una delle categorie più malviste della Bibbia, i ricchi, perché possano concorrere a modo loro a questa colletta della sofferenza. Quando si parte per le vacanze si dovrebbe essere quanto meno felici di godere quello che non a tutti è consentito fare e con questo spirito affrontare le eventuali avversità che possono capitare. Ebbene molti riescono a guastarsi le giornate per sciocchezze che il cuore non dovrebbe neppure registrare...tipo che piove e non si sa cosa fare, che la notte c'era qualche schiamazzo e non si è dormito bene, che a pranzo invece di dieci dessert ne hanno proposti solo otto...e via dicendo con ogni volta annesse facce da funerale. Ecco se solo comprendessero quanto sono fortunati rispetto a tanti altri acquisirebbero il pudore per non lamentarsi ad alta voce ringraziando Dio che le plasma con guanti di velluto. Non contribuiranno con robuste banconote come fanno i santi e neppure con moneta sonante come i poveri, ma solo con qualche spicciolo raramente superiore al centesimo. Ma a Dio tanto può bastare per prenderle in considerazione e chiamarle alla risurrezione.

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"Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua" (Ap 7,9)
Quest'anno le squadre africane sono tutte uscite al primo turno indebolite dal fatto che i calciatori immigrati avendo acquisito il diritto alla doppia cittadinanza hanno scelto di giocare nelle nazionali più ricche. Dal punto di vista etico lo ritengo gravemente lesivo dei diritti della più genuina sportività ed i trionfi che derivano da tali adulterazioni...illegittimi! Quindi nel caso vincesse la Francia, per quello che vale, suggerisco ai transalpini di fare della coppa l'uso più volgare. Nel caso invece vincesse la Croazia sarebbe legittimata ad alzare il trofeo al cielo con la benedizione di Dio, perché nonostante il mondialismo abbia scolorito ogni regione...sono ancora un popolo, una razza, una lingua e una nazione!

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"Sappiamo infatti che la legge è spirituale, mentre io sono di carne, venduto come schiavo del peccato. Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge è buona; quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio" (Rm 14,19)
Voglio portare questa testimonianza per mostrare quanto sia vero quello che dice san Paolo e quanto non si possa fare umanamente nulla per uscire da certe situazioni. E' ormai conclamato che la capacità di questa generazione di percepire gli organi interni si vada sempre più esaurendo ed oggi siamo al punto che la maggioranza degli uomini ha perduto il contatto con gli organi nobili del sentimento e dello spirito, cuore e anima, per restare sintonizzato soltanto con il suo apparato più basso. Chi avverte la fatica del cuore e soprattutto il martirio dell'anima sa quanto siano insopportabili e se si trova a dover patire la schiavitù del peccato fa di tutto per liberarsene. So di un uomo che aveva una relazione extraconiugale e che un giorno per liberarsene arrivò a pregare il Signore affinché facesse morire la sua amante in un incidente stradale. Così cominciò a dire rosari per ottenere la grazia finché un giorno non fu quasi esaudito. Oggi mi sono salvata per miracolo le disse quando s'incontrarono clandestinamente...non so come abbia potuto evitare un frontale con un camion. A lui s'illuminarono gli occhi e mentre la consolava le disse sinistramente...pregherò per te ancora più intensamente!

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Il venir meno dell'idea di Dio, dell'autorità paterna e di figure di spicco capaci di incarnare valori autentici ha fatto in modo che le persone si appiattissero focalizzando il proprio interesse esclusivamente nei quotidiani rapporti interpersonali. Viene sacrificato l'io per votarsi al tutti...e non ci sarebbe nulla di male se non fossero supportati da una dialettica ed una gestualità di stampo prettamente femminile. Oggi assistiamo sempre più spesso fra amici a dialoghi intrisi di sentimentalismo con larga profusione di sorrisi, baci, slanci, ammiccamenti, quasi fosse proibito non essere scintillanti...certi siparietti di convenevoli ed ossequi sono vere e proprie pomiciate! Fino a qualche anno fa le deviazioni venivano innescate da traumi o atteggiamenti severi al punto da risultare castranti, oggi invece io temo che il terreno favorevole affinché si moltiplichino certi orientamenti sia proprio la maniera spiccatamente effusiva di rapportarsi. Il fumare, l'ubriacarsi, il drogarsi, il trasgredire in generale...possono essere letti come spontanea risposta all'evirazione della personalità che tali atteggiamenti producono, come morbosi tentativi di riappropriarsi della propria virilità.

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"la tua fede ti ha salvato" (Mc 10,52)
Spesso Gesù dopo aver compiuto un miracolo congeda il fortunato con queste parole che temo solo pochi riescano a percepirne la portata. In pratica gli annuncia che, non solo lo ha guarito, ma lo ha anche salvato dall'inferno...e questo significa che è entrato a far parte del piccolo gregge e può già ritenersi sicuro del paradiso. A chi lo accoglie è sufficiente l'atto di fede nel credere che a Lui nulla è impossibile per guadagnare la sua attenzione ed ottenere la redenzione. La guarigione fisica che operava innescava un processo di maturazione spirituale che avrebbe portato alla guarigione interiore. Anche noi oggi con l'identico atto di fede siamo chiamati ad implorare il Salvatore, ma spesso ci manca l'essenziale: la coscienza di avere un tumore. Dal vangelo risulta che Gesù soccorre chi come il cieco di Gerico grida più forte il suo nome, chi come Zaccheo sale sopra un albero per poterlo vedere, chi come la donna che soffriva d'emorragia toccò il lembo del suo mantello...chi dimostra con i fatti di averlo messo sopra a tutti.

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"se il giusto cade sette volte, egli si rialza" (Prov 24,16)
A furia di predicare vado fantasticando che un giorno potrei anche avere dei discepoli, se ne ha avuti Osho che era un buontempone credo di poterne rivendicare almeno una dozzina anch'io che mi atteggio a santone, quindi ritengo doveroso segnalare un episodio affinché sia trasparente l'anima del maestro. E' accaduto di essermela presa duramente con una ragazza colpevole soltanto di aver incrociato uno dei miei momenti no...da parte mia un ruggito ingiustificabile di superbia! Passata qualche ora la luce è tornata a illuminare la coscienza ed ho sentito l'esigenza di scusarmi. L'ho fatto senza alcuno sforzo e con grande soddisfazione come ogni volta che faccio trionfare la giustizia!

965
"Poiché tu dici: Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo" (Ap 3,17)
Quando stasera ho saputo dell'improvvisa malattia di Sergio Marchionne e percepito la gravità dei toni che venivano usati non posso negare d'aver provato un'intima soddisfazione...Dio ogni tanto dà segni di vita! In queste ore come tanti operai che hanno perduto il lavoro per causa sua e vorrebbero come me vederlo all'inferno...la carità ci propone un'immagine trasfigurata di quello che fino a qualche ora fa è stato lo spavaldo condottiero del dio denaro. In un attimo ci consegna un disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo...steso in un letto d'ospedale con la vita appesa a un filo. John Elkan commentando la notizia arriva a dire che questa vicenda lascia a tutti quanti un senso di ingiustizia...lasciando intuire che a quelle latitudini per valutare usano parametri alieni. Preghiamo dunque perché questo fratello trovi la forza di rientrare in sé stesso, Dio non fulminandolo all'improvviso ha voluto regalargli questa opportunità...e noi facciamo in modo che sia fatta la Sua volontà.

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In merito alla drammatica vicenda di Sergio Marchionne fin dalla prime battute mi ha lasciato perplesso la celerità con la quale gli hanno fatto il funerale. Fin dal primo comunicato stroncata ogni speranza, nel giro di poche ore eletto il nuovo presidente, celebrazioni alla memoria quando probabilmente non era neppure entrato in coma...mai vista tanta fretta di voltare pagina! E stamattina mi sono reso conto che questa corsa contro il tempo era motivata dal timore che il titolo crollasse in borsa...infatti cede oltre il quattro per cento. Se andassimo ad analizzare la sequenza degli stati d'animo della famiglia Agnelli nei confronti del proprio beniamino rileveremmo in questi ultimi giorni una fibrillazione quanto mai sulfurea. Si è passati dall'adorazione di quando stava ancora bene, alla preoccupazione di quando ha cominciato a stare male, per passare alla costernazione di quando hanno appreso che non sarebbe più servito ed infine al fastidio di quando hanno capito che il clima d'incertezza avrebbe nuociuto alla causa per cui hanno deciso...che portarla alla lunga era proibito!

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Le parole feriscono, i silenzi uccidono! Le parole non possono sparare più d'un proiettile alla volta e seppure colpiscono organi vitali concedono il tempo per sanare le bordate. I silenzi invece, con la ridda di ipotesi nefaste che vanno a suscitare, ti scaricano addosso in un attimo..tutto il caricatore.

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C'è una patologia che si va diffondendo con la velocità di un'incontenibile epidemia e colpisce soprattutto i giovani...gli attacchi di panico. Mi ha impressionato leggere la testimonianza di una ragazza che affermava che quando le capitavano questi episodi aveva addirittura la sensazione di morire...ed allora per cercare di risalire alla sorgente del malessere mi sono chiesto con quale organo avesse percepito quella sensazione: con uno dei cinque sensi corporei, con il cuore ove si intende il ricettore emotivo, oppure con un organo di cui oggi si ignora persino l'esistenza...l'anima? Depenniamo subito la prima ipotesi per ovvi motivi e portiamoci dove tutti sono convinti si annidi la radice del problema...il cuore. Si pensa che gli attacchi di panico siano causati principalmente da fattori psicologici come traumi o in alternativa si ripiega su fattori fisiologici come disfunzioni...ma visti gli insignificanti risultati ottenuti, sia per arginarne le nefaste conseguenze, che per svelarne la natura...c'è da guardare oltre. Almeno tre quarti dell'umanità non tiene conto che esiste una sfera spirituale capace di influenzare in maniera determinante gli eventi di questo mondo e le vite delle singole persone...ed allora in una realtà sempre più in potere dell'incredulità le potenze malvagie vanno a nozze rendendo lecito ipotizzare che dietro ad ogni dramma possa esserci la regia di sua maestà il diavolo. Vista l'imprevedibilità dell'insorgenza con la quale gli attacchi di panico esordiscono, la violenza con cui si manifestano e l'impossibilità di stabilire una connessione con la sua origine che permetta di determinarne la cronologia, non mi sento di escludere che possano essere causati da un faccia a faccia improvviso dell'anima con una legione di demoni inviati a denunciare che nell'armadio scheletri troppo grossi non si possono occultare. Nel caso così fosse non ritengo necessario l'intervento dell'esorcista poiché di fronte alla sensazione di terrore si è portati a pensare che la minaccia sia percepita fuori e non dentro l'anima. Ma piuttosto suggerisco come migliore medicina un'autentica conversione che porti ad un'intimità talmente intensa con Gesù da generare, nell'anima e dintorni, un fuggi fuggi generale.

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Ieri un signore mi ha aperto gli occhi su un gioco molto in voga fra i pensionati che io credevo fosse un innocuo passatempo per ammazzare il tempo...si tratta del burraco. Mi ha detto che si organizzano veri e propri campionati con montepremi altissimi e che l'antagonismo che si genera è tutt'altro che amatoriale. Mi sono cadute le braccia al pensiero di come giunti alla veneranda età nella quale almeno un briciolo di sapienza dovrebbe brillare...si arriva a buttare la propria anima nel secchio dell'immondizia. Invece di approfittare del poco tempo che resta loro per maturare spiritualmente ed arrivare al cospetto di Dio presentabili...si consegnano a Satana che attraverso quel gioco incatena le loro anime alla concupiscenza della carne.

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A volte sento di avere la vocazione del salvatore e la applico persino alle più piccole cose. Per esempio se vedo una mela marcia per nove decimi cerco di salvare quel poco di buono che resta, non per tirchieria, ma per dare un senso alla sua vita perché non è vissuta invano se è servita a deliziare il mio palato. Oggi molti uomini sono nell'identica situazione, marci fin quasi al midollo in balia di esistenze prive di significato. Dio per tentare di salvarli deve fare i salti mortali e quasi mai ci riesce perché al contrario della frutta di stagione...serve il consenso ed un minimo di collaborazione.

971
Stamattina mi sono commosso ascoltando la stupenda canzone "rosso colore" del grandissimo Pierangelo Bertoli, questo inno all'amore dei lavoratori italiani brutalmente sfruttati. Sia meditando le parole che guardando le immagini di questa gente autentica si può prendere atto che fra la sinistra di oggi e quella di allora non è più possibile accostare neppure una sillaba. Renzi, Bersani, Martina, Grasso e non solo i leader ma anche la base...risultano alieni al cospetto di tanta purezza nella gioia ed altrettanta dignità nel dolore. Vorrei che lo interiorizzassero i giovani che vanno alle manifestazioni antifasciste abbaiando slogan scaduti da più di mezzo secolo, per recepire l'insopportabile stridore che si genera nel confrontare i veri comunisti con lo sciame sismico causato dal crollo della sinistra che loro incarnano...fra chi aveva gli attributi maturati nella sofferenza e chi per essere cresciuto nella bambagia al massimo può concedersi di trastullarsi sventolandone gli stracci dell'apparenza.

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C'è un'emigrazione ben più nobile di quella dell'andare in cerca di un mondo migliore e persino di quella per cercare di salvarsi la vita, un'emigrazione che si dovrebbe non solo consentire ma addirittura alimentare con tutti i mezzi possibili...è quella che permette di salvare le anime! A tale operazione di salvataggio dovrebbero dedicarsi tutti i bastimenti calandosi nell'infestato mare della politica mondiale...andando a prendere gli sbandati che vagano sulla sponda sinistra per portarli in salvo sull'estrema sponda destra...da dove non è impossibile scorgere Gerusalemme.

973
Chi giudica dalla sponda spirituale sa che quando uno si ritrova bravo e pure fortunato come Marchionne e tanti altri uomini di successo c'è la forte possibilità che sia finito al servizio del principe di questo mondo il quale innalza chi gli si prostra e lo adora. Come questo possa avvenire io lo so bene poiché una mattina mi sono ritrovato in stato di dormiveglia a chiedere a chi ha la facoltà di colmare i nostri cuori di gioie terrene...quello che desideravo. Ricordo che un forte calore mi avvampò il viso impietrito mentre mi colavano le lacrime. Sentivo interiormente compiersi la transazione che mi faceva passare al suo servizio attraverso un patto silenzioso e sacrosanto...e per sei anni godetti dei suoi benefici. Poi il Signore ebbe pietà di me e mi strappò al suo potere...e il diavolo non la prese per niente bene!

974
"il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce" (Mt 24,19)
"il sole si cambierà in tenebre e la luna in sangue" (Gl 3,4)
"il sole divenne nero come un sacco di crine e la luna divenne come sangue" (Ap 6,12)
Domani notte ci sarà la luna di sangue, un evento molto atteso in ambito cristiano poiché può essere associato ad alcune profezie contenute nella Bibbia. Al primo impatto si è portati a pensare all'annuncio di una catastrofe imminente, ma io credo che si debba leggere fra le righe e cercare di carpire il significato più autentico lasciandosi dietro le spalle quanto può suscitare il facile catastrofismo. Non che io abbia belle notizie da dare, ma comunque a mio parere queste profezie non aggiungono nulla di nuovo a quanto vado dicendo da anni e quanto si sta silenziosamente compiendo. Queste tre profezie sembrano combaciare eppure io ci leggo una progressione. La prima è di Gesù e l'avevo interpretata molti anni fa con la seguente simbologia: il sole rappresenta Dio e la luna la chiesa. Dio che ad un certo punto della storia si oscura...si rattrista, si adombra, si arrabbia e di conseguenza la chiesa viene a perdere la sua luce. In questa profezia possiamo leggere il primo grande smottamento della chiesa. Nella seconda di Gioele ci viene fornito un elemento nuovo ed eclatante che catapulta l'orizzonte alla fine dei tempi...la luna che si cambia in sangue. Quella chiesa che prima aveva perduto il suo splendore ora si ritrova insanguinata...una china irreversibile sulla via del suo declino. Nella terza profezia, quella dell'Apocalisse, possiamo notare che viene accentuato notevolmente in peggio lo stato del sole...Dio che dall'oscuramento passa ad essere nero come un sacco di crine. Il nero rimanda ad una chiusura totale, alla morte di ogni altra possibilità, alla cessazione di ogni rapporto fra Dio e l'uomo. Ma il vertice di tutte e tre le profezie è quella "luna di sangue" che proprio fra poche ore si compirà...e il cuore della domanda che ci si pone è di sapere se il sangue che gronda dalla luna sia dei martiri della chiesa oppure di coloro che non hanno voluto abbandonarla, che si sono avvinghiati a lei come ultima ancora di salvezza, che non hanno saputo amarla se non in maniera carnale, che si sono rifiutati di rispondere all'invito di Gesù..."è mezzanotte ecco lo sposo andategli incontro"...e proprio per questo siano stati spiritualmente trucidati!

975
Ieri mentre stavo andando a piedi a fare la mia solita nuotata all'improvviso per la prima volta ho avuto la sensazione che Dio mi guardasse. Difficile da spiegare...è stato come se avessi avuto piena coscienza che mi dedica in ogni momento tutta la sua attenzione. Mi trovavo in via Garibalbi al numero civico 233. Sarebbe bello che un giorno l'amministrazione comunale in memoria di questo avvenimento sul ciglio della marciapiede facesse costruire un'edicola come ce ne sono tante in campagna della madonna. Un'edicola che abbia come foto l'immagine del mio logo in fb, le celebri impronte nel deserto e la seguente scritta: "Qui il 27 luglio 2018 alle ore 11,55 david pierini ebbe per la prima volta la sensazione che Dio lo guardasse. Il caso volle che non fosse proprio in tiro per l'evento: in pratica in mutande, con le crocs ai piedi e la maglia numero sette del centravanti della Spagna David Villa".

976
Da quando è morto Sergio Marchionne vado leggendo elogi a non finire anche da persone che frequentano le chiese e dunque dovrebbero guardare le cose da ben altra angolazione. Allora mi sono andato a rileggere le beatitudini perché il manager è stato canonizzato persino in qualche altare e non ne ho trovata neanche una che lo riguardasse. Gesù non ha mai detto..."beati i creatori di ricchezza" perché avrebbe fatto a pugni con la regina delle beatitudini..."beati quelli che hanno fame e sete di giustizia". Invece temo che gli possano calzare alla perfezione i quattro guai: "guai a voi ricchi perché avete già la vostra consolazione, guai a voi che siete sazi perché avrete fame, guai a voi che ora ridete perché sarete afflitti e piangerete, guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi". Dispiace dover dire certe cose soprattutto quando il lutto è ancora vivo, ma è pericoloso approfittare dell'alone di sentimentalismo che avvolge queste circostanze per lasciar passare le menzogne.

977
"Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici" (Lc 21,16)
Ieri mi è arrivata un tegola in testa di quelle che tramortiscono, ho preso coscienza d'essere stato tradito da uno dei miei migliori amici. Ha svelato alla comare più prolifica del paese il mio segreto, che conoscevano soltanto lui ed i miei figli...ed ora immagino sia di dominio pubblico. Non che io tema alcunché perché non mi sono mai spacciato per santo ma semmai per profeta, non per virtuoso ma per denunciatore...dove non occorre che la purezza del cuore che viene dalla consapevolezza del proprio peccato...e la vista buona. Da parte sua dare in pasto la mia intimità ai porci è stata la profanazione di quanto di bello avevamo condiviso ed ora non resta che cenere. Se siamo autentici discepoli di Cristo dobbiamo necessariamente passare per la sua strada e dunque venire anche traditi, solo che almeno Giuda ci aveva guadagnato qualcosa...questo lo ha fatto per il solo gusto di infangarmi. Non mi pare stia scritto che Giuda sia stato perdonato da Gesù e dunque neanche io lo perdono, però gli auguro di recitare la sua parte fino in fondo e per avere una speranza di salvarsi lo invito a procurarsi una corda ed al primo albero che incontra...impiccarsi!

978
Qualche anno fa ad un giovane ricco di talento piacque ciò che scrivevo e me lo disse attraverso uno scambio di mail con la promessa che sarebbe venuto a trovarmi per conoscerci. Passavano i giorni e le settimane ma non si vedeva ed allora pensai che forse temporeggiava perché temeva che potessi approfittarne per indurlo a convertirsi. Sappiamo quanto sia grigia la prospettiva della fede vista dai non credenti, sembra che si venga espropriati di tutti i colori della vita per ritrovarsi con un rosario in mano a biascicare orazioni. Siccome era molto simpatico e lo vedevo spesso al mare ricordo d'aver pensato di fargli uno di quei scherzi che non si dimenticano...prendendo spunto dall'episodio del vangelo nel quale Gesù in riva al lago di Tiberiade chiama quattro discepoli alla sua sequela. Il piano era questo: indossare una tunica simile a quella di Gesù, andare in spiaggia ed avvicinarmi fino a piombargli alle spalle. A quel punto chiamarlo per nome a gran voce..."SIMONE"...e non appena si fosse voltato fulminarlo con uno sguardo severo dicendogli..."SEGUIMI, TI FARO' PESCATORE DI UOMINI". Prima di passare all'azione ricordo che mi ero preposto di chiedere se nei paraggi qualcuno avesse avuto in dotazione...un defibrillatore!

979
Giuda è il traditore per eccellenza e si crede che il suo tradimento sovrasti infinitamente i nostri tradimenti...invece dobbiamo ricrederci. Possiamo anche ipotizzare che sia stato perdonato da Gesù che può essersi sentito in dovere di guardare con una grazia particolare chi era stato scelto per recitare la parte più ingrata del disegno di redenzione. Nelle nostre realtà quotidiane non c'è questa istanza, non c'è necessità di altri cristi da crocifiggere...e proprio per la gratuità con la quale si tradisce direi che la colpa è più grave ed il perdono debba essere dispensato con grande parsimonia.

980
"Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra" (Mt 25,31-33)
A volte cerco di immaginare quello che succederà il giorno del giudizio ed a furia di pensarci mi sono fatto un'idea abbastanza precisa. All'improvviso ci troveremo riuniti in un'immensa pianura dentro una penombra spettrale e cominceremo a guardarci intorno per orientarci. Vedremo alcuni nostri amici, colleghi di lavoro, conoscenti...gente per bene, rispettabile ed allora penseremo d'essere stati giustamente posti fra gli eletti...vedremo personaggi famosi del mondo dello spettacolo che facevano tanta beneficienza, persone che hanno ricoperto i più importanti incarichi nell'apparato delle istituzioni, gente che è stata di riferimento per tutti e ci rincuoreremo...poi vedremo molti sacerdoti e suore ed allora il cuore ci uscirà dal petto...seeeee e vaiiiiiiiiii...questo è il paradiso...poi vedremo Papa Francesco ed al suo fianco il giunonico Giovanni Paolo secondo ed allora partirà la ola...è fatta penseremo...poi vedremo Padre Pio e madre Teresa di Calcutta...signore e signori si diano inizio alle danze...infine ci appariranno una dopo l'altra tutte le madonne che ci hanno accompagnato nel nostro cammino spirituale...quella di Fatima, di Lourdes, di Medjugorie, di Loreto...madonnine tutte belle madonnine tutte sante quanto vi vogliamo bbbene...ed allora nel delirio dell'eccitazione intoneremo cori da stadio rivolti all'altra sponda...de-vi mo-ri-re, de-vi mo-ri-re...e non ci crederemo quando addirittura ci troveremo davanti nientepopodimeno che sua Maestà Nostro Signore Gesù Cristo...quello misericordioso con tutti fasci di luce colorati ed allora partiranno i fuochi artificiali!!! A questo punto si sentirà lo squillo potente di una tromba e sull'immensa pianura scenderà il silenzio. Una luce fioca comincerà ad illuminare la distesa alla nostra destra e rivelare una dopo l'altra una moltitudine di anime con le vesti bianche...a quel punto sarà sinistramente chiaro che abbiamo vissuto nell'inganno! Ci guarderemo intorno senza il coraggio di farlo negli occhi...qualcuno comincerà a latrare qualche improbabile lamento, i più intuitivi collasseranno schiantandosi al suolo, altri cominceranno a solcarsi il petto con le unghie, altri a mangiare la terra, altri a sbattere la testa contro le pietre, altri a prendersi a schiaffi, altri a sfondare le porte della percezione per cercare nuovi sentieri capaci di dare sfogo alle disperazioni e tutti a sperimentare la più frustrante delle frustrazioni...l'impossibilità di autodistruggersi.

981
Devo fare i miei complimenti agli animali che fra le specie viventi è quella che ha fatto il maggiore salto di qualità della vita. Se pensiamo che fino a neppure tanti secoli fa venivano brutalmente offerti come olocausti in sacrificio, che fino a qualche decennio fa non avevano un minimo di considerazione e facevano tutti indistintamente una vita bestiale...oggi senza muovere un dito, senza aver studiato, né pagato, né intuito... si ritrovano sul trono. Ci ha pensato l'uomo a lanciarsi in picchiata dalla terrazza della regalità divina dentro la palude della natura disumana...onde trovare il clima ideale a favorire un rapporto sponsale.

982
Ero partito per fare un post che alleggerisse la posizione dell'omosessualità odierna rispetto a quella dei tempi antichi convinto che fra la natura della prima e la natura della seconda ci fosse un abisso...e quindi dare la buona novella della revoca dell'intransigenza per questo peccato, invece ho scoperto che è l'esatto contrario. In Sodoma e Gomorra ci viene descritta una perversione dalle caratteristiche bestiali, depravazione da branco, carnalità allo stato puro, pulsioni imbarbarite da roventi attese, consumazione dell'atto sessuale quale sfogo d'un delirio. Oggi i rapporti omosessuali non rispondono quasi più al canone del mordi e fuggi, spesso vengono accompagnati dal coinvolgimento sentimentale. Se questo fattore da una parte ne nobilita l'intenzione e lo riveste di rispettabilità, dall'altra va ad estirpare le radici del desiderio dalla carne per affondarle nel cuore...e quando è il cuore a finire in schiavitù alla volontà vengono meno le forze per orientarsi al bene.

983
"questo è il dolore della vita: che si può essere felici solo in due"
Questa sentenza del grandissimo poeta americano Edgar Lee Master sull'amore conia quella che io credo sia una verità assoluta che possiamo estendere ad ogni tipo di relazione sociale. Ci dice che il meglio può emergere soltanto quando si è in due! Questo perché ci pone nella condizione più semplice, nella nudità evangelica, nell'impossibilità di avere vie di fuga, nel non essere costretti ad interagire con più conflitti, ci mette al riparo dalla tentazione di trovare facili alleati che sostengano le nostre tesi, ci permette di alimentare il fuoco della discussione con materiale infiammabile estratto direttamente dal cuore...affinché la nostra identità brilli di luce propria. Quando invece si è più di due, più si è e più si scolora. I pensieri vengono dapprima orientati come un branco dagli sguardi verso le praterie più verdi, poi sospinti dalle parole con vigore, se non irrompe il luogo comune svetta la genialoide ambizione, i più bravi ci seducono, i più forti ci rapiscono e quand'anche tutti ci dessero ragione...sarebbe un'illusoria soddisfazione.

984
Non sono mai stato bravo in matematica però di questi tempi mi viene naturale fare un'equazione elementare che mi mette davanti agli occhi una verità inconfutabile...vado a spiegare. Chi ha figli e sente il peso della responsabilità di averli messi al mondo, altro non desidera che abbiano una vita serena e farebbe di tutto per difenderli dai pericoli. In una nazione invasa capillarmente dagli immigrati nella quale tutti i parametri del quieto vivere sono in picchiata a cominciare dalla criminalità...mi chiedo come possa un genitore essere favorevole all'immigrazione sapendo che la sua scelta consegnerà al sangue del suo sangue un mondo sempre più terribile? Posso azzardare l'ipotesi che il fattore emotivo immediato abbia il sopravvento sulla lungimiranza, nel senso che nel vedere i barconi i cuori si commuovono e non riescono ad andare oltre...ma passati cinque minuti e asciugata la lacrimuccia cosa impedisce al nostro cervello di fare due passi per sgranchirsi le gambe e rimettere in circolazione un po' di sale in zucca? La conclusione è terribile...i genitori pro immigrazione non solo non amano i propri figli, ma li odiano a morte!

985
"Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento" (Mt 5,17)
Il Dio del Vecchio Testamento e il Dio del Nuovo Testamento, Gesù di Nazaret, per quanto possano sembrare diversi sono uno spirito solo, un'anima sola, un cuore solo...che hanno fatto due lavori differenti. Forse è proprio questo a creare l'equivoco e far cadere nell'inganno, a farci pensare che il primo sia terribile mentre l'altro l'incarnazione della mansuetudine. Dio Padre dapprima ha estirpato le erbacce dal campo del mondo e lo ha arato facendo il lavoro sporco, poi ha lasciato che lo seminasse nostro Signore Gesù Cristo.

986
In questi tempi sempre più difficili sempre più spesso sentiamo dire..."ci vorrebbe il Duce per rimettere le cose a posto"...laddove si invoca una persona fornita di attributi, capace di prendere decisioni drastiche e metterle in pratica seppure costino lacrime di sangue. Nessuno ci pensa, ma abbiamo a disposizione uno infinitamente più potente di Mussolini, infinitamente più cattivo, infinitamente più fascista, infinitamente più spietato coi nemici...il Dio del Vecchio Testamento, quello che semina il terrore persino nei cuori dei credenti. Neppure chi ha la fede riesce a digerire questo Dio con cui invece io mi trovo che è un piacere. Non c'è una parola che non condivida, non c'è gesto che non abbia tutta la mia solidarietà, non c'è carneficina che io mi senta di condannare. Quel Dio non è morto e neppure andato in pensione, sonnecchia caricandosi di furore in attesa di entrare in azione.

987
"Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina" (Lc 21,28)
Pochi giorni fa ho avuto modo di conoscere una ragazza sui 25 anni che meriterebbe di essere studiata per scoprire come di questi tempi si possa diventare eccellenze. Una ragazza semplice e graziosa in vacanza con i genitori, una ragazza estremamente normale ma che mi ha fatto...sobbalzare! Ebbene questa ragazza tutte le volte che l'ho vista e poi per esserne sicuro ho chiesto conferma ad altre persone...sia in albergo che in spiaggia, sia a colazione, pranzo o cena, sia che fosse sola o in compagnia non è mai stata vista con lo smartphone. E posso confermare che è una ragazza normale, che fa attività in parrocchia, che si sta per laureare, che ha tanti amici...eppure riesce a sopravvivere senza chattare, inviare messaggi vocali e cazzeggiare. Ora non sappiamo se sia già santa e dunque ne sappia fare a meno del tutto, o se invece sia talmente giudiziosa da volerlo fuori dalla sua giornata per andarlo a consultare solo di tanto in tanto...ma se anche così fosse sarebbe un trionfo! Siccome è una ragazza che ha fede ho pensato che sia stata beneficiata da Dio d'una sapienza infusa che le ha suscitato nel cuore il sentimento che ogni persona sottomessa al cellulare dovrebbe provare...la vergogna! Perché ci si dovrebbe vergognare a passare le ore con gli occhi, la mente ed il cuore incollati allo schermo in tutt'altro mondo seppure abbiamo gente accanto. Ci si dovrebbe vergognare di uscire di casa con il guinzaglio dato che non siamo cani, guinzaglio del demonio che ci piega le fronti al suolo proprio nel tempo in cui siamo chiamati...ad alzare gli occhi al cielo.

988
"Allora disse ai suoi discepoli: La messe è molta, ma gli operai sono pochi, pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe" (Mt 9,37)
Oggi mi è capitato di leggere questo passo del vangelo ed ecco spiegato il tracrollo del cristianesimo. Mancano gli operai e mi sono reso conto che più si prega affinché il Signore mandi operai nella sua messe più c'è un fuggi fuggi generale. Siamo sprofondati nell'era dei laureati nella quale per esaltare il prestigio non ci si identifica più tanto con nomi e cognomi, quanto con i titoli accademici. Ormai campeggiano le professioni...avvocati, ingegneri, medici, architetti, manager! Capirete che in seguito ad una chiamata di fronte alla prospettiva di venir assunti come operai molti declinano l'invito per il timore di perdere l'aureola di vanità conquistata a pieni voti all'università. Per invertire la tendenza sarebbe opportuno che Gesù emanasse un bando di concorso ove per entrare al suo servizio venga richiesto di frequentare un master sull'immaturità che consenta di fregiarsi del titolo onorifico di... "Sua Santità".

989
"L'uomo che avrà avuto un'emissione seminale, si laverà tutto il corpo nell'acqua e sarà immondo fino alla sera" (Lv 15,16)
Questo passo del Levitico ci svela che il Dio del Vecchio Testamento non era poi così cattivo come vogliono farci credere, in questo caso è stato addirittura più buono di Gesù che ha dato alla masturbazione i connotati di peccato mortale qualora venga associata al desiderio di una donna sposata. Nel Vecchio Testamento veniva punita l'azione, con l'avvento del Nuovo invece per uccidere il male alla radice...persino l'intenzione.

990
"Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo" (Ap 12,12)
Si pensa che la terra continuerà a girare eternamente e sopra la sua crosta gli uomini ad operare, invece questo passo dell'Apocalisse ci dice che ha i giorni contati proprio come i capelli del nostro capo. Parto da questo presupposto per cercare di spiegare l'origine di uno dei fenomeni più innaturali del nostro tempo, quell'immigrazione forzosa che riceve da decenni una propulsione difficilmente spiegabile dal punto di vista delle dinamiche umane. Non mi riferisco tanto all'organizzazione ed allo sviluppo degli eventi dolosi che la alimentano quanto all'ansia che si ingenera nei cuori affinché quest'esodo di massa non conosca interruzioni. Se non ci fosse stata la coscienza che il tempo stringe e dunque bisogna fare in fretta...cosa poteva impedire che ciò che va perseguendo il piano Kalergi si realizzasse armoniosamente nell'arco di un secolo avvalendosi dei consueti canali? Il vertiginoso moltiplicarsi delle relazioni sociali attraverso il progresso della comunicazioni e l'altrettanto vorticoso proliferare dei collegamenti avrebbero soffiato come il vento in poppa ed in men che si dica si sarebbe realizzato lo scopo senza patire tensioni. Invece il diavolo è precipitato sulla terra pieno di grande furore e quel poco tempo che gli resta lo spende per fomentare il caos.

991
Pochi giorni fa ho potuto constatare che ci sono ancora giovani cristiani in cui palpita uno spirito vivissimo. Frequentavano da alcuni anni una chiesa evangelica e si sono resi conto che alcune cose erano in contraddizione con la morale che dal pulpito veniva predicata...ebbene se ne sono andati ritenendo incompatibile la purezza del loro slancio con il marcio che circolava. Tanto di cappello per l'ortodossia della loro fede e mi auguro che siano da esempio per i cattolici che pur di non uscire da quell'associazione mafiosa comandata da don Jorge Bergoglio hanno chiuso tutti e due gli occhi, si sono turati il naso e tappate le orecchie. Sono anni che vado paventando una chiesa sulla strada, la chiesa che ci addita la parabola del banchetto di nozze...non un luogo ma una comunione di anime che si fanno dimora di Gesù Cristo ovunque si ritrovino nel Suo Nome.

992
"Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" (Mt 18,20)
Qualche giorno fa insieme ad una sorella nella fede senza saperlo abbiamo fondato una chiesa. Ci siamo incontrati in una piazza fuori dal centro per parlare di cose spirituali come ogni tanto capita di fare, quando ad un certo punto ha tirato fuori dallo zainetto una fetta di pane duro dicendo...spezziamo il pane come ci ha comandato il Signore. Allora ha diviso in due la fetta dandone a me una parte e mentre cominciavamo a mangiarla ha detto..."facciamo questo in memoria di Gesù". Poche parole improvvisate dentro un silenzio spogliato di ogni sacralità rituale, nessun riflusso di sentimentalismo teso a velare l'estrema povertà di quel gesto, nessuna pretesa che in quel pane ci fosse qualcosa di magico o miracoloso. Io credo che d'ora in avanti questa debba essere la chiesa, incontrarsi da qualche parte, parlare del vangelo, dei propri problemi...ed infine spezzare il pane e recitare il Padre Nostro. E' la chiesa degli ultimi giorni, una chiesa che ha la necessità di sradicarsi dalle fondamenta delle proprie sicurezze...per alleggerirsi di tutte le zavorre ed andare incontro allo sposo.


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C'è una moltitudine di persone dai sentimenti adulterati tanto da poter essere considerati veri e propri...fake! I loro cavalli di battaglia sono la propensione all'uguaglianza, il superamento di ogni divisione e l'affratellamento universale...spacciati quali supremi valori dell'umanità. In verità non derivano, come vogliono farci credere, dal desiderio di giustizia e d'amore...ma piuttosto dall'impossibilità di sottomettersi all'autorità. Accecati dall'orgoglio vogliono appiattire il mondo perché nessuno sia costretto a piegare il ginocchio. Chi è posseduto dallo spirito satanico non sopporta padroni e per nascondere questa orrenda malformazione del cuore...la traveste da nobile ideale.

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In seno alla chiesa cattolica si è formata una fazione dallo zoccolo duro che nello spirito ha una vaga parentela con i Mormoni e gli Amish. Una fazione che esalta i valori pre conciliari, che si oppone duramente e giustamente a Papa Francesco ed al modernismo dilagante. Uno dei maggiori paladini di questa crociata è il professor Matteo D'Amico eccellente conferenziere a cui è difficile controbattere una virgola dal momento che parla sempre in maniera esemplare. Eppure questo fedelissimo servo della santa chiesa a mio modo di vedere cammina a grandi passi verso il precipizio. L'ultima generazione di cristiani andrà all'inferno, non a causa dei propri peccati, non per mancanza di fede, non per questioni di dottrina...ma per aver fatto della chiesa un idolo. E di conseguenza non essere stati capaci di farsi vergini savie ed abbandonarla per andare incontro allo sposo.

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Il mondialismo non sa più a quale santo votarsi per combattere Salvini. Ieri ha usato il Papa al quale ha fatto sparare una di quelle bugie che ti allungano il naso di un metro...un profiler dilettante lo capirebbe in un istante. Per impressionare gli italiani ed ammorbidirli ha detto d'aver visto un video clandestino, clandestino per non dover giustificare la fonte, nel quale si mostra che quando gli immigrati vengono rimandati in Libia li sottopongono alle più sofisticate torture. E mentre lo diceva aveva la faccia di quelle comari imbroglione che stanno tutto il giorno a spettegolare col vicinato. Il vicario della verità che dice panzane da osteria...e se almeno le dicesse credibili ci toglierebbe il dubbio che sia stupido, ma siccome non lo fa temo che stupidi ci consideri i cattolici.

996
Quando l'agire del genere umano deraglia dal binario di quanto Dio ci ha comandato si finisce in un vicolo cieco...è questo che mi sembra di intuire guardando al problema dell'immigrazione. Siamo finiti in un vicolo cieco perché per quanto sia evangelico accoglierli è biblico respingerli. Non sto ad elencare le buone ragioni per l'una e l'altra delle soluzioni, non sto ad organizzare l'ennesimo braccio di ferro...voglio solo far notare che qualsiasi piega prenda questa storia ci siamo già tirati addosso la rovina. E' troppo tardi per tornare indietro, troppo tardi per rimediare, troppo tardi perfino per pentirsi e scusarsi davanti all'altare.

997
Ieri fb ha eliminato un mio post di alcuni anni fa su Mussolini perché era stato condiviso da persone di estrema destra e cominciava a girare in rete. Inquadravo il Duce dall'ottica cristiana facendo rilevare che aveva attinto dal Vangelo e che certi valori oggi rimpianti prima d'essere fascisti erano biblici. Un giudizio equilibrato e privo accenti di fanatismo tanto che ero rimasto meravigliato che fosse piaciuto ai camerati. Dunque perché censurarlo, cosa non hanno gradito i burattinai? Io credo che non sia stato Mussolini a spaventare, ma piuttosto la sua virilità! Questi signori stanno costruendo un mondo dove pulsi imperiosamente l'ormone femminile al fine di castrare gli uomini di quella potenza che ha incarnato il Duce e che possiamo riassumere attraverso tre virtù in via di estinzione: capacità di essere, di decidere, di fare. Nella realtà spirituale sta accadendo la stessa cosa...la madonna ha spodestato Gesù Cristo e va seminando viscidume religioso per depotenziare Dio. E siamo arrivati in cima...criminalizzando il maschilismo si rifiuta Dio e per tutti coloro che temono più d'ogni altra cosa "l'osso duro"...il giorno del giudizio sarà un vero e proprio stupro!

998
"Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano" (Lc 27,28)
Queste parole di Gesù sembrano tracciare uno spartiacque fra il bene ed il male, sembra che da una parte prendano posto i buoni mentre dall'altra i cattivi. Sono parole molto pericolose per i suoi discepoli perché inducono nella tentazione di pensare che loro siano i benefattori mentre i nemici i beneficiati, sono pericolose perché fanno ritenere che vanteranno nei loro confronti un credito di gratitudine eterno...ma non è così! Come noi facciamo del bene ai nostri nemici amandoli, benedicendoli e pregando per loro...i nostri nemici ne fanno a noi offrendosi quali ignari strumenti attraverso cui Dio smussa le asperità delle nostre anime. E così siamo pari, nessun orgoglio è umiliato, nessun essere umano deve qualcosa ad un suo simile, ma tutti dobbiamo ringraziare Dio!

999
La presa di coscienza che spiritualmente siamo entrati nell'ultima epoca della storia porta a fare alcune considerazioni che capovolgono prospettive secolari. Fino ad oggi il ruolo della donna nella cristianità è sempre stato subalterno a quello dell'uomo, nelle comunità in cui si fa riferimento alle origini addirittura neppure le è permesso di parlare. Se tutto questo fino ad ora poteva anche essere giustificato da uno stagionato sguardo retrospettivo, d'ora in avanti sarà impossibile fermare la marcia più rivoluzionaria dell'emancipazione femminile. Da oggi in poi è vietato guardare indietro, con il ritorno di Gesù che incombe si impone di guardare solo verso il cielo. Le vergini che gli vanno incontro dovranno proiettarsi nel Suo Regno laddove non c'è più maschio e femmina, marito e moglie, ma solo anime...il desiderio di Dio dev'essere talmente intenso da trasfigurarle. Da anni vado predicando che per andare incontro allo sposo occorre uscire da tutte le chiese e riunirsi in piccole comunità dove spogliare la sacralità del culto di ogni solennità fino a raggiungere quella povertà assoluta attraverso cui il pensiero e la parola risuonano in tutta la loro autenticità. Quindi alla donna sarà permesso salire sull'altare, predicare, spezzare il pane...tutto si può fare e tutto potrà fare se lo farà, non come una che regna, ma come una che serve.

1000
La chiesa è l'ultimo grande idolo sul cammino di maturazione dell'anima cristiana, l'ultima carta a disposizione del diavolo! Un idolo difficilissimo da smascherare ed ancor più da debellare perché intimamente connaturato alla nostra spiritualità prevalentemente carnale che rivendica la necessità di toccare con la mano il frutto della propria speranza...altrimenti si perde. Chiunque crede che la sua chiesa sia quella con tutte le carte in regola per il Regno dei Cieli si acceca...dopo aver liquidato tutti i dubbi suscitati dallo Spirito Santo con la fermezza irremovibile che fornisce la superbia demoniaca. In questi anni ho fornito valanghe di ottimi motivi, non solo per uscire dalle chiese ma addirittura per bruciarle...eppure salvo qualche rara eccezione nessuno si è lasciato tentare. "Non ti servirò"...disse Lucifero a Dio per certificare il suo rifiuto. "Non mi sposterò"...dice ciascuno di loro, neanche se il tetto della mia chiesa mi franasse addosso.

1001
"mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno" (1Cor 9,22)
Credo che pochi come me siano riusciti ad incarnare, al di là dei risultati ottenuti, in maniera eroica questo passo di san Paolo. Attraverso i miei post ho cercato di stabilire un contatto con chiunque mi desse un minimo di spunto per creare la connessione di un riflesso della sua vita con la luce della fede. Laddove si poteva ho cercato l'incontro e pur di non lasciar passare nessuno senza che fosse percorso da una scarica d'adrenalina volta a rianimare la sua anima...a volte lo scontro.

1002
"Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano" (Es 20,5)
Poche notti fa ascoltando la vita di san Giuseppe da Copertino sono venuto a conoscenza che alla morte del padre avvenuta in prigione mentre stava scontando la pena per un crimine commesso, dovette prendere il suo posto per finire di scontarla. Nel seicento funzionava così...qualora i padri fossero morti prima di aver saldato il debito con la giustizia subentravano i figli nella detenzione. Immediatamente mi è venuto in mente uno dei comandamenti secondo la tradizione ebraica, quel comandamento che a noi fa orrore poiché ci sembra, non solo un'ingiustizia, ma anche una crudeltà infinita far pagare le colpe dei padri a degli innocenti. Immersi nell'oscurità del tempo presente ed abbagliati dai nostri egoismi non riusciamo a scorgere la suprema sapienza di questa divina disposizione. Non solo non riusciamo a vedere che è una cosa buona poiché innescherebbe un forte effetto deterrente limitando i misfatti, ma è anche una cosa giusta perché se un Innocente è morto per espiare i peccati degli estranei...quanto più risulterà legittimo che i figli vadano in prigione per scontare i crimini dei padri.

1003
"E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa" (Mt 10,42)
Pochi giorni fa mentre facevo il mio solito giro per la campagna un caro amico che abita lungo la strada mi ha offerto un bicchiere d'acqua...graditissimo visto il caldo che faceva. Abbiamo parlato un poco ed ho ripreso il cammino con la vaga idea che quell'episodio poteva ricalcare un passo del vangelo. Non appena tornato a casa sono andato a spulciarlo per trovare qualche affinità e dopo averlo messo a fuoco mi sono accorto di un particolare che mi era sempre sfuggito. Prima di ogni altra cosa mi auguro di essere uno dei discepoli del Signore, non foss'altro perché a quel ragazzo sia elargita la ricompensa per quell'atto di carità. Poi siccome sono convinto che nella sacra scrittura non parlino soltanto le parole ed i silenzi, ma anche le virgole ed i punti, ho cercato di capire come mai Gesù avesse aggiunto la parola..."fresca". Come mai in quel bacino di rigore ed essenzialità volto ad inclinare alla penitenza che tenevo fra le mani...si trovava un elemento di piacere? Ed allora mi sono reso conto che la vita del cristiano non dev'essere solo mortificazione e dovere, ma anche licenza di godere di ogni piacere che ridonda dalle cose necessarie.

1004
Ci sono episodi altisonanti accaduti nel passato su cui grava l'ombra del dubbio in quanto alla loro veridicità, ne cito due fra i tanti: le stimmate ricevute da san Francesco in punto di morte e l'affissione delle 95 tesi da parte di Lutero sulla porta della chiesa del castello di Wittemberg. Due fatti clamorosi che seppure non fossero accaduti si sono inspiegabilmente tramandati per secoli e vengono tutt'oggi presi per sacrosanti. Personalmente ho forti dubbi su tutti e due, più sulle stimmate che sulle tesi, ma nonostante tutto li ritengo degni di fregiarsi del marchio della più autentica storicità. Non sono diventato matto...voglio solo dimostrare che in certi casi uno spirito di verità affetto da mania di perfezionismo vada ritoccando il pensiero collettivo in maniera che si creda quello che la risultante di una serie di comportamenti di un personaggio avrebbe dovuto partorire. Così è lapalissiano che san Francesco dopo una vita condotta nella sofferenza al servizio di Cristo avrebbe meritato le stimmate ed altrettanto che il temperamento vulcanico di Lutero potesse generare quell'irriverente gesto.

1005
Un signore da poco conosciuto mi ha confidato di aver fatto alcuni anni fa una pazzia. Si è spogliato di tutto e nella maniera più francescana possibile...a piedi, senza un soldo, in compagnia di un cane, è andato in pellegrinaggio ad Assisi. E non parlo di un giovane smanioso d'avventure, ma di un intellettuale di grande cultura e spessore. 140 chilometri a piedi chiedendo cibo e riparo nei conventi o nelle parrocchie, un'esperienza d'altri tempi che ha fiondato la mia immaginazione alle imprese dei santi del passato. Ci ho trovato grande affinità con il sublime testo di spiritualità ortodossa..."I racconti di un pellegrino russo" che rivela una miniera di tesori capaci di illuminare a giorno i cuori in cerca di verità. Per fare una cosa del genere io credo che occorra appartenere a quello sparuto gruppo di fedelissimi conosciuti con l'appellativo "folli di Cristo" ed avere nel sangue il dna "dell'ebreo errante". Non è possibile ricevere una tale spinta a partire, senza che dentro covi un fuoco bramoso di divorare ogni asperità del corpo e impurità dell'anima. Gli chiedo di mettere a disposizione degli affamati d'assoluto la ricchezza che in quei giorni ha accumulato...di scrivere un libro nel quale raccontare, sullo sfondo delle vicissitudini incontrate, l'evoluzione della sua vita interiore. Non ora e neppure domani...ma che non vada perduto neppure un riflesso della luce che in quei giorni di delirio lo ha attraversato.
PENSIERI SULLA MORTE
1006
Un brano del mistico islamico Al Ghazzali vissuto nell'anno mille getta un fascio di luce rivelatrice sul più angosciante dei misteri...quello della morte. "Abramo quando l'angelo della morte venne per impadronirsi del suo spirito disse a Dio...hai mai visto un amico desiderare la morte dell'amico? Il Signore gli rispose...e tu hai mai visto l'amante rifiutare l'incontro con l'amato? E allora Abramo disse...angelo della morte prendimi". Quanto sollievo ci viene da questo breve aneddoto, quanto dovremmo tenerne conto ogni volta che la morte bussa alla nostra porta per esorcizzare la disperazione. Quando giungeremo alla maturità dell'amore desidereremo la morte con tutto il nostro cuore perché la morte non sarà un tuffo nell'ignoto ma l'incontro con l'amato.

1007
Se ti abbandoni al pianto per la morte d'un tuo caro sprofondi nel sepolcro di un dolore inconsolabile, se invece sollevi lo sguardo la fede ti concede una possibilità. Sulla parola di Colui che è morto e poi risorto è lecito sperare che nulla sia andato perduto per quanto tutto sembri perduto. Il Maligno coi suoi inganni ci oscura la via della salvezza, con la sua potenza distruttrice ci travolge...ma nulla può contro Dio! E nulla può contro chi vuole appartenergli, seppure a cominciare dall'ultimo respiro.

1008
Se amassimo i nostri cari che ci hanno lasciato come Dio comanda aboliremmo i cimiteri, orrori in cui fermenta lo strazio della carne...vedremmo che la vita non viene tolta ma trasformata e troveremmo pace e speranza di gioia.

1009
"Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va e annunzia il regno di Dio" (Lc 9,60)
C'è un peccato di idolatria che molti commettono quando muore un nostro caro, un peccato che costa uno strazio indicibile. Quello di fare della tomba del nostro caro un tempio in cui andare tutti i giorni a piangere lacrime di desolazione. Per comprendere quanto sia contraria alla verità e al buon senso questa pratica basti pensare alle parole che Gesù rivolse a quel giovane che gli chiese il permesso di andare a seppellire suo padre. Gesù chiama morti, non solo i morti ma anche coloro che vanno al funerale, quindi rendiamoci conto che la vita e la speranza sono da tutt'altra parte e pure il nostro caro non è più laddove lo piangiamo.

1010
Quando il corpo muore diventa polvere mentre l'anima che vive in eterno va in paradiso o all'inferno. Se va in paradiso è con Dio ed allora la sola maniera per avere comunione con lei è quella di avere la massima intimità con Dio...più si conosce e si ama Dio più si è vicini al nostro caro e gli si comunica il nostro amore. Se invece fosse andato all'inferno bisogna farsene una ragione, pensando che se è finito al supplizio eterno è solo perché lo ha voluto con tutto sé stesso. Dio non manda nessuno all'inferno...chi ci va lo fa di propria iniziativa dopo un combattimento lungo tutta la vita contro quel Dio che con ogni mezzo cerca di impedirglielo.

1011
Ogni volta che qualcuno muore non dovremmo mai dire "è morto" ma "è salito al Padre" concedendo a chiunque un credito di speranza infinita perché abbia ottenuto la salvezza...e se abbiamo compreso il Vangelo dovremmo dirlo con una punta di invidia! Al cospetto di Dio siamo tutti fratelli...abolita ogni parentela, azzerata ogni gerarchia. Chi muore, non muore, ma passa dalla vita della carne alla vita dello spirito ed è infinitamente più vivo e beato di noi. Il legame che c'è fra Dio ed ogni anima che spera in Lui è infinitamente più intimo del cordone ombelicale che lega madre e figlio, della passione che annoda due adolescenti perdutamente innamorati, di ogni ultimo straziante abbraccio prima dell'addio. Nessuna disperazione dunque penetri nei nostri cuori, chi è morto abita nel regno dei cieli in numerosa ed eccellente compagnia, pensarlo dentro una bara è darla vinta alla menzogna.

1012
Per sfuggire alla tentazione di fare di una tomba un luogo di devozione peccando gravemente contro Dio e impedendo a sé stessi di andare oltre nel cammino spirituale...è bene farsi cremare. Ma guai a tenere le ceneri in un'urna dentro casa perché sarebbe la stessa cosa, farsi cremare e poi dare alla terra ciò che alla terra appartiene. E' necessario troncare ogni rapporto carnale con il nostro caro per incominciare ad avere con lui il più concreto dei rapporti...quello in spirito e verità.

1013
"Quando il bambino era ancora vivo digiunavo e piangevo perché dicevo...Chissà? il Signore avrà forse pietà di me e il bambino resterà vivo. Ma ora che è morto perché digiunare? Posso io farlo ritornare? Io andrò da lui, ma lui non ritornerà da me" (2Sam 12,22-23)
Nella Bibbia abbiamo un magnifico esempio di come ci si debba comportare quando perdiamo un nostro caro, la condotta che tenne re Davide alla morte del figlio avuto da Betsabea è la luminosa via da seguire. Il bambino si ammalò gravemente e Davide, a cui era stato annunciato che doveva morire a causa del suo peccato fece suppliche, digiunò e dormì per terra nel tentativo di scongiurare quel castigo. Ma non appena il bambino morì smise di piangere e di fare penitenza. Il tempo del lutto quindi deve durare per tutto il tempo in cui il nostro caro giace ammalato, ma non appena muore deve finire...e non protrarsi come si usa oggi fino alla giorno della nostra morte.

1014
Quando pensiamo alla morte, al passaggio da questa all'altra vita, lo facciamo sempre in termini funerei. Invece il Vangelo ci offre una prospettiva tutt'altro che macabra facendoci intendere che sfoceremo dentro un'alba radiosa. Mi riferisco all'episodio nel quale l'eternità ha fatto irruzione nel tempo: la trasfigurazione. E' in questa nuova vita, in questa nuova luce, in questo nuovo clima che dobbiamo pensarci quando moriremo e non sottoterra. Al diavolo i cimiteri, i fiori, gli epitaffi, lo strascico di giorni grigi che ci accompagneranno. Se proprio vogliamo fare un funerale facciamolo alla morte e che riposi in pace per l'eternità!

1015
Io credo che ognuno di noi possa e debba accostarsi alla morte vivendo nel proprio cuore la passione di Gesù nelle sue ultime ore, credo non ci sia maniera migliore per esorcizzare la paura dell'ignoto e raggiungere l'altra sponda. Dovremmo sentirci come se fossimo in croce accanto alla sua croce e fare di lui il protagonista della nostra morte. Ascoltare il suo grido d'angoscia..."Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?"...per sentire la nostra solitudine alleviata dalla sua presenza. Credere a quello che ci dice..."oggi sarai con me in paradiso"...atto di fede che dona la suprema certezza del lieto fine. Incarnare le sue parole..."Padre nelle tue mani consegno il mio spirito"...per ricordare al diavolo che vogliamo appartenere a Dio e scoraggiarlo dal provarci con l'ultima tentazione. Ed infine..."tutto è compiuto"...per prendere coscienza che così avrebbe dovuto essere e così è stato!

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