giovedì 21 giugno 2018

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David Pierini - NUOVE PAROLE DI FUOCO
INDICE...Riflessioni - La via crucis dell'aborto - Pensieri sulla morte

RIFLESSIONI
862
"se dunque voi, che siete cattivi" (Lc 11,13)
Pochi giorni fa lo scrittore Edoardo Albinati, intellettuale di sinistra, ha avuto la fortuna di veder compiere in sé stesso questa sentenza di Gesù. Pur di veder sputtanato Salvini, colpevole d'aver chiuso i porti al fine di troncare il commercio di esseri umani, è arrivato a desiderare ardentemente che un bambino a bordo della nave Acquarius morisse...per godersi lo spettacolo di mettere in difficoltà il governo. Grazia di Dio ha voluto che nel suo cuore avvertisse lo stridore fra quell'amore per l'umanità che a sinistra ha la stessa valenza di un collutorio con cui ci si sciacqua la bocca per far bella figura e l'istinto omicida che rivendicava sangue innocente per compiacere la propria volontà. Ora il vincitore del premio Strega sa che siamo tutti cattivi e che soltanto l'averne coscienza o meno...fa la differenza.

863
"ero straniero e non mi avete accolto" (Mt 25,43)
Nel laconico quanto perfido tweet con il quale Gianfranco Ravasi condanna la chiusura dei porti attuata dal governo per fronteggiare l'invasione della nostra terra e la mercificazione degli esseri umani...ho rilevato la massiccia presenza di fibrillazioni sataniche in incontenibile effervescenza. Dopo che per anni l'Italia è stata eroica nell'accoglienza, al primo altolà resosi necessario per motivi di ordine pubblico e sopravvivenza, il Monsignore anziché elogiare e ringraziare per quanto fatto...ci punta l'indice contro minacciando il castigo eterno. Sono decenni che accogliamo stranieri di ogni nazione, razza, popolo e lingua, in grande quantità e per qualità più fango che primizia...e addirittura in Vaticano da secoli tolleriamo un esercito di parassiti. Il giorno del giudizio nemmeno Gesù Cristo può permettersi di farci questo appunto!

864
"Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire" (Mc 24,26)
Queste parole di Gesù ci dicono che il male nella sua evoluzione alla fine della storia smetterà di perseguitare il bene per l'impossibilità di recargli danno e pur di liberarsi dell'odio che cova dentro comincerà a scagliarsi contro se stesso ingaggiando una lotta intestina e fratricida contro le proprie membra. Viviamo in un'epoca dalla conflittualità esasperata all'ennesima potenza in ogni ambito del tessuto sociale: famiglie, luoghi di lavoro, politica, comunità religiose, social network. Tutto è impregnato di livore satanico e dentro ogni cuore è in atto lo scontro finale...tra la morte che ci vuole uccidere e il moribondo che si vuole ammazzare.

865
"sarete odiati da tutti a causa del mio nome" (Mt 10,22)
Forse pochi come me riescono ad incarnare queste parole di Gesù, anche perché sono antipatico di natura, parole che se da una parte fanno dispiacere, dall'altra sono segno di elezione e motivo d'orgoglio. Il mio parlare spesso può risultare ostico ed ostile, ma non può essere altrimenti se si vuole restare fedeli alla verità e fare in modo che brilli di luce vera quanto si dice...quindi può capitare che qualcuno si offenda e mi reputi un acerrimo nemico. Invece deve sapere che io sono il suo solo amico in questo mondo, la sua sola speranza di uscire vivo dall'anticamera dell'inferno nel quale il Maligno lo ha spinto...il solo che lo ama di vero amore!

866
Oggi ho parlato con un giovane che mi ha fatto riflettere sull'efficacia dell'insegnamento! Siccome avevo notato che era molto ordinato nel fare le cose gli ho chiesto se fosse una sua dote innata? Ha risposto che glielo aveva insegnato un suo datore di lavoro e ne parlava con il rispetto che si deve ad un maestro. Mi ha colpito la fede che riponeva in quell'insegnamento, come se fosse stata una delle cose più preziose che avesse mai ricevuto. Poi il discorso finito sulla religione e mi ha detto di non credere a Dio, al diavolo e tutte quelle cavolate. Allora ho pensato che quel ragazzo, al pari di molti altri, forse non crede solo perché nessun maestro glielo ha insegnato.

867
Oggi la maggior parte dei cristiani non ha fede in Dio, ma nell'idea di Dio...quindi ama e serve un idolo! Lo si capisce dai poteri limitati che gli attribuiscono, un Dio dalle idee spesso confuse ed incapace di donare quella forza che muove ad agire...un Dio la cui principale attività è quella di invertire le priorità. La teologia attuale è lo specchio di questa situazione e va sfornando sapientoni che in una chiesa come Dio comanda non sarebbero abilitati neppure a fare i sacrestani. La causa madre di questo sfacelo è l'approccio alla religione, non più generato da esigenze d'un vissuto tribolato, ma intellettuale...sull'onda d'una scialba effervescenza culturale.

868
Analizzando alcuni banali episodi sotto gli occhi di tutti mi sono convinto che il peccato originale non sia stato un incidente di percorso, ma la via maestra concepita da Dio per condurre l'uomo alla perfezione. Ho notato che quando la gente commette un errore o fa un torto per qualche giorno assume atteggiamenti umili e servili nei confronti della parte lesa sotto il peso della colpa e gli riesce facile assoggettarsi a tutto ciò che gli viene chiesto. Passato qualche giorno torna ad insuperbirsi, pretendere e rivendicare diritti. Ho pensato che per la natura volatile dei desideri del nostro cuore Dio abbia disposto un solido ancoraggio che ci tenga lontani dalla tentazione di diventare piume al vento. Se avessimo sempre coscienza d'averne combinata una grossa, per esempio causato la morte di un innocente, il demonio potrebbe anche andare in ferie dal momento che non ci verrebbero troppi grilli per la testa. La nostra generazione ha mollato gli ormeggi e preso il largo, conquistando la libertà di girovagare ha dato mandato ad una bussola scriteriata di portarlo dove gli pare.

869
"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto" (Mt 23,25-26)
Queste parole di Gesù di facile comprensione si prestano tuttavia ad innescare un'intuizione che rivoluziona i parametri con i quali si misura la purezza. Ci rivelano che il corretto procedimento per ottenere la pulizia è quello di dedicarsi per prima cosa a spazzare l'interiorità che poi miracolosamente anche l'esteriorità risulterà linda. Proprio tutto il contrario di quello che si fa oggi che ci si vanta di essere puliti solo perché si fanno tre docce al giorno con relativo improfumamento. Presa coscienza di come vada valutata la questione non si può non giungere alla conclusione che molte delle attività a cui si dedica l'uomo esteriore altro non sono che un segno del disordine interiore. Ne cito tre molto diffuse: fumare, bere e drogarsi. Queste tre attività sono la spia che si accende quando l'anima arranca, non essendo Dio il padrone del cuore il corpo necessita di scaricare l'ansia che gli genera la schiavitù del padre della menzogna.

870
Qualche mese fa è venuto a mancare un signore molto stimato, fulcro di una famiglia cristiana...una mazzata tremenda per i suoi cari. Da quel giorno in quella casa sono state chiuse le finestre ed abbassate le serrande. Passo spesso davanti a quella casa e mai una volta ho intravisto uno spiraglio...al punto che ho perduto la speranza che in quelle stanze possa tornare a danzare la luce. Lo trovo eccessivo, per quanto la morte ci possa assediare non deve mai avere l'ultima parola. Almeno una lama di sole avrebbero dovuto lasciarla entrare quale testimonianza di fede nella risurrezione!

871
"il padre consegnerà a morte il figlio" (Mc 13,12)
Questa tremenda profezia di Gesù la vediamo compiersi quotidianamente sotto i nostri occhi. Il padre finisce sul banco degli imputati perché, seppure sia quasi sempre la madre a rovinare i figli, ha la responsabilità di averla lasciata fare sottraendosi al ruolo di capo famiglia. Quanti adolescenti vengono mandati al macello da un'educazione sovrabbondante d'apparenza, ma priva della spina dorsale d'una concreta sostanza. Per mandare al macello i propri figli basta concedere licenza di tornare a casa la mattina dopo una notte trascorsa nell'oblio, di frequentare discoteche e luoghi simili deputati a istupidire, di stringere amicizie vuote, di parlare con gli sconosciuti fra quali rientrano anche gli immigrati. Il motto d'una subcultura underground della sinistra che viaggia con il vento in poppa ed ha causato più morti nell'anima di tutte le guerre mondiali recita così: "tutto ciò che è nuovo è bello e buono, tutto ciò che è scandaloso è favoloso". Vediamo spesso in televisione genitori affranti per aver perduto i propri figli, genitori che chiedono giustizia come quelli di Pamela...e non sanno che per averla devono mettersi in galera.

872
Quando non siamo in grazia di Dio siamo costretti a vedere le cose in maniera tale da soddisfare l'esigenza di salvaguardare il nostro equilibrio psico affettivo, siamo costretti ad accecarci per l'impossibilità di sostenere lo sguardo della verità. Se poi il demonio ci reputa degni di sé, per realizzare i nostri progetti ci dona la capacità di distorcere, senza averne coscienza...la realtà.

873
"Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo" (Mt 22,30)
Queste parole di Gesù mi hanno fatto pensare che la maledizione che grava sull'omosessualità potrebbe essere infondata, che per salvarsi queste persone non debbano fare sforzi superiori a quelli a cui sono costretti gli altri peccatori. Dal momento che le distinzioni sessuali saranno superate nel regno dei cieli, un uomo e una donna innamorati sanno che il loro legame è destinato a sciogliersi per sempre e quindi sono chiamati ad amarsi secondo le disposizioni di Dio...ad essere una sola carne evitando di cadere nella tentazione di idolatrare il loro amore. La stessa cosa sono tenute a fare le coppie omosessuali, a non chiudersi dentro l'angusto orizzonte terreno, ma riconoscere che la legge di Dio è buona e guardare oltre. Volenti o nolenti il tempo spezzerà la loro catena ed al danno della morte aggiungere la beffa dell'inferno...più che cattivo mi sembra stolto.

874
Ogni tanto mi viene in mente un episodio accaduto molti anni fa che riflette esattamente il più grande paradosso della vita. Il giorno del matrimonio fra un ragazzo pugliese ed una ragazza del posto sono stato testimone di una scena veramente commovente, una scena d'altri tempi, una scena da libro cuore. Il ragazzo ha ringraziato i genitori, con i quali aveva un rapporto meraviglioso, per averlo messo al mondo ed avergli dato la possibilità di vivere quel giorno...il giorno più bello della sua vita. Qualche anno dopo ho ricevuto un pugno in pieno volto alla notizia che quel ragazzo si era impiccato!

875
A volte dai toni delle voci delle signore che passeggiano sul lungomare, senza guardare, mi diverto nel cercare di indovinare con chi stanno parlando. Quando i toni vanno da aspri ad asciutti è impossibile sbagliare...parlano con i mariti, quando sono cordiali...con qualche amica o conoscente, quando sono benevoli ed affettuosi...qualche volta sono i figli, più spesso cani e gatti. Ieri una signora è esplosa in un'esclamazione venuta dal profondo del suo cuore...stella adorata, amore di mamma! Questa è facile ho pensato, è una bambina, mi sono affacciato...era una cagna!

876
Oggi con grande piacere ho preso atto del mea culpa di un ottimo giornalista credente contro cui avevo pesantemente puntato l'indice per le bestialità scritte in occasione della morte del dj Fabo. Maurizio Bondet è rientrato in sé stesso, con poche righe dense di verità si è spogliato dell'intellettuale giustizialista che aveva preso il sopravvento nel suo cuore per vestirsi di umiltà. Se fossi stato al suo posto avrei fatto un altro passo, mi sarei scusato personalmente con tutti coloro che ritenevo di aver offeso. Credo che questa testimonianza sia la ciliegina sulla torta della sua geniale produzione e mi auguro che Dio lo prenda prima che si penta.

877
"chi si esalta sarà umiliato" (Lc 18,14)
Lunedì sera verso le nove mentre era in attesa di vedere su rai 1 la fiction "tutto può succedere" è successo di tutto e di più colto all'improvviso da un forte dolore all'altezza del rene sinistro comprese si trovava nella fase d'esordio di una colica renale allertati immediatamente i familiari veniva portato di corsa alla croce azzurra di Porto Recanati dove gli veniva somministrato un forte antidolorifico che dopo pochi minuti sortiva il suo effetto ma rientrato in casa riprendevano le fitte ed allora il medico di guardia veniva a casa sua a raddoppiare la dose con aggiunta di un miorilassante ma stavolta senza successo allora si decideva di portarlo in auto al pronto soccorso dell'ospedale di Recanati dove appena giunto cessava di avere male e dunque dopo una sommaria visita e la prescrizione degli esami di routine da fare il giorno dopo veniva rimandato a casa dove appena giunto veniva colto da forti conati di vomito oltre al dolore persistente al fianco che si protrassero fino alle quattro del mattino quando suo figlio stremato dal vedere un aspirante santo in croce chiamava l'ambulanza che appena arrivata si dolse di scoprire che all'improvviso stava bene allora per levarselo per qualche ora di torno una dottoressa talmente gentile che pensò dovesse averlo riconosciuto finché non si ricordò che non era ancora diventato famoso decideva di portarlo comunque all'ospedale di Civitanova Marche dove dopo gli accertamenti lo misero in attesa e non essendo in codice rosso temeva di passare in quella sala i prossimi malanni perciò preoccupato di dover andare al lavoro decideva di rischiare di tornare a casa ed alle 5,32 senza aver dormito un solo minuto aver sofferto dolori peggiori del parto e vomitato per tre ore un eroe del nostro tempo varcava la soglia dell'albergo dove presta servizio immaginando due ali di folla osannati un plotone schierato con tre colpi di fucile a salve come saluto e le frecce tricolori nel cielo ad irradiare il suo tripudio al tramonto di una notte orrenda il SOTTOSCRITTO entrava nella leggenda.

878
Il tempo è una delle variabili che può cambiare il mondo, non parlo di anni o secoli, ma di istanti. Ho notato che a volte quando ci vengono fatte delle richieste faccia a faccia senza avere la possibilità di pensare siamo portati a dire no istintivamente come per proteggerci, mentre se avessimo avuto qualche secondo per mettere a fuoco la questione...avremmo detto si. Questo atteggiamento svela un malessere interiore, come se il cuore vivesse in uno stato di perenne assedio e su ogni minima vibrazione esterna vigesse l'imperativo di passarla al vaglio. Così si diffonde una coltre d'oscurantismo che come un virus contagia le radici della vita nei rapporti interpersonali...a testimonianza che quando non usiamo la ragione prende spontaneamente il sopravvento la nostra natura incline al male.

879
"completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo" (Col 1,24)
Queste parole di san Paolo che a volte vengono fraintese tanto da ipotizzare che il sacrificio di Gesù sia stato insufficiente a redimerci per cui sta a noi colmare questa lacuna...le voglio porgere ad una delle categorie più malviste della Bibbia, i ricchi, perché possano concorrere a modo loro a questa colletta della sofferenza. Quando si parte per le vacanze si dovrebbe essere quanto meno felici di godere quello che non a tutti è consentito fare e con questo spirito affrontare le eventuali avversità che possono capitare. Ebbene molti riescono a guastarsi le giornate per sciocchezze che il cuore non dovrebbe neppure registrare...tipo che piove e non si sa cosa fare, che la notte c'era qualche schiamazzo e non si è dormito bene, che a pranzo invece di dieci dessert ne hanno proposti solo otto...e via dicendo con ogni volta annesse facce da funerale. Ecco se solo comprendessero quanto sono fortunati rispetto a tanti altri acquisirebbero il pudore per non lamentarsi ad alta voce ringraziando Dio che le plasma con guanti di velluto. Non contribuiranno con robuste banconote come fanno i santi e neppure con moneta sonante come i poveri, ma solo con qualche spicciolo raramente superiore al centesimo. Ma a Dio tanto può bastare per prenderle in considerazione e chiamarle alla risurrezione.

880
"Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua" (Ap 7,9)
Quest'anno le squadre africane sono tutte uscite al primo turno indebolite dal fatto che i calciatori immigrati avendo acquisito il diritto alla doppia cittadinanza hanno scelto di giocare nelle nazionali più ricche. Dal punto di vista etico lo ritengo gravemente lesivo dei diritti della più genuina sportività ed i trionfi che derivano da tali adulterazioni...illegittimi! Quindi nel caso vincesse la Francia, per quello che vale, suggerisco ai transalpini di fare della coppa l'uso più volgare. Nel caso invece vincesse la Croazia sarebbe legittimata ad alzare il trofeo al cielo con la benedizione di Dio, perché nonostante il mondialismo abbia scolorito ogni regione...sono ancora un popolo, una razza, una lingua e una nazione!

881
"Sappiamo infatti che la legge è spirituale, mentre io sono di carne, venduto come schiavo del peccato. Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge è buona; quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio" (Rm 14,19)
Voglio portare questa testimonianza per mostrare quanto sia vero quello che dice san Paolo e quanto non si possa fare umanamente nulla per uscire da certe situazioni. E' ormai conclamato che la capacità di questa generazione di percepire gli organi interni si vada sempre più esaurendo ed oggi siamo al punto che la maggioranza degli uomini ha perduto il contatto con gli organi nobili del sentimento e dello spirito, cuore e anima, per restare sintonizzato soltanto con il suo apparato più basso. Chi avverte la fatica del cuore e soprattutto il martirio dell'anima sa quanto siano insopportabili e se si trova a dover patire la schiavitù del peccato fa di tutto per liberarsene. So di un uomo che aveva una relazione extraconiugale e che un giorno per liberarsene arrivò a pregare il Signore affinché facesse morire la sua amante in un incidente stradale. Così cominciò a dire rosari per ottenere la grazia finché un giorno non fu quasi esaudito. Oggi mi sono salvata per miracolo le disse quando s'incontrarono clandestinamente...non so come abbia potuto evitare un frontale con un camion. A lui s'illuminarono gli occhi e mentre la consolava le disse sinistramente...pregherò per te ancora più intensamente!

882
Il venir meno dell'idea di Dio, dell'autorità paterna e di figure di spicco capaci di incarnare valori autentici ha fatto in modo che le persone si appiattissero focalizzando il proprio interesse esclusivamente nei quotidiani rapporti interpersonali. Viene sacrificato l'io per votarsi al tutti...e non ci sarebbe nulla di male se non fossero supportati da una dialettica ed una gestualità di stampo prettamente femminile. Oggi assistiamo sempre più spesso fra amici a dialoghi intrisi di sentimentalismo con larga profusione di sorrisi, baci, slanci, ammiccamenti, quasi fosse proibito non essere scintillanti...certi siparietti di convenevoli ed ossequi sono vere e proprie pomiciate! Fino a qualche anno fa le deviazioni venivano innescate da traumi o atteggiamenti severi al punto da risultare castranti, oggi invece io temo che il terreno favorevole affinché si moltiplichino certi orientamenti sia proprio la maniera spiccatamente effusiva di rapportarsi. Il fumare, l'ubriacarsi, il drogarsi, il trasgredire in generale...possono essere letti come spontanea risposta all'evirazione della personalità che tali atteggiamenti producono, come morbosi tentativi di riappropriarsi della propria virilità.

883
"la tua fede ti ha salvato" (Mc 10,52)
Spesso Gesù dopo aver compiuto un miracolo congeda il fortunato con queste parole che temo solo pochi riescano a percepirne la portata. In pratica gli annuncia che, non solo lo ha guarito, ma lo ha anche salvato dall'inferno...e questo significa che è entrato a far parte del piccolo gregge e può già ritenersi sicuro del paradiso. A chi lo accoglie è sufficiente l'atto di fede nel credere che a Lui nulla è impossibile per guadagnare la sua attenzione ed ottenere la redenzione. La guarigione fisica che operava innescava un processo di maturazione spirituale che avrebbe portato alla guarigione interiore. Anche noi oggi con l'identico atto di fede siamo chiamati ad implorare il Salvatore, ma spesso ci manca l'essenziale: la coscienza di avere un tumore. Dal vangelo risulta che Gesù soccorre chi come il cieco di Gerico grida più forte il suo nome, chi come Zaccheo sale sopra un albero per poterlo vedere, chi come la donna che soffriva d'emorragia toccò il lembo del suo mantello...chi dimostra con i fatti di averlo messo sopra a tutti.

884
"se il giusto cade sette volte, egli si rialza" (Prov 24,16)
A furia di predicare vado fantasticando che un giorno potrei anche avere dei discepoli, se ne ha avuti Osho che era un buontempone credo di poterne rivendicare almeno una dozzina anch'io che mi atteggio a santone, quindi ritengo doveroso segnalare un episodio affinché sia trasparente l'anima del maestro. E' accaduto di essermela presa duramente con una ragazza colpevole soltanto di aver incrociato uno dei miei momenti no...da parte mia un ruggito ingiustificabile di superbia! Passata qualche ora la luce è tornata a illuminare la coscienza ed ho sentito l'esigenza di scusarmi. L'ho fatto senza alcuno sforzo e con grande soddisfazione come ogni volta che faccio trionfare la giustizia!

885
"Poiché tu dici: Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo" (Ap 3,17)
Quando stasera ho saputo dell'improvvisa malattia di Sergio Marchionne e percepito la gravità dei toni che venivano usati non posso negare d'aver provato un'intima soddisfazione...Dio ogni tanto dà segni di vita! In queste ore come tanti operai che hanno perduto il lavoro per causa sua e vorrebbero come me vederlo all'inferno...la carità ci propone un'immagine trasfigurata di quello che fino a qualche ora fa è stato lo spavaldo condottiero del dio denaro. In un attimo ci consegna un disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo...steso in un letto d'ospedale con la vita appesa a un filo. John Elkan commentando la notizia arriva a dire che questa vicenda lascia a tutti quanti un senso di ingiustizia...lasciando intuire che a quelle latitudini per valutare usano parametri alieni. Preghiamo dunque perché questo fratello trovi la forza di rientrare in sé stesso, Dio non fulminandolo all'improvviso ha voluto regalargli questa opportunità...e noi facciamo in modo che sia fatta la Sua volontà.

886
In merito alla drammatica vicenda di Sergio Marchionne fin dalla prime battute mi ha lasciato perplesso la celerità con la quale gli hanno fatto il funerale. Fin dal primo comunicato stroncata ogni speranza, nel giro di poche ore eletto il nuovo presidente, celebrazioni alla memoria quando probabilmente non era neppure entrato in coma...mai vista tanta fretta di voltare pagina! E stamattina mi sono reso conto che questa corsa contro il tempo era motivata dal timore che il titolo crollasse in borsa...infatti cede oltre il quattro per cento. Se andassimo ad analizzare la sequenza degli stati d'animo della famiglia Agnelli nei confronti del proprio beniamino rileveremmo in questi ultimi giorni una fibrillazione quanto mai sulfurea. Si è passati dall'adorazione di quando stava ancora bene, alla preoccupazione di quando ha cominciato a stare male, per passare alla costernazione di quando hanno appreso che non sarebbe più servito ed infine al fastidio di quando hanno capito che il clima d'incertezza avrebbe nuociuto alla causa per cui hanno deciso...che portarla alla lunga era proibito!

887
Le parole feriscono, i silenzi uccidono! Le parole non possono sparare più d'un proiettile alla volta e seppure colpiscono organi vitali concedono il tempo per sanare le bordate. I silenzi invece, con la ridda di ipotesi nefaste che vanno a suscitare, ti scaricano addosso in un attimo..tutto il caricatore.

888
C'è una patologia che si va diffondendo con la velocità di un'incontenibile epidemia e colpisce soprattutto i giovani...gli attacchi di panico. Mi ha impressionato leggere la testimonianza di una ragazza che affermava che quando le capitavano questi episodi aveva addirittura la sensazione di morire...ed allora per cercare di risalire alla sorgente del malessere mi sono chiesto con quale organo avesse percepito quella sensazione: con uno dei cinque sensi corporei, con il cuore ove si intende il ricettore emotivo, oppure con un organo di cui oggi si ignora persino l'esistenza...l'anima? Depenniamo subito la prima ipotesi per ovvi motivi e portiamoci dove tutti sono convinti si annidi la radice del problema...il cuore. Si pensa che gli attacchi di panico siano causati principalmente da fattori psicologici come traumi o in alternativa si ripiega su fattori fisiologici come disfunzioni...ma visti gli insignificanti risultati ottenuti, sia per arginarne le nefaste conseguenze, che per svelarne la natura...c'è da guardare oltre. Almeno tre quarti dell'umanità non tiene conto che esiste una sfera spirituale capace di influenzare in maniera determinante gli eventi di questo mondo e le vite delle singole persone...ed allora in una realtà sempre più in potere dell'incredulità le potenze malvagie vanno a nozze rendendo lecito ipotizzare che dietro ad ogni dramma possa esserci la regia di sua maestà il diavolo. Vista l'imprevedibilità dell'insorgenza con la quale gli attacchi di panico esordiscono, la violenza con cui si manifestano e l'impossibilità di stabilire una connessione con la sua origine che permetta di determinarne la cronologia, non mi sento di escludere che possano essere causati da un faccia a faccia improvviso dell'anima con una legione di demoni inviati a denunciare che nell'armadio scheletri troppo grossi non si possono occultare. Nel caso così fosse non ritengo necessario l'intervento dell'esorcista poiché di fronte alla sensazione di terrore si è portati a pensare che la minaccia sia percepita fuori e non dentro l'anima. Ma piuttosto suggerisco come migliore medicina un'autentica conversione che porti ad un'intimità talmente intensa con Gesù da generare, nell'anima e dintorni, un fuggi fuggi generale.

889
Ieri un signore mi ha aperto gli occhi su un gioco molto in voga fra i pensionati che io credevo fosse un innocuo passatempo per ammazzare il tempo...si tratta del burraco. Mi ha detto che si organizzano veri e propri campionati con montepremi altissimi e che l'antagonismo che si genera è tutt'altro che amatoriale. Mi sono cadute le braccia al pensiero di come giunti alla veneranda età nella quale almeno un briciolo di sapienza dovrebbe brillare...si arriva a buttare la propria anima nel secchio dell'immondizia. Invece di approfittare del poco tempo che resta loro per maturare spiritualmente ed arrivare al cospetto di Dio presentabili...si consegnano a Satana che attraverso quel gioco incatena le loro anime alla concupiscenza della carne.

890
A volte sento di avere la vocazione del salvatore e la applico persino alle più piccole cose. Per esempio se vedo una mela marcia per nove decimi cerco di salvare quel poco di buono che resta, non per tirchieria, ma per dare un senso alla sua vita perché non è vissuta invano se è servita a deliziare il mio palato. Oggi molti uomini sono nell'identica situazione, marci fin quasi al midollo in balia di esistenze prive di significato. Dio per tentare di salvarli deve fare i salti mortali e quasi mai ci riesce perché al contrario della frutta di stagione...serve il consenso ed un minimo di collaborazione.

891
Stamattina mi sono commosso ascoltando la stupenda canzone "rosso colore" del grandissimo Pierangelo Bertoli, questo inno all'amore dei lavoratori italiani brutalmente sfruttati. Sia meditando le parole che guardando le immagini di questa gente autentica si può prendere atto che fra la sinistra di oggi e quella di allora non è più possibile accostare neppure una sillaba. Renzi, Bersani, Martina, Grasso e non solo i leader ma anche la base...risultano alieni al cospetto di tanta purezza nella gioia ed altrettanta dignità nel dolore. Vorrei che lo interiorizzassero i giovani che vanno alle manifestazioni antifasciste abbaiando slogan scaduti da più di mezzo secolo, per recepire l'insopportabile stridore che si genera nel confrontare i veri comunisti con lo sciame sismico causato dal crollo della sinistra che loro incarnano...fra chi aveva gli attributi maturati nella sofferenza e chi per essere cresciuto nella bambagia al massimo può concedersi di trastullarsi sventolandone gli stracci dell'apparenza.

892
C'è un'emigrazione ben più nobile di quella dell'andare in cerca di un mondo migliore e persino di quella per cercare di salvarsi la vita, un'emigrazione che si dovrebbe non solo consentire ma addirittura alimentare con tutti i mezzi possibili...è quella che permette di salvare le anime! A tale operazione di salvataggio dovrebbero dedicarsi tutti i bastimenti calandosi nell'infestato mare della politica mondiale...andando a prendere gli sbandati che vagano sulla sponda sinistra per portarli in salvo sull'estrema sponda destra...da dove non è impossibile scorgere Gerusalemme.

893
Chi giudica dalla sponda spirituale sa che quando uno si ritrova bravo e pure fortunato come Marchionne e tanti altri uomini di successo c'è la forte possibilità che sia finito al servizio del principe di questo mondo il quale innalza chi gli si prostra e lo adora. Come questo possa avvenire io lo so bene poiché una mattina mi sono ritrovato in stato di dormiveglia a chiedere a chi ha la facoltà di colmare i nostri cuori di gioie terrene...quello che desideravo. Ricordo che un forte calore mi avvampò il viso impietrito mentre mi colavano le lacrime. Sentivo interiormente compiersi la transazione che mi faceva passare al suo servizio attraverso un patto silenzioso e sacrosanto...e per sei anni godetti dei suoi benefici. Poi il Signore ebbe pietà di me e mi strappò al suo potere...e il diavolo non la prese per niente bene!

894
"il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce" (Mt 24,19)
"il sole si cambierà in tenebre e la luna in sangue" (Gl 3,4)
"il sole divenne nero come un sacco di crine e la luna divenne come sangue" (Ap 6,12)
Domani notte ci sarà la luna di sangue, un evento molto atteso in ambito cristiano poiché può essere associato ad alcune profezie contenute nella Bibbia. Al primo impatto si è portati a pensare all'annuncio di una catastrofe imminente, ma io credo che si debba leggere fra le righe e cercare di carpire il significato più autentico lasciandosi dietro le spalle quanto può suscitare il facile catastrofismo. Non che io abbia belle notizie da dare, ma comunque a mio parere queste profezie non aggiungono nulla di nuovo a quanto vado dicendo da anni e quanto si sta silenziosamente compiendo. Queste tre profezie sembrano combaciare eppure io ci leggo una progressione. La prima è di Gesù e l'avevo interpretata molti anni fa con la seguente simbologia: il sole rappresenta Dio e la luna la chiesa. Dio che ad un certo punto della storia si oscura...si rattrista, si adombra, si arrabbia e di conseguenza la chiesa viene a perdere la sua luce. In questa profezia possiamo leggere il primo grande smottamento della chiesa. Nella seconda di Gioele ci viene fornito un elemento nuovo ed eclatante che catapulta l'orizzonte alla fine dei tempi...la luna che si cambia in sangue. Quella chiesa che prima aveva perduto il suo splendore ora si ritrova insanguinata...una china irreversibile sulla via del suo declino. Nella terza profezia, quella dell'Apocalisse, possiamo notare che viene accentuato notevolmente in peggio lo stato del sole...Dio che dall'oscuramento passa ad essere nero come un sacco di crine. Il nero rimanda ad una chiusura totale, alla morte di ogni altra possibilità, alla cessazione di ogni rapporto fra Dio e l'uomo. Ma il vertice di tutte e tre le profezie è quella "luna di sangue" che proprio fra poche ore si compirà...e il cuore della domanda che ci si pone è di sapere se il sangue che gronda dalla luna sia dei martiri della chiesa oppure di coloro che non hanno voluto abbandonarla, che si sono avvinghiati a lei come ultima ancora di salvezza, che non hanno saputo amarla se non in maniera carnale, che si sono rifiutati di rispondere all'invito di Gesù..."è mezzanotte ecco lo sposo andategli incontro"...e proprio per questo siano stati spiritualmente trucidati!

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Ieri mentre stavo andando a piedi a fare la mia solita nuotata all'improvviso per la prima volta ho avuto la sensazione che Dio mi guardasse. Difficile da spiegare...è stato come se avessi avuto piena coscienza che mi dedica in ogni momento tutta la sua attenzione. Mi trovavo in via Garibalbi al numero civico 233. Sarebbe bello che un giorno l'amministrazione comunale in memoria di questo avvenimento sul ciglio della marciapiede facesse costruire un'edicola come ce ne sono tante in campagna della madonna. Un'edicola che abbia come foto l'immagine del mio logo in fb, le celebri impronte nel deserto e la seguente scritta: "Qui il 27 luglio 2018 alle ore 11,55 david pierini ebbe per la prima volta la sensazione che Dio lo guardasse. Il caso volle che non fosse proprio in tiro per l'evento: in pratica in mutande, con le crocs ai piedi e la maglia numero sette del centravanti della Spagna David Villa".

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Da quando è morto Sergio Marchionne vado leggendo elogi a non finire anche da persone che frequentano le chiese e dunque dovrebbero guardare le cose da ben altra angolazione. Allora mi sono andato a rileggere le beatitudini perché il manager è stato canonizzato persino in qualche altare e non ne ho trovata neanche una che lo riguardasse. Gesù non ha mai detto..."beati i creatori di ricchezza" perché avrebbe fatto a pugni con la regina delle beatitudini..."beati quelli che hanno fame e sete di giustizia". Invece temo che gli possano calzare alla perfezione i quattro guai: "guai a voi ricchi perché avete già la vostra consolazione, guai a voi che siete sazi perché avrete fame, guai a voi che ora ridete perché sarete afflitti e piangerete, guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi". Dispiace dover dire certe cose soprattutto quando il lutto è ancora vivo, ma è pericoloso approfittare dell'alone di sentimentalismo che avvolge queste circostanze per lasciar passare le menzogne.
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"Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici" (Lc 21,16)
Ieri mi è arrivata un tegola in testa di quelle che tramortiscono, ho preso coscienza d'essere stato tradito da uno dei miei migliori amici. Ha svelato alla comare più prolifica del paese il mio segreto, che conoscevano soltanto lui ed i miei figli...ed ora immagino sia di dominio pubblico. Non che io tema alcunché perché non mi sono mai spacciato per santo ma semmai per profeta, non per virtuoso ma per denunciatore...dove non occorre che la purezza del cuore che viene dalla consapevolezza del proprio peccato...e la vista buona. Da parte sua dare in pasto la mia intimità ai porci è stata la profanazione di quanto di bello avevamo condiviso ed ora non resta che cenere. Se siamo autentici discepoli di Cristo dobbiamo necessariamente passare per la sua strada e dunque venire anche traditi, solo che almeno Giuda ci aveva guadagnato qualcosa...questo lo ha fatto per il solo gusto di infangarmi. Non mi pare stia scritto che Giuda sia stato perdonato da Gesù e dunque neanche io lo perdono, però gli auguro di recitare la sua parte fino in fondo e per avere una speranza di salvarsi lo invito a procurarsi una corda ed al primo albero che incontra...impiccarsi!

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Qualche anno fa ad un giovane ricco di talento piacque ciò che scrivevo e me lo disse attraverso uno scambio di mail con la promessa che sarebbe venuto a trovarmi per conoscerci. Passavano i giorni e le settimane ma non si vedeva ed allora pensai che forse temporeggiava perché temeva che potessi approfittarne per indurlo a convertirsi. Sappiamo quanto sia grigia la prospettiva della fede vista dai non credenti, sembra che si venga espropriati di tutti i colori della vita per ritrovarsi con un rosario in mano a biascicare orazioni. Siccome era molto simpatico e lo vedevo spesso al mare ricordo d'aver pensato di fargli uno di quei scherzi che non si dimenticano...prendendo spunto dall'episodio del vangelo nel quale Gesù in riva al lago di Tiberiade chiama quattro discepoli alla sua sequela. Il piano era questo: indossare una tunica simile a quella di Gesù, andare in spiaggia ed avvicinarmi fino a piombargli alle spalle. A quel punto chiamarlo per nome a gran voce..."SIMONE"...e non appena si fosse voltato fulminarlo con uno sguardo severo dicendogli..."SEGUIMI, TI FARO' PESCATORE DI UOMINI". Prima di passare all'azione ricordo che mi ero preposto di chiedere se nei paraggi qualcuno avesse avuto in dotazione...un defibrillatore!

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Giuda è il traditore per eccellenza e si crede che il suo tradimento sovrasti infinitamente i nostri tradimenti...invece dobbiamo ricrederci. Possiamo anche ipotizzare che sia stato perdonato da Gesù che può essersi sentito in dovere di guardare con una grazia particolare chi era stato scelto per recitare la parte più ingrata del disegno di redenzione. Nelle nostre realtà quotidiane non c'è questa istanza, non c'è necessità di altri cristi da crocifiggere...e proprio per la gratuità con la quale si tradisce direi che la colpa è più grave ed il perdono debba essere dispensato con grande parsimonia.

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"Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra" (Mt 25,31-33)
A volte cerco di immaginare quello che succederà il giorno del giudizio ed a furia di pensarci mi sono fatto un'idea abbastanza precisa. All'improvviso ci troveremo riuniti in un'immensa pianura dentro una penombra spettrale e cominceremo a guardarci intorno per orientarci. Vedremo alcuni nostri amici, colleghi di lavoro, conoscenti...gente per bene, rispettabile ed allora penseremo d'essere stati giustamente posti fra gli eletti...vedremo personaggi famosi del mondo dello spettacolo che facevano tanta beneficienza, persone che hanno ricoperto i più importanti incarichi nell'apparato delle istituzioni, gente che è stata di riferimento per tutti e ci rincuoreremo...poi vedremo molti sacerdoti e suore ed allora il cuore ci uscirà dal petto...seeeee e vaiiiiiiiiii...questo è il paradiso...poi vedremo Papa Francesco ed al suo fianco il giunonico Giovanni Paolo secondo ed allora partirà la ola...è fatta penseremo...poi vedremo Padre Pio e madre Teresa di Calcutta...signore e signori si diano inizio alle danze...infine ci appariranno una dopo l'altra tutte le madonne che ci hanno accompagnato nel nostro cammino spirituale...quella di Fatima, di Lourdes, di Medjugorie, di Loreto...madonnine tutte belle madonnine tutte sante quanto vi vogliamo bbbene...ed allora nel delirio dell'eccitazione intoneremo cori da stadio rivolti all'altra sponda...de-vi mo-ri-re, de-vi mo-ri-re...e non ci crederemo quando addirittura ci troveremo davanti nientepopodimeno che sua Maestà Nostro Signore Gesù Cristo...quello misericordioso con tutti fasci di luce colorati ed allora partiranno i fuochi artificiali!!! A questo punto si sentirà lo squillo potente di una tromba e sull'immensa pianura scenderà il silenzio. Una luce fioca comincerà ad illuminare la distesa alla nostra destra e rivelare una dopo l'altra una moltitudine di anime con le vesti bianche...a quel punto sarà sinistramente chiaro che abbiamo vissuto nell'inganno! Ci guarderemo intorno senza il coraggio di farlo negli occhi...qualcuno comincerà a latrare qualche improbabile lamento, i più intuitivi collasseranno schiantandosi al suolo, altri cominceranno a solcarsi il petto con le unghie, altri a mangiare la terra, altri a sbattere la testa contro le pietre, altri a prendersi a schiaffi, altri a sfondare le porte della percezione per cercare nuovi sentieri capaci di dare sfogo alle disperazioni e tutti a sperimentare la più frustrante delle frustrazioni...l'impossibilità di autodistruggersi.

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Devo fare i miei complimenti agli animali che fra le specie viventi è quella che ha fatto il maggiore salto di qualità della vita. Se pensiamo che fino a neppure tanti secoli fa venivano brutalmente offerti come olocausti in sacrificio, che fino a qualche decennio fa non avevano un minimo di considerazione e facevano tutti indistintamente una vita bestiale...oggi senza muovere un dito, senza aver studiato, né pagato, né intuito... si ritrovano sul trono. Ci ha pensato l'uomo a lanciarsi in picchiata dalla terrazza della regalità divina dentro la palude della natura disumana...onde trovare il clima ideale a favorire un rapporto sponsale.

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Ero partito per fare un post che alleggerisse la posizione dell'omosessualità odierna rispetto a quella dei tempi antichi convinto che fra la natura della prima e la natura della seconda ci fosse un abisso...e quindi dare la buona novella della revoca dell'intransigenza per questo peccato, invece ho scoperto che è l'esatto contrario. In Sodoma e Gomorra ci viene descritta una perversione dalle caratteristiche bestiali, depravazione da branco, carnalità allo stato puro, pulsioni imbarbarite da roventi attese, consumazione dell'atto sessuale quale sfogo d'un delirio. Oggi i rapporti omosessuali non rispondono quasi più al canone del mordi e fuggi, spesso vengono accompagnati dal coinvolgimento sentimentale. Se questo fattore da una parte ne nobilita l'intenzione e lo riveste di rispettabilità, dall'altra va ad estirpare le radici del desiderio dalla carne per affondarle nel cuore...e quando è il cuore a finire in schiavitù alla volontà vengono meno le forze per orientarsi al bene.

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"questo è il dolore della vita: che si può essere felici solo in due"
Questa sentenza del grandissimo poeta americano Edgar Lee Master sull'amore conia quella che io credo sia una verità assoluta che possiamo estendere ad ogni tipo di relazione sociale. Ci dice che il meglio può emergere soltanto quando si è in due! Questo perché ci pone nella condizione più semplice, nella nudità evangelica, nell'impossibilità di avere vie di fuga, nel non essere costretti ad interagire con più conflitti, ci mette al riparo dalla tentazione di trovare facili alleati che sostengano le nostre tesi, ci permette di alimentare il fuoco della discussione con materiale infiammabile estratto direttamente dal cuore...affinché la nostra identità brilli di luce propria. Quando invece si è più di due, più si è e più si scolora. I pensieri vengono dapprima orientati come un branco dagli sguardi verso le praterie più verdi, poi sospinti dalle parole con vigore, se non irrompe il luogo comune svetta la genialoide ambizione, i più bravi ci seducono, i più forti ci rapiscono e quand'anche tutti ci dessero ragione...sarebbe un'illusoria soddisfazione.

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Non sono mai stato bravo in matematica però di questi tempi mi viene naturale fare un'equazione elementare che mi mette davanti agli occhi una verità inconfutabile...vado a spiegare. Chi ha figli e sente il peso della responsabilità di averli messi al mondo, altro non desidera che abbiano una vita serena e farebbe di tutto per difenderli dai pericoli. In una nazione invasa capillarmente dagli immigrati nella quale tutti i parametri del quieto vivere sono in picchiata a cominciare dalla criminalità...mi chiedo come possa un genitore essere favorevole all'immigrazione sapendo che la sua scelta consegnerà al sangue del suo sangue un mondo sempre più terribile? Posso azzardare l'ipotesi che il fattore emotivo immediato abbia il sopravvento sulla lungimiranza, nel senso che nel vedere i barconi i cuori si commuovono e non riescono ad andare oltre...ma passati cinque minuti e asciugata la lacrimuccia cosa impedisce al nostro cervello di fare due passi per sgranchirsi le gambe e rimettere in circolazione un po' di sale in zucca? La conclusione è terribile...i genitori pro immigrazione non solo non amano i propri figli, ma li odiano a morte!

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"Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento" (Mt 5,17)
Il Dio del Vecchio Testamento e il Dio del Nuovo Testamento, Gesù di Nazaret, per quanto possano sembrare diversi sono uno spirito solo, un'anima sola, un cuore solo...che hanno fatto due lavori differenti. Forse è proprio questo a creare l'equivoco e far cadere nell'inganno, a farci pensare che il primo sia terribile mentre l'altro l'incarnazione della mansuetudine. Dio Padre dapprima ha estirpato le erbacce dal campo del mondo e lo ha arato facendo il lavoro sporco, poi ha lasciato che lo seminasse nostro Signore Gesù Cristo.

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In questi tempi sempre più difficili sempre più spesso sentiamo dire..."ci vorrebbe il Duce per rimettere le cose a posto"...laddove si invoca una persona fornita di attributi, capace di prendere decisioni drastiche e metterle in pratica seppure costino lacrime di sangue. Nessuno ci pensa, ma abbiamo a disposizione uno infinitamente più potente di Mussolini, infinitamente più cattivo, infinitamente più fascista, infinitamente più spietato coi nemici...il Dio del Vecchio Testamento, quello che semina il terrore persino nei cuori dei credenti. Neppure chi ha la fede riesce a digerire questo Dio con cui invece io mi trovo che è un piacere. Non c'è una parola che non condivida, non c'è gesto che non abbia tutta la mia solidarietà, non c'è carneficina che io mi senta di condannare. Quel Dio non è morto e neppure andato in pensione, sonnecchia caricandosi di furore in attesa di entrare in azione.

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"Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina" (Lc 21,28)
Pochi giorni fa ho avuto modo di conoscere una ragazza sui 25 anni che meriterebbe di essere studiata per scoprire come di questi tempi si possa diventare eccellenze. Una ragazza semplice e graziosa in vacanza con i genitori, una ragazza estremamente normale ma che mi ha fatto...sobbalzare! Ebbene questa ragazza tutte le volte che l'ho vista e poi per esserne sicuro ho chiesto conferma ad altre persone...sia in albergo che in spiaggia, sia a colazione, pranzo o cena, sia che fosse sola o in compagnia non è mai stata vista con lo smartphone. E posso confermare che è una ragazza normale, che fa attività in parrocchia, che si sta per laureare, che ha tanti amici...eppure riesce a sopravvivere senza chattare, inviare messaggi vocali e cazzeggiare. Ora non sappiamo se sia già santa e dunque ne sappia fare a meno del tutto, o se invece sia talmente giudiziosa da volerlo fuori dalla sua giornata per andarlo a consultare solo di tanto in tanto...ma se anche così fosse sarebbe un trionfo! Siccome è una ragazza che ha fede ho pensato che sia stata beneficiata da Dio d'una sapienza infusa che le ha suscitato nel cuore il sentimento che ogni persona sottomessa al cellulare dovrebbe provare...la vergogna! Perché ci si dovrebbe vergognare a passare le ore con gli occhi, la mente ed il cuore incollati allo schermo in tutt'altro mondo seppure abbiamo gente accanto. Ci si dovrebbe vergognare di uscire di casa con il guinzaglio dato che non siamo cani, guinzaglio del demonio che ci piega le fronti al suolo proprio nel tempo in cui siamo chiamati...ad alzare gli occhi al cielo.

908
"Allora disse ai suoi discepoli: La messe è molta, ma gli operai sono pochi, pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe" (Mt 9,37)
Oggi mi è capitato di leggere questo passo del vangelo ed ecco spiegato il tracrollo del cristianesimo. Mancano gli operai e mi sono reso conto che più si prega affinché il Signore mandi operai nella sua messe più c'è un fuggi fuggi generale. Siamo sprofondati nell'era dei laureati nella quale per esaltare il prestigio non ci si identifica più tanto con nomi e cognomi, quanto con i titoli accademici. Ormai campeggiano le professioni...avvocati, ingegneri, medici, architetti, manager! Capirete che in seguito ad una chiamata di fronte alla prospettiva di venir assunti come operai molti declinano l'invito per il timore di perdere l'aureola di vanità conquistata a pieni voti all'università. Per invertire la tendenza sarebbe opportuno che Gesù emanasse un bando di concorso ove per entrare al suo servizio venga richiesto di frequentare un master sull'immaturità che consenta di fregiarsi del titolo onorifico di... "Sua Santità".

909
"L'uomo che avrà avuto un'emissione seminale, si laverà tutto il corpo nell'acqua e sarà immondo fino alla sera" (Lv 15,16)
Questo passo del Levitico ci svela che il Dio del Vecchio Testamento non era poi così cattivo come vogliono farci credere, in questo caso è stato addirittura più buono di Gesù che ha dato alla masturbazione i connotati di peccato mortale qualora venga associata al desiderio di una donna sposata. Nel Vecchio Testamento veniva punita l'azione, con l'avvento del Nuovo invece per uccidere il male alla radice...persino l'intenzione.

910
"Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo" (Ap 12,12)
Si pensa che la terra continuerà a girare eternamente e sopra la sua crosta gli uomini ad operare, invece questo passo dell'Apocalisse ci dice che ha i giorni contati proprio come i capelli del nostro capo. Parto da questo presupposto per cercare di spiegare l'origine di uno dei fenomeni più innaturali del nostro tempo, quell'immigrazione forzosa che riceve da decenni una propulsione difficilmente spiegabile dal punto di vista delle dinamiche umane. Non mi riferisco tanto all'organizzazione ed allo sviluppo degli eventi dolosi che la alimentano quanto all'ansia che si ingenera nei cuori affinché quest'esodo di massa non conosca interruzioni. Se non ci fosse stata la coscienza che il tempo stringe e dunque bisogna fare in fretta...cosa poteva impedire che ciò che va perseguendo il piano Kalergi si realizzasse armoniosamente nell'arco di un secolo avvalendosi dei consueti canali? Il vertiginoso moltiplicarsi delle relazioni sociali attraverso il progresso della comunicazioni e l'altrettanto vorticoso proliferare dei collegamenti avrebbero soffiato come il vento in poppa ed in men che si dica si sarebbe realizzato lo scopo senza patire tensioni. Invece il diavolo è precipitato sulla terra pieno di grande furore e quel poco tempo che gli resta lo spende per fomentare il caos.

911
Pochi giorni fa ho potuto constatare che ci sono ancora giovani cristiani in cui palpita uno spirito vivissimo. Frequentavano da alcuni anni una chiesa evangelica e si sono resi conto che alcune cose erano in contraddizione con la morale che dal pulpito veniva predicata...ebbene se ne sono andati ritenendo incompatibile la purezza del loro slancio con il marcio che circolava. Tanto di cappello per l'ortodossia della loro fede e mi auguro che siano da esempio per i cattolici che pur di non uscire da quell'associazione mafiosa comandata da don Jorge Bergoglio hanno chiuso tutti e due gli occhi, si sono turati il naso e tappate le orecchie. Sono anni che vado paventando una chiesa sulla strada, la chiesa che ci addita la parabola del banchetto di nozze...non un luogo ma una comunione di anime che si fanno dimora di Gesù Cristo ovunque si ritrovino nel Suo Nome.

912
"Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" (Mt 18,20)
Qualche giorno fa insieme ad una sorella nella fede senza saperlo abbiamo fondato una chiesa. Ci siamo incontrati in una piazza fuori dal centro per parlare di cose spirituali come ogni tanto capita di fare, quando ad un certo punto ha tirato fuori dallo zainetto una fetta di pane duro dicendo...spezziamo il pane come ci ha comandato il Signore. Allora ha diviso in due la fetta dandone a me una parte e mentre cominciavamo a mangiarla ha detto..."facciamo questo in memoria di Gesù". Poche parole improvvisate dentro un silenzio spogliato di ogni sacralità rituale, nessun riflusso di sentimentalismo teso a velare l'estrema povertà di quel gesto, nessuna pretesa che in quel pane ci fosse qualcosa di magico o miracoloso. Io credo che d'ora in avanti questa debba essere la chiesa, incontrarsi da qualche parte, parlare del vangelo, dei propri problemi...ed infine spezzare il pane e recitare il Padre Nostro. E' la chiesa degli ultimi giorni, una chiesa che ha la necessità di sradicarsi dalle fondamenta delle proprie sicurezze...per alleggerirsi di tutte le zavorre ed andare incontro allo sposo.

913
C'è una moltitudine di persone dai sentimenti adulterati tanto da poter essere considerati veri e propri...fake! I loro cavalli di battaglia sono la propensione all'uguaglianza, il superamento di ogni divisione e l'affratellamento universale...spacciati quali supremi valori dell'umanità. In verità non derivano, come vogliono farci credere, dal desiderio di giustizia e d'amore...ma piuttosto dall'impossibilità di sottomettersi all'autorità. Accecati dall'orgoglio vogliono appiattire il mondo perché nessuno sia costretto a piegare il ginocchio. Chi è posseduto dallo spirito satanico non sopporta padroni e per nascondere questa orrenda malformazione del cuore...la traveste da nobile ideale.

914
In seno alla chiesa cattolica si è formata una fazione dallo zoccolo duro che nello spirito ha una vaga parentela con i Mormoni e gli Amish. Una fazione che esalta i valori pre conciliari, che si oppone duramente e giustamente a Papa Francesco ed al modernismo dilagante. Uno dei maggiori paladini di questa crociata è il professor Matteo D'Amico eccellente conferenziere a cui è difficile controbattere una virgola dal momento che parla sempre in maniera esemplare. Eppure questo fedelissimo servo della santa chiesa a mio modo di vedere cammina a grandi passi verso il precipizio. L'ultima generazione di cristiani andrà all'inferno, non a causa dei propri peccati, non per mancanza di fede, non per questioni di dottrina...ma per aver fatto della chiesa un idolo. E di conseguenza non essere stati capaci di farsi vergini savie ed abbandonarla per andare incontro allo sposo.

915
Il mondialismo non sa più a quale santo votarsi per combattere Salvini. Ieri ha usato il Papa al quale ha fatto sparare una di quelle bugie che ti allungano il naso di un metro...un profiler dilettante lo capirebbe in un istante. Per impressionare gli italiani ed ammorbidirli ha detto d'aver visto un video clandestino, clandestino per non dover giustificare la fonte, nel quale si mostra che quando gli immigrati vengono rimandati in Libia li sottopongono alle più sofisticate torture. E mentre lo diceva aveva la faccia di quelle comari imbroglione che stanno tutto il giorno a spettegolare col vicinato. Il vicario della verità che dice panzane da osteria...e se almeno le dicesse credibili ci toglierebbe il dubbio che sia stupido, ma siccome non lo fa temo che stupidi ci consideri i cattolici.

916
Quando l'agire del genere umano deraglia dal binario di quanto Dio ci ha comandato si finisce in un vicolo cieco...è questo che mi sembra di intuire guardando al problema dell'immigrazione. Siamo finiti in un vicolo cieco perché per quanto sia evangelico accoglierli è biblico respingerli. Non sto ad elencare le buone ragioni per l'una e l'altra delle soluzioni, non sto ad organizzare l'ennesimo braccio di ferro...voglio solo far notare che qualsiasi piega prenda questa storia ci siamo già tirati addosso la rovina. E' troppo tardi per tornare indietro, troppo tardi per rimediare, troppo tardi perfino per pentirsi e scusarsi davanti all'altare.

917
Ieri fb ha eliminato un mio post di alcuni anni fa su Mussolini perché era stato condiviso da persone di estrema destra e cominciava a girare in rete. Inquadravo il Duce dall'ottica cristiana facendo rilevare che aveva attinto dal Vangelo e che certi valori oggi rimpianti prima d'essere fascisti erano biblici. Un giudizio equilibrato e privo accenti di fanatismo tanto che ero rimasto meravigliato che fosse piaciuto ai camerati. Dunque perché censurarlo, cosa non hanno gradito i burattinai? Io credo che non sia stato Mussolini a spaventare, ma piuttosto la sua virilità! Questi signori stanno costruendo un mondo dove pulsi imperiosamente l'ormone femminile al fine di castrare gli uomini di quella potenza che ha incarnato il Duce e che possiamo riassumere attraverso tre virtù in via di estinzione: capacità di essere, di decidere, di fare. Nella realtà spirituale sta accadendo la stessa cosa...la madonna ha spodestato Gesù Cristo e va seminando viscidume religioso per depotenziare Dio. E siamo arrivati in cima...criminalizzando il maschilismo si rifiuta Dio e per tutti coloro che temono più d'ogni altra cosa "l'osso duro"...il giorno del giudizio sarà un vero e proprio stupro!

918
"Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano" (Lc 27,28)
Queste parole di Gesù sembrano tracciare uno spartiacque fra il bene ed il male, sembra che da una parte prendano posto i buoni mentre dall'altra i cattivi. Sono parole molto pericolose per i suoi discepoli perché inducono nella tentazione di pensare che loro siano i benefattori mentre i nemici i beneficiati, sono pericolose perché fanno ritenere che vanteranno nei loro confronti un credito di gratitudine eterno...ma non è così! Come noi facciamo del bene ai nostri nemici amandoli, benedicendoli e pregando per loro...i nostri nemici ne fanno a noi offrendosi quali ignari strumenti attraverso cui Dio smussa le asperità delle nostre anime. E così siamo pari, nessun orgoglio è umiliato, nessun essere umano deve qualcosa ad un suo simile, ma tutti dobbiamo ringraziare Dio!

919
La presa di coscienza che spiritualmente siamo entrati nell'ultima epoca della storia porta a fare alcune considerazioni che capovolgono prospettive secolari. Fino ad oggi il ruolo della donna nella cristianità è sempre stato subalterno a quello dell'uomo, nelle comunità in cui si fa riferimento alle origini addirittura neppure le è permesso di parlare. Se tutto questo fino ad ora poteva anche essere giustificato da uno stagionato sguardo retrospettivo, d'ora in avanti sarà impossibile fermare la marcia più rivoluzionaria dell'emancipazione femminile. Da oggi in poi è vietato guardare indietro, con il ritorno di Gesù che incombe si impone di guardare solo verso il cielo. Le vergini che gli vanno incontro dovranno proiettarsi nel Suo Regno laddove non c'è più maschio e femmina, marito e moglie, ma solo anime...il desiderio di Dio dev'essere talmente intenso da trasfigurarle. Da anni vado predicando che per andare incontro allo sposo occorre uscire da tutte le chiese e riunirsi in piccole comunità dove spogliare la sacralità del culto di ogni solennità fino a raggiungere quella povertà assoluta attraverso cui il pensiero e la parola risuonano in tutta la loro autenticità. Quindi alla donna sarà permesso salire sull'altare, predicare, spezzare il pane...tutto si può fare e tutto potrà fare se lo farà, non come una che regna, ma come una che serve.

920
La chiesa è l'ultimo grande idolo sul cammino di maturazione dell'anima cristiana, l'ultima carta a disposizione del diavolo! Un idolo difficilissimo da smascherare ed ancor più da debellare perché intimamente connaturato alla nostra spiritualità prevalentemente carnale che rivendica la necessità di toccare con la mano il frutto della propria speranza...altrimenti si perde. Chiunque crede che la sua chiesa sia quella con tutte le carte in regola per il Regno dei Cieli si acceca...dopo aver liquidato tutti i dubbi suscitati dallo Spirito Santo con la fermezza irremovibile che fornisce la superbia demoniaca. In questi anni ho fornito valanghe di ottimi motivi, non solo per uscire dalle chiese ma addirittura per bruciarle...eppure salvo qualche rara eccezione nessuno si è lasciato tentare. "Non ti servirò"...disse Lucifero a Dio per certificare il suo rifiuto. "Non mi sposterò"...dice ciascuno di loro, neanche se il tetto della mia chiesa mi franasse addosso.

921
"mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno" (1Cor 9,22)
Credo che pochi come me siano riusciti ad incarnare, al di là dei risultati ottenuti, in maniera eroica questo passo di san Paolo. Attraverso i miei post ho cercato di stabilire un contatto con chiunque mi desse un minimo di spunto per creare la connessione di un riflesso della sua vita con la luce della fede. Laddove si poteva ho cercato l'incontro e pur di non lasciar passare nessuno senza che fosse percorso da una scarica d'adrenalina volta a rianimare la sua anima...a volte lo scontro.

922
"Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano" (Es 20,5)
Poche notti fa ascoltando la vita di san Giuseppe da Copertino sono venuto a conoscenza che alla morte del padre avvenuta in prigione mentre stava scontando la pena per un crimine commesso, dovette prendere il suo posto per finire di scontarla. Nel seicento funzionava così...qualora i padri fossero morti prima di aver saldato il debito con la giustizia subentravano i figli nella detenzione. Immediatamente mi è venuto in mente uno dei comandamenti secondo la tradizione ebraica, quel comandamento che a noi fa orrore poiché ci sembra, non solo un'ingiustizia, ma anche una crudeltà infinita far pagare le colpe dei padri a degli innocenti. Immersi nell'oscurità del tempo presente ed abbagliati dai nostri egoismi non riusciamo a scorgere la suprema sapienza di questa divina disposizione. Non solo non riusciamo a vedere che è una cosa buona poiché innescherebbe un forte effetto deterrente limitando i misfatti, ma è anche una cosa giusta perché se un Innocente è morto per espiare i peccati degli estranei...quanto più risulterà legittimo che i figli vadano in prigione per scontare i crimini dei padri.

923
"E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa" (Mt 10,42)
Pochi giorni fa mentre facevo il mio solito giro per la campagna un caro amico che abita lungo la strada mi ha offerto un bicchiere d'acqua...graditissimo visto il caldo che faceva. Abbiamo parlato un poco ed ho ripreso il cammino con la vaga idea che quell'episodio poteva ricalcare un passo del vangelo. Non appena tornato a casa sono andato a spulciarlo per trovare qualche affinità e dopo averlo messo a fuoco mi sono accorto di un particolare che mi era sempre sfuggito. Prima di ogni altra cosa mi auguro di essere uno dei discepoli del Signore, non foss'altro perché a quel ragazzo sia elargita la ricompensa per quell'atto di carità. Poi siccome sono convinto che nella sacra scrittura non parlino soltanto le parole ed i silenzi, ma anche le virgole ed i punti, ho cercato di capire come mai Gesù avesse aggiunto la parola..."fresca". Come mai in quel bacino di rigore ed essenzialità volto ad inclinare alla penitenza che tenevo fra le mani...si trovava un elemento di piacere? Ed allora mi sono reso conto che la vita del cristiano non dev'essere solo mortificazione e dovere, ma anche licenza di godere di ogni piacere che ridonda dalle cose necessarie.

924
Ci sono episodi altisonanti accaduti nel passato su cui grava l'ombra del dubbio in quanto alla loro veridicità, ne cito due fra i tanti: le stimmate ricevute da san Francesco in punto di morte e l'affissione delle 95 tesi da parte di Lutero sulla porta della chiesa del castello di Wittemberg. Due fatti clamorosi che seppure non fossero accaduti si sono inspiegabilmente tramandati per secoli e vengono tutt'oggi presi per sacrosanti. Personalmente ho forti dubbi su tutti e due, più sulle stimmate che sulle tesi, ma nonostante tutto li ritengo degni di fregiarsi del marchio della più autentica storicità. Non sono diventato matto...voglio solo dimostrare che in certi casi uno spirito di verità affetto da mania di perfezionismo vada ritoccando il pensiero collettivo in maniera che si creda quello che la risultante di una serie di comportamenti di un personaggio avrebbe dovuto partorire. Così è lapalissiano che san Francesco dopo una vita condotta nella sofferenza al servizio di Cristo avrebbe meritato le stimmate ed altrettanto che il temperamento vulcanico di Lutero potesse generare quell'irriverente gesto.

925
Un signore da poco conosciuto mi ha confidato di aver fatto alcuni anni fa una pazzia. Si è spogliato di tutto e nella maniera più francescana possibile...a piedi, senza un soldo, in compagnia di un cane, è andato in pellegrinaggio ad Assisi. E non parlo di un giovane smanioso d'avventure, ma di un intellettuale di grande cultura e spessore. 140 chilometri a piedi chiedendo cibo e riparo nei conventi o nelle parrocchie, un'esperienza d'altri tempi che ha fiondato la mia immaginazione alle imprese dei santi del passato. Ci ho trovato grande affinità con il sublime testo di spiritualità ortodossa..."I racconti di un pellegrino russo" che rivela una miniera di tesori capaci di illuminare a giorno i cuori in cerca di verità. Per fare una cosa del genere io credo che occorra appartenere a quello sparuto gruppo di fedelissimi conosciuti con l'appellativo "folli di Cristo" ed avere nel sangue il dna "dell'ebreo errante". Non è possibile ricevere una tale spinta a partire, senza che dentro covi un fuoco bramoso di divorare ogni asperità del corpo e impurità dell'anima. Gli chiedo di mettere a disposizione degli affamati d'assoluto la ricchezza che in quei giorni ha accumulato...di scrivere un libro nel quale raccontare, sullo sfondo delle vicissitudini incontrate, l'evoluzione della sua vita interiore. Non ora e neppure domani...ma che non vada perduto neppure un riflesso della luce che in quei giorni di delirio lo ha attraversato.

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Prima che Dio fosse buttato fuori dalle nostre vite e dalle nostre case era facile educare i figli, si aveva un modello chiaro e forte verso cui orientarsi che imponeva gerarchie da rispettare. Da quando il prototipo patriarcale è stato accantonato, educare i figli è diventata una scommessa che si perde quasi sempre. Venendo a mancare il riferimento sovrumano si tende a plasmarli ad immagine dei propri orientamenti additando nella migliore delle ipotesi ideali romantici, nella peggiore...super utilitaristici. Il tutto senza tener conto che possediamo un'anima capace di percepire il malessere di quella stortura e soffrirne. Così sempre più spesso vediamo famiglie borghesi sfornare figli borghesi che ad un certo punto, senza che se ne avverta il tonfo...collassano di schianto. Temo sia questa la causa prima per cui molti giovani di buona famiglia finiscono presi nelle reti di quanto di più corrotto offre la nostra società. Castrati del divino verso cui avrebbero dovuto tendere per autodeterminare la propria identità sono costretti a farlo, non più attraverso un processo di adesione ad un'idea di bene, ma prendendo le distanze attraverso una serie di comportamenti autodistruttivi da quei genitori che inconsciamente considerano...l'incarnazione del male.

927
"Tu sei quell'uomo" (2Sam 12,7)
Se Dio vuole salvare un'anima deve fare in modo che veda il suo peccato al fine di andare in giudizio con la piena coscienza del male fatto e chiedere perdono. Volendo salvare Davide, Dio gli manda il profeta Natan per fargli vedere che le oscure trame attraverso cui aveva fatto in modo che Uria morisse senza che lui si sporcasse le mani...non erano sfuggite al Suo sguardo. Il re di fronte all'evidenza riconosce la propria perversa condotta e si pente. Oggi il mondo è pieno di brava gente che a causa della penuria di profeti disposti a puntare il dito andrà in giudizio senza sapere di aver commesso peccati gravissimi: gli aborti sono omicidi, i desideri illeciti sono adulteri, gran parte dei guadagni leciti sono rapine. Andrà in giudizio e resterà confusa alla lettura dei capi d'accusa.

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"se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto" (Gv 12,249)
Questa sentenza per quanto semplice da recepire non si può neanche immaginare la fatica che comporti metterla in pratica. Si pensa che il morire sia riferito alla condizione a cui deve tendere la nostra volontà attraverso un processo lento e quasi naturale...invece allo stato dei fatti ci si trova a doversi strappare le radici dei nostri amori, senza anestesia...dal cuore. Nella mia personale esperienza mi sono trovato a dover uccidere tre grandi passioni: Il calcio, la poesia e la chiesa cattolica...ed una quarta con la quale ho dovuto convivere essendomi stata assegnata come spina nella carne per non farmi insuperbire. Il calcio che è stata la mia grande passione fino a gioventù inoltrata ha cercato di trattenermi con tutti i mezzi ma io, seppure fosse ancora lontana la conversione, sentivo il disagio di dover spendere ulteriori energie per un gioco...seppure il più bello del mondo. La poesia è stata un'enorme seduzione ed il diavolo mi ha ispirato divinamente per innalzarmi al rango di eletto...inducendomi nella tentazione di godere dei successi che fanno riempire le bacheche di trofei. Ma la passione più forte da vincere è stata la chiesa cattolica dentro la quale mi sentivo a casa mia, solo che in questo caso non ho dovuto fare alcuno sforzo. Quando il Signore mi ha mostrato il suo stato non ho avuto scelta e sono dovuto uscirne senza indugio perché vivere dentro un cimitero in compagnia dei cadaveri l'ho sentito, oltre che insopportabile...prematuro.

929
Da un po' di tempo mi tenta non poco l'idea di cambiare lavoro e siccome dormo poco spesso sogno di fare il garzone di fornaio dove si lavora soprattutto di notte e si ha l'opportunità di unire l'utile al dilettevole...lavorare e pensare in santa pace. Come alternativa al garzone di fornaio, che metto come prima scelta, mi piacerebbe fare il sindaco...per prendere due piccioni con una fava. Ripristinare quella legalità morale che in ambito politico è andata sempre più latitando ed avere l'opportunità di incidere nella decisione di cambiare nome al nostro paese. Porto Recanati non va bene, per una questione di dignità non dobbiamo e non possiamo essere la succursale di un'altra città che fra l'altro ha come emblema un personaggio spiritualmente assai poco raccomandabile. Qui in riva al mare vi è ben più di Giacomo Leopardi ed è giusto che quel tipo smetta di fargli ombra...dal giorno della mia intronizzazione Porto Recanati si chiamerà con il mio nome! Nella veste di discepolo di Gesù garantisco che non appena la punta del mio piede toccherà la soglia del municipio, senza che io muova dito o pronunci sillaba, divamperà una folla d'esorcisti che caccerà da palazzo Volpini, in men che si dica, legioni di demoni. Affronterei ogni contesa con la sapienza d'un novello Salomone cercando di sposare, ovunque fosse possibile, il rigore evangelico alla carità cristiana. Per risolvere l'apocalittica questione Hotel House, dal momento che è un problema umanamente irrisolvibile, userei l'arma più efficace a nostra disposizione: la preghiera...passando in tal maniera la patata bollente al Principale e che sia fatta la sua volontà. Le stanze del potere saranno trasformate da covi d'intrallazzo e alcove d'intrattenimento a furerie paramilitari e lavorare in comune non sarà più per taluni un piacere e talaltri un supplizio...ma per tutti un onore. Se qualcuno volesse sostenere il mio progetto e s'apprestasse a formare una coalizione nel mio nome si sbrighi, perché la moglie di un fornaio...mi ha messo gli occhi addosso!

930
Una delle più grandi rivelazioni che ci ha fatto Gesù è dirci che Dio è nostro Padre! Nonostante non vi sia concetto più semplice da afferrare molti cristiani vivono la loro fede senza tenerne conto. Mi riferisco a coloro che quando hanno necessità di chiedere qualcosa pensano che con il loro Padre abbiano più confidenza la madonna e i santi...e pertanto delegano a costoro il compito di presentare le loro istanze. Ammesso che le figure della madonna e dei santi siano vere e non lo sono...se anche fossero autentiche e infinitamente più sante di noi non avrebbero comunque alcun titolo per esercitare il ruolo di mediatori al cospetto della nostra figliolanza.

931
"Francesco va e ripara la mia casa che sta andando in rovina"
Il 26 settembre del 1997 Assisi fu colpita da un terremoto che fece crollare parte del tetto della basilica ed il giorno dopo ebbi un'interiore rivelazione che mi fece comprendere che quel terremoto era un segno. Un segno attraverso cui Dio ci comunicava che quella chiesa che Francesco aveva riparato 800 anni prima stava crollando. Sconvolto da quella notizia pochi mesi dopo mi recai sul posto per vedere da vicino i danni provocati e con mio enorme stupore constatai che il tetto era crollato in due punti ben precisi: sopra l'ingresso e sopra l'altare. In questo ci lessi che la chiesa era ormai considerata da Dio marcia sia nella sua componente del clero...crollo sopra l'altare, che in quella dei fedeli...crollo sopra l'ingresso. Quasi a confermare questa intuizione nella seconda scossa avvenuta poche ore dopo quella della notte persero la vita due frati e due civili...e temo non sia un caso. Sappiamo infatti che una testimonianza biblicamente viene considerata autentica solo se sono almeno in due a convalidarla: i due discepoli di Emmaus, i due testimoni dell'Apocalisse e secondo il profeta Malachia possiamo includere anche Mosè ed Elia. Il terremoto avvenne ad 11 anni di distanza da quello che io considero il più scandaloso rinnegamento di Gesù Cristo nella storia del cristianesimo. Il 27 ottobre 1986 i leader delle grandi religioni per volontà di Giovanni Paolo secondo si incontrarono nella cittadina umbra per dialogare e pregare per la pace ed in quella occasione per non urtare la loro suscettibilità i crocifissi furono coperti con un panno. Dopo il crollo del tetto in questi ultimi anni sono cadute anche le mura e da quando è salito in cattedra Papa Francesco si stanno sgretolando le fondamenta.

932
Cristiano ha sempre fatto rima con spartano, ma a quanto pare questa affinità sembra non andare più di moda. Sappiamo che Giovanni Battista fu spartano in maniera eroica, nel deserto si cibava di carrube e miele selvatico e forse proprio questa austerità nutrizionale contribuiva a forgiare nel suo cuore una visione limpidissima della verità...e gli conferiva la capacità di tagliare con la parola. Anche Gesù prima di cominciare la sua missione aveva digiunato per quaranta giorni nel deserto e di conseguenza anche noi discepoli in qualche maniera per quello che possiamo dobbiamo conformarci a tali comportamenti. Certamente non siamo chiamati a simili performance, ma dobbiamo comunque trovare delle soluzioni che ci permettano di tenere al guinzaglio gli istinti. Lo stomaco, che sembra in apparenza l'organo più innocuo, spesso chiede licenza di eccedere sollecitato dalla valanga di delizie che ogni giorno ci passano davanti...ma attenti perché se lasciato scorrazzare a suo piacimento è capace di aizzarci contro la sensualità. Ed allora dobbiamo cominciare con il non fare più gli schizzinosi a tavola e lamentarci per delle sciocchezze. Se la pasta è troppo al dente oppure scotta, se è insipida o salata, se è fredda o poco condita...chi se ne frega! Sia bandito il vino ad eccezione della domenica e neppure ci sfiori il pensiero degli alcolici. Tutto quello che ci viene messo davanti deve andare bene soprattutto quando è poco commestibile e ci dà l'opportunità di fare vera penitenza. Per otto mesi all'anno mangio da solo ed ho l'opportunità di maltrattarmi come mi pare e piace...in aggiunta ho preso la sana abitudine di mangiare in piedi senza neppure apparecchiare. I miei fioretti se confrontati con le austerità del Battista fanno sorridere, ma se paragonati alle abitudini alimentari degli italiani senza peccare di presunzione credo che mi diano i titoli per candidarmi a precursore...del ritorno del Signore.

933
Che Cristiano Ronaldo sia un mostro come talento calcistico è palese a tutti, ma quasi nessuno sospetta che dentro Cristiano Ronaldo si nasconda un mostro. Non mi riferisco però alla nota vicenda dello stupro, a quella farsa nella quale per ottenere denaro si mistificano i sentimenti più profondi del cuore ed affiorano mostri peggiori degli stupratori...quali la ragazza stuprata e l'organizzazione Me Too. Alludo piuttosto all'opera di ricostruzione mediatica dell'immagine di Ronaldo cominciata dopo i primi preoccupanti crolli in borsa e culminata ieri in due atti che reputo osceni. La mattina era comparsa una foto del campione abbracciato con sua madre e poi durante il riscaldamento della partita ad Udine l'invasione di campo da parte di un bambino per ottenere l'autografo...due scene da libro cuore! Ecco io credo che siano state sapientemente premeditate dal suo entourage e rivelano che il 5 volte Pallone d'oro prestandosi a simili commedie, usando la seduzione per rifarsi il trucco del candore...ha stuprato il pudore!

934
Sappiamo che il mare biblicamente viene considerato il simbolo del male ed io proprio l'altro giorno ne ho avuta conferma arrivando a sospettare che sia infestato dagli spiriti maligni. Stavo prendendo il sole immerso nel più prolifico silenzio e feconda solitudine quando un fenomeno innaturale ha catturato la mia attenzione. Ho notato che seppure il mare fosse quasi calmo ogni volta che la piccola onda si frangeva lo faceva con un'energia spropositata tanto da farmi pensare che tale fenomeno non obbedisse alle leggi della fisica. L'onda arrivava quieta in prossimità della battigia poi cominciava ad impennarsi e quando mi sarei aspettato uno scarico piuttosto blando...si attorcigliava su se stessa e sfogava la sua rabbia con un ruggito assordante che schiumava cattiveria. A sostegno di questa teoria porto l'episodio del vangelo nel quale la legione di spiriti maligni cacciati da Gesù dall'anima di un indemoniato chiese di poter essere mandata dentro un branco di porci che pascolava nella zona. All'assenso di Gesù gli spiriti maligni entrarono nei porci che presero a correre impazziti verso il burrone e si gettarono nel mare...erano circa duemila. Forse i porci ad altro non servirono che come mezzo di trasporto per tornare a casa...e allora temo che quel giorno gli spiriti maligni ce l'avessero con me, quale discepolo di Colui che li scaccia...mi abbiano percepito come una minaccia.

935
"Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne" (Lc 16,1)
Voglio provare a dare una chiave di lettura più ottimistica possibile della vicenda Ronaldo con il campione che da ieri si ritrova con una seconda accusa di stupro a pendere sul suo capo...accusa che se risultasse fondata ridurrebbe in cenere ogni residua possibilità di difendersi. Il vangelo attraverso le parole di Gesù ci indica un orizzonte roseo per il protagonista di uno degli scandali più clamorosi del palcoscenico mediatico del nostro tempo poiché nessuno avrebbe mai immaginato che dietro a quella faccia da angioletto si nascondesse uno psicopatico. Ma io credo che qualcuno abbia pregato per lui e fatto in modo che nella notte tenebrosa della sua coscienza penetrasse un raggio di luce a suggerigli di fare del bene con parte dei guadagni disonesti...ed a quanto pare Cristiano ha assolto a questo compito egregiamente. Per farci rientrare in noi stessi e salvarci Dio è costretto a spogliarci dell'immagine menzognera che con l'aiuto del diavolo ci siamo confezionati...per mostrare a noi stessi ed al mondo intero chi realmente siamo. Se Ronaldo riuscirà a decapitare la sua superbia incancrenita e dominare il suo orgoglio sanguinante, il giorno della resa dei conti si vedrà venire incontro tanti amici che aveva beneficiato per accoglierlo nelle dimore eterne.

936
Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti. (Mt 22,1-14)
Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. Ma tutti, all'unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c'è ancora posto. Il padrone allora disse al servo: Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia. Perché vi dico: Nessuno di quegli uomini che erano stati invitati assaggerà la mia cena. (Lc 14,16-24)
La parabola universalmente conosciuta come..."parabola del banchetto di nozze" che ci viene data nelle due versioni di Matteo e Luca a mio parere riguarda due eventi diversi e non uno solo, tanto da indurmi a dividerle chiamando la prima..."parabola del pranzo di nozze" e la seconda..."parabola della grande cena". Ci sono delle differenze sostanziali impossibili da ignorare che vado ad elencare cercando di gettare un raggio di luce su ogni scenario che spalancano. In Matteo è un re ad indire un banchetto (Dio)...in Luca un uomo (Gesù Cristo). In Matteo si parla di pranzo (nozze di Gesù con il popolo ebreo)...in Luca di cena (nozze con gli eletti alla fine del mondo). In Matteo vengono uccisi i servi del re (martirio dei profeti)...in Luca non viene segnalato (ma vengono egualmente uccisi, solo che essendo la morte stata sconfitta dal sacrificio di Gesù sulla croce entrano nella vita eterna). In Matteo viene distrutta la città (distruzione del tempio di Gerusalemme e morte della religione ebrea)...in Luca no (la chiesa intesa come comunione dei credenti non può essere distrutta). In Matteo gli invitati sono i buoni e i cattivi (agli ebrei quale popolo eletto era stato donato il discernimento per vedere e guarire i propri mali)...in Luca poveri storpi, ciechi e zoppi (i pagani). In Matteo uno degli invitati viene cacciato essendo ritenuto indegno (gli ebrei che alla fine del tempi non avranno piegato il ginocchio davanti a Gesù Cristo)...in Luca no (le vergini savie sono tutte degne mentre le stolte non vengono ammesse). La parabola di Matteo chiaramente si riferisce al rifiuto da parte del popolo ebreo di Gesù Cristo, il pranzo di nozze era stato organizzato perché Dio pensava che suo figlio sarebbe stato accolto. Quella di Luca temo si riferisca alla chiesa cattolica che è la discendente della sinagoga ebraica ed al suo destino di vergine stolta.

937
Quando parlo con qualcuno se potesse leggermi nel pensiero ci rimarrebbe male perché a tutti vorrei dire...fatevi curare! Ma non dallo psichiatra come si potrebbe pensare...da Dio. La meravigliosa canzone..."sono il Signore che ti guarisce" ci indica anche il farmaco che opera il miracolo: la Sua Parola. In teoria tutto chiaro, ma quando si passa alla pratica si va incontro al naufragio perché non si comprende con quali modalità il suddetto farmaco vada assunto. Molti si buttano a capofitto nella preghiera, altri fanno indigestioni di ostie consacrate, altri penitenze fino allo sfinimento, altri pellegrinaggi su pellegrinaggi pensando che Dio li esaudisca per ripagarli dei loro sforzi...ma passa il tempo ed i risultati rimangono miraggi. Dio pretende molto meno, anzi quasi nulla, o meglio ci paga profumatamente per permettergli di occuparsi della nostra salute. Ecco allora la posologia: se ci viene detto che a guarirci è la Sua Parola significa che bisogna assumerla rigorosamente attraverso la lettura...lettura della Bibbia e testi che aiutano a comprenderla. Perseverando nella meditazione si acquisisce il potere di farla penetrare nel cuore e una volta raggiunta la parte più intima...comincia a piovere grazia sull'anima.

938
A volte capita che una canzone ti entri nella testa e ti tormenti per giorni, ma se poi questa canzone ti fa sorgere un dubbio che con il passare del tempo diventa un tarlo sempre più rosicante allora urge cercare una risposta. Sto parlando delle celeberrima..."non è Francesca"...cantata da Lucio Battisti ed uscita alla fine degli anni sessanta che da mezzo secolo ci tiene con il fiato sospeso. Sarà stata Francesca oppure no? Francesca, di cui non si conosce il cognome, era finita sul banco degli imputati ed unanimemente condannata sulla base di pochi allusivi indizi...alimentati però dal lungo ed ambiguo strascico strumentale con cui si chiudeva la canzone. Dalla testimonianza del fidanzato sappiamo che era bionda, che quel giorno era vestita di rosso e che era abbracciata ad un uomo...allora bastava poco per crocifiggere qualcuno, non si esigeva certo il dna! Lucio è morto, Francesca se sopravvissuta a tanta infamia sarà andata a vivere in Patagonia, dunque resta solo Mogol a cui chiedere la grazia di darci una risposta per toglierci dai carboni ardenti prima che sia troppo tardi. Giulio sei la nostra ultima speranza, tu che hai scritto il testo disseppellisci la tua audacia più rocambolesca e dicci...ma era o no, Francesca?

939
Tutte le mattine sul lungomare c'è una processione di signore che passeggiano con il cagnolino al guinzaglio. A volte penso che la bestiola abbia preso il posto dell'immancabile borsetta senza la quale una donna fino a qualche anno fa neppure si azzardava ad uscire di casa. Questo mi ha fatto pensare che sembra sentire l'esigenza di avere sempre qualcosa in mano per placare l'ansia generata dalla sua insicurezza...e questa esigenza nasca dall'incoscienza d'aver trascurato, con l'avvento del femminismo, di tenere in mano più spesso l'arnese che fin dalla creazione dell'uomo a questo compito era stato deputato.

940
L'allievo ha superato il maestro! Stamattina ho preso coscienza che l'uomo ha spodestato il diavolo dal trono ed opera di sua iniziativa nella più totale indipendenza. Il frutto del male è diventato addirittura più nocivo del seme che lo ha generato...e temo non possa che peggiorare. Meditando sull'aborto mi sono reso conto che il diavolo non ha alcun interesse a promuovere tale crociata poiché andrebbe a riempire il paradiso, suo interesse è far nascere più bambini possibile e farli crescere secondo le sue dottrine...per riempire l'inferno. Dunque l'aborto è tutta farina del nostro sacco, non dobbiamo imputare al diavolo questo peccato e da buoni cristiani avvisarlo di stare alla larga dall'uomo perché potrebbe portarlo sulla cattiva strada.

941
Oggi vorrei cercare di risvegliare la vocazione familiare delle donne che si sono buttate anima e corpo nella carriera politica. Vorrei far loro notare che hanno liberamente rinunciato alla porzione più ghiotta della vita e solo quando sarà troppo tardi si accorgeranno quanto sia costata. La politica è una passione che ruba tempo e cuore a chi spetterebbe di diritto averlo per amore...ed ha una sua regalità che spesso viene calpestata da chi la usa come rifugio per mascherare i propri fallimenti. Donne in politica non fingete di servire una causa, non v'innalzate a paladine del bene perché in verità fuggite la vostra avversione per tutto ciò che vi confina dentro quattro mura. Una notte in un eccesso di ambizione avete assassinato nel silenzio la vostra più autentica vocazione diventando larve di brutte copie usate per riciclare il male. Riavvinghiatevi alla vostra radici, votatevi al più nobile dei sacrifici ed oltre a mariti, figli e nipoti...gli italiani ve ne saranno grati.

942
"guai a voi che ora siete sazi" (Lc 6,25)
Dietro a questa invettiva di Gesù che sembra deplorare l'opulenza in quanto veicolo di perdizione, con un pizzico di perspicacia ci possiamo leggere la condanna di ogni tentativo di ripristinare il paradiso sulla terra. Dopo la cacciata dall'Eden sul decaduto suolo vige il regime dell'incompletezza che è severamente vietato profanare perché ogni volta che si tenta di farlo si cerca di far penetrare a viva forza uno spicchio d'eternità nel tempo. Quando si è sazi...e questo termine abbraccia ogni branca del vivere compreso sazi d'amore, di verità, di bene e quanto di più buono si possa auspicare...è come se si fosse in paradiso. Ma se ci si sente dentro un paradiso non si ha più bisogno di tendere al cielo e senza saperlo si finisce per smettere di desiderare quello vero.

943
Nel caso Stefano Cucchi massacrato di botte ed ucciso da alcuni carabinieri ho sempre apprezzato la tenacia con cui la sorella Ilaria in questi nove anni ha cercato giustizia. Sappiamo che Stefano per quanto possa aver subito il martirio non era proprio un santo, ma piuttosto uno spacciatore che vendeva droga fuori dalle scuole e sappiamo che per questo era stato ripudiato persino dalla madre. La sorella per nove anni ha chiesto giustizia con tutte le sue forze bussando a tutte le porte fino a quando non l'ha ottenuta. Ora io mi chiedo...chi farà giustizia alle vittime di suo fratello, ai ragazzi che ha spinto in quell'inferno? Quante famiglie avrà rovinato, quanti genitori nella disperazione e quanti per mano sua saranno morti? Io credo che se Ilaria fosse una persona onesta con l'identica abnegazione dovrebbe passare il resto della vita a piangere e chiedere perdono nei cimiteri che suo fratello ha edificato nei cuori. La divina giustizia spesso percorre vie inimmaginabili come ha fatto in questo caso in cui ha ascoltato le suppliche di tante madri...condannando lo spacciatore alla pena capitale e disposto che la sentenza fosse eseguita nella maniera in cui è andata.

944
Dentro l'eterna lotta fra le tenebre e la luce che se abbiamo uno sguardo limpido possiamo vedere nelle sue singole fasi, c'è una guerra intestina ed occulta non facilmente rilevabile nella quale si fronteggiano le due attività d'intelligence regine dell'inganno ...spionaggio e controspionaggio. Voglio mostrare due mosse di questa guerra, due mosse che è audace credere siano coincidenze...una prima mossa di Dio e la susseguente contromossa del diavolo suscitata per vanificarne gli effetti. Nella prima metà del cinquecento Lutero affiggendo le 95 tesi sul portone di una chiesa dà inizio alla riforma protestante...assestando in tal modo un colpo mortale all'impero del male. Ebbene il padrone del mondo non sta a leccarsi le ferite ma risponde immediatamente calando il suo asso nella manica...fa entrare ufficialmente nella Chiesa Cattolica la preghiera dell'Ave Maria. Da questa iniziativa comincerà la lenta ed inesorabile corrosione della visione Cristocentrica della fede che ha spalancato la porta all'eresia del marianesimo.

945
"Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì" (Mt 27,3)
Per l'ennesima volta tento di salvare Giuda forse perché se si è salvato lui c'è speranza per tutti i traditori. Giuda si pentì e andò dai sacerdoti a restituire il denaro, ma siccome gli era insopportabile il pensiero d'essere stato la causa della morte di Gesù, Benedetto XVI afferma...che il suo pentimento degenerò in disperazione e così divenne autodistruzione. Io vorrei andare oltre ed aggiungere che non fu tanto l'insopportabilità del senso di colpa a spingerlo al suicidio quanto la necessità di pagare prima possibile il suo debito. Forse aveva maturato l'intima convinzione che prezzo più alto non si potesse pagare ed attraverso quello che può sembrare l'atto più egoista ha voluto devolvere fino all'ultimo spicciolo per la causa della sua salvezza.

946
Dio è talmente presente in ogni fibra dell'universo da risultare impossibile occultarne la presenza...e lo è in maniera sovrabbondante da finire per esondare. Così avviene nell'ateo che pur negandone l'esistenza si ritrova nella necessità di parlarne continuamente per convincersi che ha ragione, quando qualora non esistesse non dovrebbe neppure averne coscienza. Dio è dentro di lui, è intessuto nella sua anima e seppure chiude gli occhi per non vederlo e si tappa le orecchie per non sentirlo non può fare a meno di succhiare...la sua linfa vitale.

947
Molti atei per giustificare il loro interesse nei confronti di Dio affermano di sentirsi in dovere di avvertire i credenti dell'inganno nel quale sono caduti affinché non sciupino la loro vita. Sono convinti di rendere un servizio al prossimo liberandolo da una terribile schiavitù e non sanno invece d'essere al servizio del diavolo che si serve di loro poiché teme i credenti in quanto capaci di rendere il mondo migliore. L'ateo non è un "senza Dio" come potrebbe sembrare, non è uno sbadato che attraversa questo mondo senza accorgersi della sua presenza. E' un "contro Dio"...contro sé stesso e tragedia delle tragedie, contro tutti coloro a cui vuole bene!

948
"Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno" (Mt 5,37)
Premetto che di Maria di Nazaret ho una stima infinita non solo perché si è trovata ad interpretare uno dei ruoli più onerosi della storia, ma soprattutto per la perfezione con la quale lo ha svolto. Della Madonna invece ho il più profondo disprezzo perché è l'antitesi della madre di Gesù e basterebbe solo confrontare i due profili comportamentali per scoprire che tutte le sue mistificazioni frutto di eventi soprannaturali...sono fake! Dietro c'è sempre il diavolo che assume quella veste immacolata per portare i credenti fuori strada. Ci sono valanghe di ragioni che sconfessano le varie irruzioni della Madonna nella storia di cui ho ampiamente trattato in precedenza, ma oggi voglio porre l'attenzione su come le parole sopra citate del Signore vengano ignorate dagli addetti ai lavori nell'atto del discernimento. Quando si è chiamati a giustificare le sue illecite intromissioni nei compiti spettanti alla Divinità: il ruolo di mediatrice, interceditrice e perfino corredentrice tanto per citarne alcuni, ebbene per avallare le sue pretese si è costretti a rinnegare il..."sì, sì; no, no" come richiesto dal vangelo. Occorre invece profondere fiumi di parole e scrivere voluminosi trattati ognuno dei quali trasuda copiosamente da ogni foglio...quel di più che viene dal maligno.

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"Voi siete il sale della terra, ma se il sale perde il suo sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato?" (Mt 5,13)
Queste parole di Gesù sollevano un imperativo d'importanza capitale che impongono al cristiano un atteggiamento di estrema riservatezza interiore che gli permetta di salvaguardare il peso specifico dei contenuti della propria fede al fine di non sfigurare il volto dell'anima. Quello stesso atteggiamento che il popolo ebreo ha sempre interpretato in maniera esemplare, seppure percorrendo soltanto il suo versante carnale e che noi alle soglie della fine del mondo in un contesto saturo di veleni, quale ultima generazione discendente da Abramo...dobbiamo fare nostro.

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"Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9)
Nel nostro amato paese sta lievitando paurosamente la furia assassina di orde di turisti e residenti multati da quella diavoleria che risponde al nome di ZTL. Parliamo di migliaia di sanzioni che dovrebbero portare nelle casse comunali cifre esorbitanti e per cui a Palazzo Volpini incautamente si fregano le mani, al loro posto eviterei di gioire perché vedo una tragedia immane incombere sulle loro esistenze. Nella mia veste di profeta ho sempre denunciato l'ingiustizia, ma stavolta avendo avuto un'idea niente male voglio fare un'eccezione e propormi quale operatore di pace al fine di scongiurare il peggio...ed una volta tanto sentirmi beato. Dopo aver sentito centinaia di invettive dall'esercito dei salassati, fra cui la più benevola è stata..."je piasse u sboccù de sangue a lù, a lìa, al maritu, a la moie, ai fiji e ai nepoti " declamata in qualche caso addirittura sgranando il rosario per non perdere il filo...ho temuto che insieme alle multe erano sul punto di partire legioni di metastasi con l'ordine di attaccare gli organi vitali degli amministratori e dei loro cari. Si tenga conto che al poderoso coro di maledizioni degli ammendati va aggiunto quello esasperato degli operatori commerciali del paese che temono per la prossima stagione un esodo di massa del turismo giornaliero verso spiagge fuori dal centro. Ed infine le imprecazioni ruminate a denti stretti con gli stomaci contorti ed i fegati spappolati dell'eroico corpo dei vigili urbani a cui va tutta la nostra solidarietà per trovarsi in questa incresciosa circostanza...fra l'incudine e il martello. Ecco l'idea: ieri rimettendo ordine nello scantinato sono saltati fuori tre vasi pieni di monetine da 1, 2 e 5 centesimi, spiccioli che credo tutti abbiamo dimenticati in qualche angolo della casa, con un rapido calcolo ho stimato potevano essere almeno una trentina di euro...giusto il costo di una multa. Allora ho pensato che se noi tutti portorecanatesi facessimo questa super colletta e ci dessero una mano anche i multati forestieri destinando alla causa tutto il rame in esubero...ecco io credo che se non si arriva alla cifra raccolta dalle multe poco ci manca ed a quel punto si possano condonare tutte le sanzioni. L'idea mi pare buona, le risorse ci sono, manca solo la volontà di metterla in pratica e soprattutto...la capacità di uscire dagli schemi. Per quanto riguarda l'onorario da versare al sottoscritto per questo colpo di genio, niente paura...non voglio un centesimo. Solo approfittare dell'occasione per mettere sotto gli occhi dell'elettorato la mia capacità di trovare mezzi come nessun altro e rilanciare la mia candidatura a sindaco. Vorrei invece che l'amministrazione prendesse seriamente in considerazione la possibilità di dedicarmi qualcosa di importante. Dopo aver proposto una via, un'edicola e forse anche qualcos'altro non ricordo bene, stavolta vorrei che alla mia memoria fosse intitolato qualcosa che mi assomigli. Qualcosa che mentre lo guardi non puoi non pensare alla vastità, alla profondità, al mistero. Caldeggio pertanto fin da ora le autorità preposte a contattare i consolati di Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro ed Albania affinché si giunga in breve tempo all'unanime decisione di chiamare con il mio nome...il mare Adriatico!

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Stamattina riflettevo su quanta gente pubblica libri, non per vanità, ma perché bisognosa di raccontare la sua storia...quasi sempre amara. Pensavo che non lo fa solo per liberarsi di un fardello, ma piuttosto per spingerlo fuori di sé e imprigionarlo dentro un libro in maniera che abbia la prova tangibile che è stato espulso dal cuore. Credo risulti molto rassicurante vedere il problema che ci ha assillati per tanti anni inoffensivo sopra il comodino e alla lunga si riesca a convincersi che è tutto finito. Invece c'è la possibilità che il problema non sia stato superato...ma furtivamente congelato! Si percepisce dall'aspetto convalescente degli sguardi, dalla maniera composta e circospetta con cui si muovono, dalla colata di cemento armato con cui impediscono alla felicità di tentarli.

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Sono sempre stato ossessionato dal capire le cause di certi eventi, in questi giorni per esempio ho sempre in testa un verso di una canzone di Battisti "eri bella". Allora giù a testa bassa per capire cosa ha fatto in modo che salisse alla mia coscienza dopo tanti anni con successivo strascico strumentale fino ad ossessionarmi. Pensa che ti ripensa alla fine ci sono arrivato...devo aver visitato qualche profilo fb in cui certe signore mettono nell'immagine di copertina una foto di quando avevano vent'anni...che poi andando a spulciare nell'album viene fatta rimpiangere da quelle recenti. Quell'eri bella probabilmente è stata innescata da uno questi microtraumi e ci tengo a far notare la mia natura di gentiluomo...altri al mio posto si sarebbero fatti venire in mente "Brutta" del defunto Alessandro Canino.

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Stamattina si è consumato l'ennesimo bannaggio del sottoscritto da una pagina religiosa. Dopo essere stato inserito senza preavviso, né mia richiesta di adesione nel gruppo..."una chiesa povera per i più poveri" dopo qualche mio post che ha generato animate discussioni l'amministratrice si è incarnata nelle vesti di Ponzio Pilato ed ha assecondato la mandria di tori imbufaliti che invocava la mia morte virtuale. Ma ho avuto una bella soddisfazione...fra le tante pecore imbiancate ha avuto il coraggio di intervenire una pecora nera. Un signore deve aver percepito in quello che dicevo qualcosa di creativo, probabilmente messo in rilievo dal sentimento distruttivo che seguiva ogni mia affermazione e mi ha invitato a fondare una comunità perché secondo lui avrei fatto migliaia di adepti. Lo ringrazio pubblicamente per essere ancora vivo ed averne dato coraggiosa testimonianza.

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"Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo" (Lc 1,35)
Queste parole rivolte dall'Angelo a Maria in occasione dell'annuncio della miracolosa inseminazione ci fanno dubitare non poco del dogma dell'Immacolata Concezione...proclamato da Pio IX nel 1854 e confermato dalle apparizioni di Lourdes quattro anni dopo. Dal momento che nell'atto del concepimento lo Spirito Santo l'avrebbe purificata con la sua presenza non si comprende la necessità di donarle quel privilegio fin dalla nascita. Un Dio che vuole farsi uomo, per avere piena comunione con la natura decaduta e risollevarla ha bisogno di un donatore integralmente umano e non semi divino. E' lecito che abbia scelto la candidata migliore, ma concepirla senza peccato a mio avviso sarebbe stato barare.

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"Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori" (Is 53,7)
In questo passo del profeta Isaia mi pare di poter leggere l'interiore rassegnazione del discepolo di Gesù giunto alla piena consapevolezza di quello a cui sta andando incontro. Un atteggiamento di resa incondizionata di fronte a tutte le calamità che possono capitare: tracolli, fallimenti, malattie, persecuzioni, morti, abbandoni. Tutte da affrontare in silenzio, a capo chino, come se fossero state predette una dopo l'altra per la nostra edificazione...quali fendenti destinati a squarciare il cuore nel rituale della sua macellazione.

956
"Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio" (Lc 15,21)
Queste parole pronunciate dal figliol prodigo dopo aver abbracciato il Padre al ritorno della sua disavventura contengono a mio avviso la massima densità del sentimento di costernazione che si può verbalmente comunicare. Non ci sono sillabe più adatte per incarnare il dispiacere...ed il Padre coglie pienamente il suo sconforto non lasciando trapelare dallo sguardo il minimo accenno di rimprovero. In questo episodio possiamo contemplare la perfetta contrizione del cuore che genera quel dolore talmente benigno nella sua desolazione da essere in grado di estinguere la pena che si sarebbe dovuta scontare.

957
Nel mondo cristiano è universalmente riconosciuto come massima colpa il peccato, quindi quando si va a fare l'esame di coscienza si passa in rassegna il decalogo e si depenna. Ma c'è una colpa infinitamente più grave, impossibile da quantificare non avendo raffronti con cui poterla paragonare e di fronte alla quale il peccato appare una ragazzata...è l'indurre il prossimo a peccare! Lo trovo molto più grave perché richiede di ricoprire la parte del tentatore e dunque fare le veci del diavolo. Quante volte senza accorgercene indossiamo le vesti della seduzione istigando cuori e sensi altrui ad accendersi per mettersi in cerca di una preda da divorare. Conviene dunque mettere bene a fuoco questo etereo ruolo per scoprire se è ancora al nostro guinzaglio, oppure ci è sfuggito di mano e senza che ce ne accorgessimo il Maligno ci ha arruolati nel suo esercito.

958
Stanotte venendo al lavoro ho visto un uomo dormire lungo il corso sopra una panchina con un piccolo zaino per cuscino. Ho pensato a chissà quanti ce ne saranno senza un tetto per ripararsi e mi sono chiesto cosa li spinge a non suicidarsi. Tutti hanno voltato loro le spalle e dunque a mio avviso sarebbero autorizzati a farla finita con la fondata speranza di risvegliarsi in paradiso. Eppure raramente capita, nonostante i pesantissimi disagi e la fatica di trovare ogni giorno il necessario per non morire perseverano imperterriti nel loro martirio. Noi benestanti siamo i beneficiari del loro eroismo perché qualora si togliessero la vita saremmo noi a doverne risponderne davanti a Dio. Non come cittadini privi di carità, ma come elettori che continuano a votare chi alimenta l'ingiustizia sociale.

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"Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua" (Ap 7,9)
Vorrei invitare a smettere di scrivere sermoni sulle razze, fiumi d'inchiostro per dimostrare che non esistono, che siamo tutti uguali, che il sangue è rosso in tutte le vene, che il dna è il medesimo, che il colore è un dettaglio e dunque prendere atto di questa sensazionale scoperta che ci rende finalmente liberi di acquisire il diritto di non essere stranieri gli uni agli altri...e vivere felici e contenti! Purtroppo però temo che nonostante si sia fatto questo gigantesco passo avanti le cose non potranno che peggiorare visto che l'aggressività umana ha morbosa necessità di facili bersagli per scaricare la propria adrenalina. Così si finirà per scoprirsi radicalmente diversi ed odiarsi per futilissimi motivi al fine di esaltare la propria appartenenza ad una miriade di micro frazioni. Non più bianchi contro neri...ma carnivori contro vegani, interisti contro juventini, antifascisti contro sé stessi. Da quanto risulta dalla Genesi Dio sembra non aver creato le razze, ma alla fine della Bibbia le troviamo citate nell'Apocalisse...quasi l'uomo sapiens, al contrario dell'odierno insapiens, abbia sentito l'esigenza di raccogliersi piuttosto che disperdersi assecondando una prescrizione divina e di propria iniziativa sia evoluto in maniera di determinare somaticamente precisi confini.

960
Io sono convinto che la stragrande maggioranza degli artisti usi la propria arte per servire il diavolo. Quando è possibile lo fa a suon di ragioni e con dovizia di particolari, quando invece queste ultime vengono meno allora si servono della seduzione. Me lo ha fatto pensare l'ultimo successo di Jovanotti..."Viva la Libertà" che mi è sembrato un capolavoro nella strategia del tempismo essendo stato calato proprio mentre veniva smascherata l'inconsistenza dell'attuale pensiero di sinistra...e tutti gli argomenti per difendersi venivano meno. E' stato come quando qualcosa va storto durante una festa e per fare in modo che nessuno se ne accorga si manda a volume alto una musica trascinante che scateni la movida. La musica è molto bella ed anche ciò che dice non sarebbe cianuro, se gli invitati per avvelenarsi l'anima non ci mettessero del loro.

961
Prima di morire noi cristiani dobbiamo passare attraverso l'abbandono dell'orto degli ulivi nel quale possiamo identificare la lavanda dei piedi necessaria per purificare la nostra parte più carnale. San Francesco di Sales nel suo libro..."Trattato dell'amor di Dio" ci offre con poche azzeccatissime immagini una magnifica metafora per descrivere il cammino del cristiano che nel suo termine approda a questo doloroso passaggio. Vado a descrivere in maniera sommaria...Dio ci comanda dapprima di suonare il violino per Lui e noi siamo al settimo cielo vedendolo compiaciuto all'ascolto della nostra esibizione, poi se ne va e dice di continuare a suonare con noi rattristati per la sua assenza, ma rallegrati dal poter almeno sentire la musica. Infine dopo averci privato dell'udito ci comanda di continuare a suonare nonostante Lui non ci sia e noi non possiamo più sentire la melodia. In questa ultima scena possiamo identificare l'ultima  purificazione...l'uomo privato di ogni capacità di sentire unito alla speranza della vita eterna per pura fede. Io credo che alla stessa maniera anche quella che in ambito cattolico viene chiamata "l'eucaristia" ed in quello evangelico "santa cena"...alla fine del mondo debba avere il suo Getsemani e nessuno meglio di me che sono l'incarnazione dell'aridità può fare questa operazione di spogliamento. Direi di procedere così: "Benedici Signore questo pane, simbolo del tuo corpo e questo vino, simbolo del tuo sangue offerti per la nostra salvezza". Prima di spezzare il pane si dica: "Gesù facciamo questo in memoria di te". Infine dopo una pausa di silenzio far seguire la recita del Padre Nostro.

962

A volte ho l'impressione che il problema delle scie chimiche con l'infinito sciame di supposizioni complottistiche che si tira dietro sia un fake. Potrebbe essere stata l'idea geniale del mercato automobilistico per sviare i sospetti sulle pesantissime responsabilità dell'inquinamento e fare in modo che la coscienza popolare puntasse l'indice verso altri obiettivi. Il surriscaldamento globale con il conseguente impazzimento del clima a me sembra sia più logicamente addebitabile all'enorme quantità di gas scaricati da milioni di auto tutti i giorni e tutte le notti, piuttosto che a qualche scia nel cielo un paio di volte la settimana.

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Spero un giorno di venir ricordato per essere stato il primo ad aver diagnosticato l'insorgenza dell'omosessualità, non in qualche individualità, ma addirittura nella globalità d'un genere...quello femminile! E spero di essere esaltato per aver individuato nell'eccessivo pronunciamento delle labbra quando si mettono in posa per le foto...l'erezione dell'improvvisato fallo. Ostentare questa innaturalezza è il naturale parto del processo iniziato a fine settecento dal femminismo...che negli ultimi decenni ha avuto un'esorbitante accelerazione fino a sfociare nell'attuale impennata d'arroganza che rende incapaci di contenere gli orgasmi.

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"dimmi che immagine del profilo hai e ti dirò chi sei"
L'immagine del profilo è la carta d'identità che rivela l'intima essenza dell'utente social e dalla quale si possono trarre significative indicazioni. Spesso capita di vedere intellettuali servirsene per tentare di dare un'impronta di sapienza al fine di attirare chi si aggira nei paraggi a leggere quanto secerne dalle rughe della propria intelligenza. Alcuni puntano tutto sullo sguardo fissandoti dritto negli occhi sicuri di non lasciarti via di scampo, altri assumono pose non curanti per farti capire che puoi fidarti di chi è al di sopra delle parti, altri mettono sorrisi accattivanti, i più maliziosi sullo sfondo di albe o tramonti, altri espressioni severe che annunciano catastrofi con relativi rimedi. Beata ingenuità, ogni faccina conclamata al servizio della seduzione ci dice...che quella pianta è bacata alla radice!

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La poesia è la chiave per aprire la porta della fede ed entrare nel mondo della spiritualità. Chi si sente impotente nel capire la parola di Dio è bene si diplomi nella sua scuola per apprendere il linguaggio del simbolismo. Gesù parla spesso attraverso questo idioma che ha il potere di catapultarci sulle vette della conoscenza ed insieme allo stupendo panorama ci concede la certezza di non aver sbagliato la strada.

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"Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. Ma tutti, all'unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire" (Lc 14,16-20)
Il Signore attraverso questo brano ci svela i suoi due grandi avversari nella lotta per conquistare il cuore dell'uomo...gli affari e l'amore. Se in passato non è mai stato facile tenere a bada queste due tentazioni, in vista della fine del mondo ci viene consegnata un'arma infallibile per combatterle...il grido dello sposo di andargli incontro. Chiunque si trovi di fronte alla scelta fra Gesù e il potere che consegna la ricchezza, oppure fra Gesù e il piacere che consegna la vita sentimentale...ha lo spettro dell'imminenza del suo ritorno a gettare benzina sul fuoco delle sue voluttà terrene. Per questo oggi l'autentica vocazione non si riconosce tanto dai consueti parametri, non si evince da quanto svettano le virtù teologali della fede, della speranza e della carità...ma dal fervore di chi ha sentito l'impulso di mettere l'elemento apocalittico al primo posto.

967

"se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli" (Mt 18,3)
Oggi la maggior parte della gente pur essendo cresciuta conserva in cuor suo il bambino che fu e spesso nei rapporti sociali gli consegna la parte del protagonista. Non occorre essere psicologi per vedere questo sdoppiamento, da una parte la persona giunta a piena maturazione e dell'altra la capacità di infantilizzare i propri atteggiamenti al fine di trovare più sintonia possibile. Per spiegare la stonatura mi è venuto di pensare che forse costoro non sono proprio convinti di essere approdati alla giusta meta ed allora si siano riservati il diritto di tenere in vita quel bambino per avere l'opportunità di rifare il cammino. Le parole di Gesù concedono questa opportunità alla condizione...che prima ci si converta! La conversione dunque quale supremo atto di purificazione necessario per restituire al bambino quel candore perduto a furia di giocare coi bambocci...e finalmente imboccare la strada giusta per diventare grandi.

968

Ci sono cattolici che sembrano lo specchio della perfezione, non gli trovi un difetto neppure se lo paghi oro! In particolare seguo con grande ammirazione una signora che ha sempre la risposta giusta, atteggiamenti di profondo rispetto verso tutti e d'ossequiosa riverenza nei confronti di chi indossa l'abito talare, grande carità...non solo a parole. E' l'incarnazione di quello che ogni cristiano vorrebbe essere, un cavaliere senza macchia dell'esercito del bene. Eppure c'è qualcosa che non convince, qualche dettaglio che non quadra, qualche tassello che non entra...e mi chiedo se un tale capolavoro per avere licenza d'illuminare con tanta profusione il tempo delle tenebre più fitte, non abbia dovuto sacrificare alla causa del demonio...abbondanti porzioni di vangelo?

969

"nessuno può venire a me se il Padre mio non lo attira" (Gv 6,44)
Questa sentenza di Gesù va presa con molta cautela perché può diventare l'alibi per scaricare ogni responsabilità su Dio in riferimento alla nostra mancata adesione alla fede. Per consolidare questa posizione poi si può allegare l'ottima scusa della predestinazione e dunque ci sentiamo dispensati dal muovere un dito per salvarci. Sembra che il nostro destino sia completamente nelle mani di Dio che chissà con quali bizzarri criteri va attirando la gente, che sia suo insindacabile diritto fare il primo passo per indurci ad andargli incontro...invece io temo sia l'esatto contrario. Sono fermamente convinto che Dio attiri soltanto chi lascia intravedere di ritenersene degno! Attraverso un gesto, una parola, persino un pensiero che lo convincano che abbiamo la stoffa per ambire al suo regno e dunque...valga la pena versare il suo sangue.

970

Vorrei sfatare la credenza che Dio abbia creato l'inferno, che lo abbia fornito dei più sofisticati strumenti di tortura e si compiaccia o addirittura goda nel vedere i dannati soffrire. Temo che se l'avesse fatto e nutrisse simili sentimenti non avrebbe più il coraggio di guardarsi in faccia. La nascita del male e la sua diffusione avviene spontaneamente ovunque si rinuncia a perseguire il bene e per l'impossibilità di sussistere del nulla approda a quello stato d'animo conosciuto come inferno che possiamo anche definire...viva ed operante coscienza del caos che si ha dentro! Dopo aver insistentemente avvertito del pericolo a cui si andava incontro, Dio non può fare altro che rispettare la volontà di chi non lo ha scelto.

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"non parlare con gli sconosciuti"
Dopo secoli nei quali certe sentenze espresse dalla sapienza popolare hanno orientato le scelte di generazioni oggi una dopo l'altra vengono depennate dai nuovi codici comportamentali. Nonostante tutti i giorni la cronaca ci sbatta in faccia le tragiche conseguenze di aver dato confidenza a degli sconosciuti gran parte della gioventù continua ad ignorare questa sacrosanta raccomandazione figlia del vangelo..."siate prudenti come i serpenti". Nell'intento di fare le veci di molti genitori impegnati in mansioni più gratificanti vorrei tentare di abbozzare attraverso tre aggettivi l'identikit del più temibile sconosciuto che si possa incontrare affinché si acquisisca qualche elemento per essere in condizione di individuarlo: "bello, disponibile, generoso". Per intuire quanto sia difficile fidarsi di una persona, rischioso appartarsi ed imprudente accettare quanto offre, basti solo pensare a quante donne in tanti anni di convivenza non sono riuscite a vedere il mostro che il loro uomo covava dentro...fino a quando non le ha ammazzate. Ed allora quanto più si deve diffidare di chiunque si avvicina e comincia a tessere la tela della seduzione per manomettere le nostre difese...è sapienza infusa pensare che ognuno di loro possa concepire un futuro demonio!

972

"non giudicate" (Mt 7,1)
Mai mi sono tanto vergognato come qualche mese fa quando mi ero fatto un'idea sbagliata di una signora anziana, una quelle comari che stanno tutto il giorno a spettegolare davanti al suo portone. Poi un giorno l'ho incontrata mentre tornava dalla spesa carica di borse e mi sono offerto di accompagnarla fino a casa. Si parlava del più e del meno quando un signore si è avvicinato ringraziandola calorosamente per le preghiere che a suo dire avevano sortito l'effetto sperato. A quel punto vistasi scoperta mi ha confidato che da qualche anno non potendo fare altro ha sentito la necessità di pregare per tutti coloro che durante le chiacchierate le confessano le proprie disgrazie.

973

"Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina" (Lc 21,28)
La tentazione più subdola per il discepolo del nostro tempo temo sia quella di disattendere a questo precetto. Nonostante il mondo sia marcito da un pezzo si continua a prestare attenzione ad ogni singola manifestazione dell'eterno antagonista pensando di fare opera meritoria nell'ostinarsi a denunciarne le trame. Invece si cade nella trappola di tralasciare di cercare le meraviglie della fede che non si finiscono mai scoprire, né finiscono mai di stupire. Di questa degenerazione possiamo trovarne un esempio nel blog Alarma...un abisso di tenebre capace di sedurre fino al punto d'incatenare lo sguardo. Non credo che Dio sia contento di veder sprecare il nostro prezioso tempo a studiare nei minimi dettagli le dinamiche della massoneria e compagnia bella...non ci si stacca da terra contemplando i suoi orrori, per ricevere lo slancio capace d'innalzare l'anima occorre lasciarsi rapire dal supremo fascino della bellezza divina. In un corretto percorso spirituale non si dovrebbe dunque concedere al maligno più di un attimo d'attenzione...poi immediatamente tornare ad alzare gli occhi al cielo per intravedere la liberazione.

974

Spesso mi capita di finire in mezzo alla baraonda di studenti che scendono dalle corriere di ritorno dalle lezioni alla fermata dell'Hotel House...uno dei più grandi crogioli d'Europa di tutte le razze. Ebbene in mezzo a quel festival delle diversità posso confermare che scompaiono tutte le divisioni...i loro sguardi limpidi e i loro sorrisi sinceri hanno il potere di farci sentire tutti fratelli. E' come se vedessi i volti delle loro anime privi di colori e lineamenti, sentissi i loro cuori pulsare ancora per valori autentici e percepissi sull'onda di tanto clamore la cristallina eco della purezza celestiale. Nel breve tragitto di quei giorni entrano a piedi nudi nel campo della vita e lo fanno con tanto pudore da lasciare allibiti in questo tempo in cui ogni cosa viene calpestata senza ritegno...e spesso con disprezzo. I grandi li sento estranei a causa delle troppe lontananze, i bambini non pervenuti per mancanza di coscienza...ma quei giovani sono come noi eravamo prima di farci vaccinare per evitare ogni risanante contagio. Se il mondo fosse popolato solo da adolescenti credo che il paradiso si degnerebbe di scendere sulla terra, non per applaudire...ma per valutare la possibilità di farsi restaurare.

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Il discorso di Pietro alla Pentecoste io credo debba essere preso quale supremo esempio di come debba parlare un uomo di fede. La prima cosa che salta agli occhi è l'autorità con la quale presiede, poi il dono della più spoglia eloquenza ed infine la capacità di connettere il passato con il futuro passando per il presente. Il principe degli apostoli trasfigurato dalla discesa dello Spirito Santo...diventa un altro! Dovremmo prendere a modello quel discorso quando ci capita di giudicare un testo per verificarne l'attendibilità, oltre che per saggiare il peso specifico dei contenuti, anche dal punto di vista squisitamente letterale. Negli ultimi decenni in questo campo sono state imboccate strade innovative e tentate avventurose imprese che hanno evidenziato quanto la teologia, se non tenuta rigidamente al guinzaglio, possa diventare la tentazione pseudo filosofica della spiritualità e condurre su percorsi evanescenti.

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Nulla risulta più stimolante quanto arduo del trattare il tema dell'eternità e delle sue interazioni con il tempo anche perché si è costretti a costruire teoremi con pochi rozzi strumenti su fondamenta stipate di concetti astratti. Si è portati a pensare che i due siano intimamente connessi come il fiume che sfocia nel mare, ma è anche vero che potrebbero essere estremamente antagonisti dal momento che il tempo al contrario dell'eternità cade sotto l'egemonia della caducità. Temo dunque sia ardito avvalorare l'equazione che l'eternità sia il tempo esteso all'infinito ed inappropriato usare tale unità di misura per circoscrivere la trascendenza...è come se volessimo tentare di quantificare la viscosità dei liquidi esprimendola in centimetri. Questo per far comprendere quanto siano ingerenti tutte le considerazioni che tirando in ballo le tre variabili del tempo...passato, presente e futuro, tentano di dare qualche pennellata d'immortalità. Tre punti cardinali della bussola del genere umano necessari alle nostre capacità cognitive per procedere a tentoni verso l'ignoto.

977

"Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo" (Mc 10,18)
Di fronte a questa affermazione di Gesù si resta assai perplessi pensando a come si possa considerare buono uno che permette l'esistenza dell'inferno. Forse per rispondere non dobbiamo tanto scandagliare la natura dei sentimenti in ballo quanto cercare di sviscerare le estreme risonanze della parola. Per noi è antitetica a cattivo e per quanto possiamo concedere corda alla più certosina delle ricerche, tanto da far risalire l'etimologia della parola alla sua primordiale sorgente...la vediamo evaporare al cospetto della verità. Se Dio è buono allora ogni cosa che esce da Lui, direttamente o come conseguenza, deve essere considerata buona e la condizione necessaria a rendere buona qualsiasi cosa apparentemente cattiva...è che cada sotto l'egida della giustizia.

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"perché tutto quello che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo" (1G 2,16)
La concupiscenza della carne e la concupiscenza degli occhi sono due arpioni attraverso i quali il mondo cattura le sue vittime e le manipola fino a renderle figlie del diavolo. Sono incaricate di fare il lavoro sporco e preparare quello che possiamo considerare il ruggito più dissacrante della natura umana contro Dio...la superbia della vita! Non è facile diagnosticare questa invalidante malformazione dell'essere connaturata alle più intime fibre del cuore, anche perché spesso si nasconde laddove le sue estreme aspirazioni sembrano risultare più che mai legittime. Chi possiamo dunque additare quali pretendenti a rappresentare la profanazione fatta carne? Sembra assurdo...ma proprio quei poveri, disperati ed esclusi che si arrogano il diritto di rivendicare una vita migliore! Se guardiamo il panorama spirituale dalla giusta prospettiva con il supporto della lente d'ingrandimento che ci fornisce il lato oscuro del vangelo ci accorgiamo che, non solo per l'insignificanza che al cospetto dell'Altissimo ognuno di noi incarna ma soprattutto per la nefandezza che secerne, neppure l'ultimo fra gli ultimi potrà mai trovarsi nella condizione...di meritare od esigere.

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In questi giorni sta suscitando più ilarità che dolore la fine fatta dal missionario americano John Allen Cau nel tentativo di evangelizzare gli indigeni della tribù più solitaria del mondo...la minuscola isola di North Sentinel nell'arcipelago delle Andamane. Mentre tentava di sbarcare con una canoa carica di pesci e palloni come dono, al grido..."io vi amo e Gesù vi ama" è stato ucciso da una pioggia di frecciate. In apparenza una vita buttata via per niente, il gesto di un esaltato che ha avuto l'idea più balzana del secolo...ma se caliamo l'episodio nell'ora presente potremmo azzardare l'ipotesi che sia uno dei segni che precedono il ritorno del Signore. E' probabile che il discepolo abbia ricevuto dal Maestro l'ispirazione ad osare tanto affinché si adempiesse la scrittura...quale risposta alla necessità di portare la parola di Dio fino agli estremi confini della terra. Ci è stato comandato di annunciare...e che il missionario lo abbia fatto nella lingua degli indigeni, oppure in inglese credo che lo Spirito Santo non abbia avuto difficoltà a farsi capire. Dunque missione compiuta e non importa se ci troviamo di fronte ad un'altra comunità contro cui scrollare la polvere dei propri sandali, oppure alla possibilità che il suo sangue sia seme per nuove conversioni. Questo episodio è soprattutto l'annuncio ai quattro venti che nonostante il mondo sia popolato di cadaveri in putrefazione, grazie anche a John il vangelo è ancora vivo...ed eroicamente operativo!

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Io credo che la parola proselitismo possa assumere un risvolto tremendamente negativo laddove si cerchi di influenzare le persone per interessi di basso profilo, ma quando si punta in Altissimo allora la si interpreta come un'esigenza inderogabile ed occorre guardare da tutt'altra prospettiva l'opera persuasiva. Nel caso del missionario americano ucciso alle Andamane molti avranno pensato che poteva risparmiarsi quella bravata dal momento che gli indigeni vivono in santa pace da secoli senza fare male a nessuno in un fazzoletto di terra che stando alla ferocia con la quale viene difeso sembra risultare un vero e proprio paradiso. Dunque perché andare a fare la parte del diavolo tentandoli fino al punto di farli cadere nel peccato di omicidio? Possiamo dare una risposta evangelica facendo riferimento a Gesù ed una biblica tirando in ballo Dio. La prima è che il missionario ha fatto il proprio lavoro mettendo in pratica l'esortazione di predicare la buona novella a tutte le genti fino agli estremi confini della terra, lavoro che comporta per lui un rischio infernale...quello di venir ritenuto responsabile della perdizione delle anime alle quali era stato inviato qualora omettesse di fare quanto gli era stato ispirato. La seconda è che a questi privilegiati è tempo venga comunicato che hanno occupato abusivamente un lussuoso resort dove respirano, mangiano e bevono a scrocco da sempre...e se proprio non vogliono pagare l'affitto rendendo al proprietario il culto, magari sarebbe ora che lo conoscessero di persona quanto meno per ringraziarlo!

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"Perciò, ecco, l'attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore" (Os 2,16)
Questo passo del profeta Osea mette in luce un aspetto non facile da intuire. Crediamo di essere padroni di noi stessi ed avere il potere di gestire la nostra libertà, ma nessuna cosa risulta più difficile dell'approdare alla solitudine anche quando la si desidera con tutto il cuore. Andando nel deserto ci portiamo dietro invisibili catene che ci tengono ancorati a sottilissime speranze di felicità terrene non ancora tramontate...e tanto basta per vanificare il raccoglimento seppure ci si trovi al centro del deserto più grande del mondo. Ed allora è Dio ad assumersi questo compito facendo terra bruciata tutto intorno a noi, oppure lasciando al discepolo la facoltà di seguire il diavolo fino all'inferno...per testimoniargli la sua disfatta prima del tempo.

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"Se non crederete non comprenderete" (Is 7,9)
Pensare non è che il primo passo del percorso evolutivo della bestia che c'è nell'uomo verso quel trascendente che incombe su di lui per innalzarlo, ma purtroppo gran parte dell'umanità nonostante abbia raggiunto conquiste inimmaginabili in ogni campo non è capace di esercitare il più elementare talento. Della piccola parte che coraggiosamente se ne è assunta la facoltà occorre fare un'ulteriore selezione che rende il panorama più che mai desolante perché il pensiero è un timone che se ben orientato conduce in cima alle vette della sana conoscenza, ma se mal governato spinge verso i precipizi della più erudita ignoranza. Il pressapochismo con cui la filosofia tratta la sfera soprannaturale mi fa pensare che nonostante sia affollata da campioni del mondo della ginnastica mentale tuttavia dopo 2700 anni di ragionamenti non siano ancora arrivati a distinguere i due pilastri della verità: il bene dal male! Chiunque voglia salire in cattedra per fare da guida per prima cosa deve sapere quale sia la meta da raggiungere affinché possa pianificare la strada da percorrere...e non girare a vuoto con il rischio di trasformare il pensiero in un veleno delegato ad ammazzare il tempo che ci è stato concesso per evitare l'inferno. Dunque il pensatore di professione per andare oltre deve riporre nel cassetto per un attimo il suo prezioso strumento, buono per girare in lungo e in largo...ma d'intralcio per salire in alto.

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"senza di me non potete fare nulla" (Gv 15,5)
Da un po' di tempo sto seguendo un personaggio che va per la maggiore, il filosofo Diego Fusaro spesso ospite in trasmissioni televisive. Mi piace quello che dice, la pacatezza con la quale espone, il piglio con cui difende ed il furore che trasuda quando inchioda i traditori del proprio credo. In questo momento è l'astro nascente del panorama mediatico e promette sfaceli, ma da qui a diventare stella cadente di questi tempi il passo è breve. Stando alle parole di Gesù per compromettere quanto di buono si incarna non è necessario sbagliare qualcosa, basta la presunzione di voler fare da soli. Su questo scoglio si sono infrante ideologie che in teoria cavalcavano la perfezione, ma una volta calate nella realtà sono state dissolte come neve al sole dal rude calcagno dell'umana barbarie. Molte delle sue posizioni in ottica cristiana sono pienamente condivisibili e mi stupisco che non prenda posto a pieno titolo e con tutti gli onori fra i credenti. Se non si lascia aiutare presto comincerà a morire divorato dal tumore di sentirsi il Dio del suo cuore. Oppure stanco di lottare e senza più forze verrà contagiato dal morbo del più crudo egoismo che va falcidiando questa generazione senza decoro. E quel giorno farà la morte più atroce...diventerà uno di loro.

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Stanotte ascoltando a radio Maria le preghiere mi sono reso conto di quanto i cattolici siano stati rincoglioniti da secoli di formule recitate senza avere coscienza di quello che si dice e ormai non riescono più a realizzare. In pochi minuti Maria è stata declamata una decina di volte con il titolo di vergine: vergine santissima, vergine purissima, vergine degna di onore, vergine degna di lode, vergine immacolata, vergine potente, vergine prudente, vergine fedele e dulcis in fundo affinché non potesse essere insidiata da altre vergini nella sua gloria verginale, pure vergine delle vergini. Se ci pensiamo bene poi "vergine" equivale a "non penetrata" e credo sia di cattivo gusto battere continuamente su questo tasto durante le preghiere...oserei dire blasfemo. Forse in ambito clericale si è sentita l'esigenza di sottolineare questa virtù quale risposta alla frustrazione di aver dovuto fare il voto di castità e pronunciandola susciti un retrogusto libidinoso...sappiamo che la lingua batte dove il dente duole. Mi hanno infastidito questi continui riferimenti alla sfera sessuale ed ho pensato che non c'è alcun merito nell'essere vergine a meno che la madonna non sia riuscita a restarlo respingendo gli assalti di un Giuseppe arrapato tutta la vita.

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"ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto" (Gv 15,2)
Ieri ho elogiato Diego Fusaro, oggi intendo criticarlo per farlo migliorare mettendogli sotto gli occhi tre difetti che a mio parere ne velano lo splendore: la vanità, la trascendenza e l'avidità. Per quanto riguarda il primo troppe foto ed in pose troppo accattivanti, troppi riflettori puntati sulla propria vita a cominciare dall'infanzia, troppa grazia fiondata in faccia ai nullatenenti. Il destino gli ha già dato tanto, per non far esondare ulteriormente il suo io sarebbe oppurtuno fare qualche taglio. Il secondo l'ho chiamato trascendenza ed alludo all'atteggiamento di superiorità che molti intellettuali hanno nei confronti dei loro fan che li esime dal mettere like ai commenti e dal dare risposte alla plebe che chiede, se non quelle da dedurre dal..."così parlò Zaratustra" quotidiano. Il terzo ed ultimo difetto è l'avidità, l'ho trovato nel suo blog dove insieme alla varie finestre c'è quella delle donazioni. Uno che insegna all'università e riceve un buono stipendio, vende molti libri che gli fruttano cospicui guadagni, si fa pagare per tenere conferenze...mi pare una nota insopportabilmente stonata chiedere altri soldi per la causa.

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Inoltrandomi per i sentieri della conoscenza mi sto rendendo conto che molti filosofi sono stati folgorati sulla via della sapienza da qualche "Padre della volatile Materia" ed abbiano ricevuto nell'impatto un battesimo di sangue che li ha introdotti nella sacralità del pensiero analitico. Quando Fusaro parla di Marx gli si illuminano gli occhi proprio come quando le mamme raccontano dei loro bambini e da questo si può capire che certi "testi icone" colpiscono decisamente e spietatamente al cuore. Socrate, Platone, Heidegger, Kant, Spinoza, Nietzsche hanno forgiato colonie di discepoli disposti a seguirli fino alla morte, mentre pare che Gesù non eserciti la minima influenza sulla categoria nonostante abbia copiosamente filosofeggiato...e mi sono chiesto perché? Come prima ragione...il fatto che seguire il Signore comporta un ridimensionamento notevole del proprio io che temo sia inaccettabile da parte di chi rivendica un'autenticità priva da ogni condizionamento rivelato dall'alto e scevra da ogni atteggiamento servile. Come seconda ragione...al contrario dei filosofi che possono al massimo abbozzare allettanti scenari lasciando così ampio spazio all'immaginazione di chi ne eredita i principi, Gesù ha dato precise e lungimiranti disposizioni riducendo la possibilità di esercitare, oltre all'uso della ragione, quella di lanciarsi in quei virtuosismi della riflessione che infiammano l'anima dei professionisti della professione. Come terza ragione...la parola di Dio richiede soprattutto ascolto al fine di non porre ostacoli al rapimento nella contemplazione, che risulta ostica per chi ha fatto del dibattito la sua delizia tanto da indurre a pensare che conversare nel nostro tempo sia diventata un'attività densa di erotismo.

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Dopo la caduta il concetto di verginità io credo sia mutato e da allora non è stato più possibile concepirla attraverso la difesa della propria integrità fisica, psicologica o spirituale. Dopo quell'atto la consistenza di ogni purezza è venuta meno e per rifondarla si deve percorrere tutto il cammino che conduce alla piena presa di coscienza della propria corruzione. Se non c'è verginità del cuore la carne si corrompe all'assalto del primo pensiero impuro nonostante si facciano le barricate e siccome si dice che sotto il cielo solo Maria di Nazaret sia stata preservata in questo stato fino al parto del Messia...effimera è ogni verginità. Nella maddalena abbiamo l'esempio della ricostituita verginità, una verginità che non può più essere insidiata poiché ripudiato dal profondo ogni elemento che turbi il riconquistato status originale. Può suonare blasfemo, ma la verginità di Maria di Nazaret è una verginità inferiore rispetto a quella della maddalena che faceva la prostituta...alla stessa maniera del paradiso terrestre nel quale è penetrato il peccato, rispetto al Regno dei Cieli che verrà.

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"In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo" (Mt 5,26)
Quando ero cattolico e credevo all'esistenza del purgatorio pregavo molto per la liberazione delle anime spinto dalle testimonianze di numerosi santi che avevano avuto visioni terrificanti. Poi mi sono stati aperti gli occhi e mi sono reso conto che pregavo affinché si compiesse un'ingiustizia...e finalmente compresi che quelle visioni erano suscitata dal demonio. Ammesso che il purgatorio esista e non lo credo, poichè penso che la purificazione sia intessuta all'interno del nostro vissuto quotidiano lungo il percorso della via angusta che conduce alla salvezza...così come lo presenta la chiesa si ha l'impressione che sia gestito dalla politica italiana laddove se si prendono trent'anni si ha la possibilità di dimezzare la pena attraverso mille espedienti. Il Signore a quanto pare è di tutt'altro avviso ed a chi ha avuto familiari uccisi da feroci assassini non gliene frega niente se una messa detta in suo suffragio ha il potere di liberarlo anzitempo dal giusto castigo, non gliene frega niente nemmeno del sangue di Cristo sacrilegamente offerto per questa intenzione. Se hai mentito, rubato, ucciso e ti sei pentito...il suo sangue ti ha salvato, ma per il resto devi pagare fino all'ultimo spicciolo. I sacerdoti profanano il suo sacrificio sulla croce in cambio del vile denaro ogni volta che abusando del sangue versato per la nostra salvezza lo usano nella vana intenzione di far uscire la gente di galera prima del tempo.

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"Lo Spirito Santo scenderà su di te, la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra" (Lc 1,35)
Oggi festa dell'Immacolata Concezione voglio dare una spallata a questo dogma, non sulla base di un'approfondita analisi delle traduzioni del testo sacro che ci palesano tre possibilità in riferimento al celebre versetto..."piena di grazia"..."riempita dalla grazia"...o "favorita dalla grazia". Sono per l'ultima ipotesi che ha il potere di cambiare il corso di tanta meditazione teologica e buttare fuori dalle chiese e dai cuori dei credenti tanta idolatria. Voglio farlo ispirato da quanto afferma il Vangelo attraverso un semplice ragionamento. Che bisogno c'era di farla nascere immacolata quando non appena lo Spirito Santo fosse sceso su di lei, non appena la potenza dell'Altissimo l'avesse coperta con la sua ombra..sarebbe stata resa immacolata anche se fosse stata indemoniata?

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"Se il Signore non vigila sulla città, invano vegliano le guardie" (Sal 127)
Quale lezione ci ha voluto impartire stanotte il Signore lasciando che accadesse l'immane tragedia di Corinaldo dove sono morti cinque ragazzi giovanissimi ed una mamma che aveva accompagnato la figlia per timore che potesse capitarle qualcosa di male. Tragedia accaduta forse non a caso proprio nel paese natale di santa Maria Goretti, figura di altissimo profilo, esempio luminosissimo da additare ai nostri giovani per ritornare sulla retta via. Io credo che la lezione sia questa: I figli in certi inferni se educati cristianamente non dovrebbero neppure avere desiderio di andare, ma se anche ciò non fosse avvenuto sapendo i pericoli che corrono di questi tempi si dovrebbe impedirglielo a furia di ceffoni...e purtroppo stanotte abbiamo visto che non li proteggiamo neppure se li accompagnamo.

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"Ndu si statu in velle, cus'ì fattu gné"
Questo è un proverbio del nostro dialetto che più passa il tempo più sento coniato appositamente per il sottoscritto, tradotto in italiano suona così..."Dove sei stato? Da nessuna parte. Cosa hai fatto? Niente". Lo penso per la mia veste di testimone della fede, ho dedicato tanto tempo ed impiegato preziose risorse al fine di mettere a fuoco e porre davanti agli occhi di tutti validi motivi per far saltare il banco...sia dell'incredulità, che della falsa devozione. La sola consolazione è pensare che potrebbe non essere stata la qualità del mio operato ad essere carente, quanto l'incapacità di intendere e di volere che impera nelle coscienze.

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"Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui" (Mc 8,38)
Sto prendendo atto che molti cristiani hanno un vero e proprio blocco di fronte all'eventualità che Gesù abbia usufruito della sessualità per esprimere pienamente la propria natura umana. Quando si paventa la possibilità che possa aver avuto una relazione sentimentale con la maddalena nella quale abbia esercitato come ogni altro uomo l'erotismo, apriti cielo...si viene bollati del peccato di lesa maestà. La chiesa afferma che avrebbe potuto farlo ma non lo fece, che assumere una realtà non significa necessariamente adoperarla, facendo in tal modo intuire un disagio profondo di fronte ad un Dio schiavo del più animalesco degli istinti. Ed allora vergognandosi di quella debolezza a cui Gesù ha voluto cedere per incarnare tutto lo spettro della natura umana...la chiesa cattolica lo rinnega.

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Mi sto rendendo conto che è sempre più profondo lo stato di alienazione a cui viene sottoposto il pensiero critico in ambito religioso, pensiero che si dibatte fra l'ortodossia degli enunciati para dogmatici emessi dalle chiese e la necessità di mettere in moto la ragione in maniera autonoma per scandagliare i misteri ed orientarsi verso la verità liberatrice. L'alienazione del cattolico in alcuni casi rasenta la prostrazione perché oltre a dover subire l'insindacabile giudizio di chi si reputa infallibile a proposito di ogni questione, anche in temi nei quali non era affatto richiesto pronunciarsi, è costretto a chinare il capo di fronte alla seduzione dello spirito comunitario che lo convince a piegare il ginocchio davanti al diabolico motto che campeggia nelle coscienze deboli...uniti si vince!

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Ogni volta che accadono disgrazie immani come quella di ieri a Corinaldo la televisione ci informa che intervengono equipe di psicologi per sostenere i familiari delle vittime che all'improvviso si trovano catapultati dentro il dramma della morte. Non riesco ad immaginare cosa uno psicologo possa dire in simili circostanze laddove l'eccellenza delle più opportune parole non può essere recepita da chi è sprofondato nel più cupo dei dolori. Allora penso che forse restino in silenzio facendo sentire che la loro competenza, qualora fosse richiesta, è a loro disposizione. Io invece credo che in quei momenti non serva tanto una presenza terapeutica, quanto piuttosto una figura che pur restando in silenzio sia capace di comunicare quello che rappresenta...il sacerdote.

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A volte capita che il pc che abbiamo dentro dopo aver elaborato in lungo e in largo il materiale inconscio comunichi le risposte. Non avevo mai compreso il muro alzato da una mia amica a cui avevo fatto il torto di aver saltato la visita per gli auguri di Natale alla sua famiglia, fallo certamente grave, ma non da meritare l'espulsione. Una famiglia composta da tre persone...padre, madre e figlia nella quale il padre e la figlia erano laureati con tanto di brillanti carriere di cui essere fieri, mentre la madre una semplice casalinga. Spesso mi ero trovato ad essere testimone di questa frattura ed ogni volta a rilevare gli "atteggiamenti superiori" dei due alleati e la mortificazione della parte lesa. Morì il padre e dopo qualche anno anche la madre e fu proprio in quell'occasione che nel suo cuore scese il gelo nei miei confronti. Ora ho compreso che fu un atteggiamento di autodifesa messo in atto per soffocare il senso di colpa generato dall'aver denigrato la madre per tanti anni. Il suo rancore verso di me, capro espiatorio colpevole in quell'occasione di averla fatta soffrire, veniva usato per coprire la sofferenza che lei le aveva inflitto...impossibile da sopportare ora che era morta.

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Ogni volta che viene Natale ai miei occhi si palesa una sconcertante anomalia. Quella di prendere atto che sono il presepe, il panettone, e la cena della vigilia a generare gli impulsi capaci di connetterci con la celebrazione della nascita del Salvatore, anziché la contemplazione del mistero della sua incarnazione. Proprio come se un corpo morto si riuscisse a rianimarlo, non attraverso il massaggio cardiaco, ma facendogli il solletico. E temo che sia un antimiracolo!

997

Mi capita spesso quando visito i profili di personaggi famosi di contemplare la lunga lista della sezione..."premi e riconoscimenti" e provare una punta d'invidia. In previsione che un giorno possa diventare anch'io famoso, magari all'improvviso, non voglio farmi trovare impreparato perciò ho pensato di buttare giù un lista dei miei successi. Se possibile vorrei includere anche il mio primo riconoscimento che risale alla prima elementare, ricordo che la terribile maestra Cavalli un giorno dopo aver corretto le aste e i cerchietti mi disse davanti a tutta la classe...bravo somaro! Durante il servizio militare il sergente De Luca in occasione delle esercitazioni al poligono di tiro di Cuma ubicato sulla spiaggia mi fece vivissimi complimenti per aver tutte le volte mancato i bersagli...ma centrato il mare. Poi ricordo un attestato di partecipazione ad un concorso di poesie a Colli del Tronto con una nota di merito per essere arrivato in anticipo. In un'amichevole durante la pausa invernale a Campocavallo di Osimo un guardalinee mi disse che avevo fatto un bel primo tempo. Quand'ero ragazzo poi una perla di riconoscimento...avevo rubato una rosa da un giardino privato per fare colpo su una ragazza e da come il proprietario da quel giorno mi ha guardato ho capito che mi aveva riconosciuto. Infine l'ultimo ieri sera, una psicoterapeuta al cui giudizio avevo sottoposto delle mie riflessioni deputate al recupero psico spirituale di chi ha vissuto l'esperienza dell'aborto, dai toni usati mi ha lasciato intuire che non ci sarebbero gli estremi per essere radiati dall'ordine degli esaltati.

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"non posso fare delle mie cose quello che voglio?" (Mt 20,15)
Attraverso questa affermazione di Gesù tratta dalla parabola dei lavoratori della vigna, Dio rivendica il diritto di fare ciò che vuole con quello che gli appartiene e tutto gli appartiene, uomo compreso. Questo principio io credo si possa estendere a maggior ragione anche all'esercizio della propria libertà. Non come la nostra libertà che per assumere quello status di esistere che le permette di ascendere a valore vivificante deve vincolarsi ai dettami della verità. La libertà di Dio non è soggetta a limitazioni nell'agire perché qualunque cosa faccia, seppure al giudizio del nostro sguardo cada sotto il marchio dell'illecito o dello sconveniente, non deraglia dal binario della perfezione. Per questa ragione ritengo spericolato giudicare il modus vivendi di Gesù! Scandalizzarsi se si paventa che fosse stato sposato ed abbia avuto figli significa mettere dietro le sbarre una porzione della sua libertà...e pensare che potendolo fare non lo abbia fatto seppure per la più nobile delle ragioni, per la sua libertà esserne finita in ostaggio.

999

Le comunità cristiane "sono in questo mondo ma non sono di questo mondo"...e come tali sono le uniche realtà sotto il cielo a non poter essere misurate ricorrendo ai consueti canoni. Godono ottima salute quando s'innalza la qualità della fede dei singoli a prescindere dalla quantità, sono moribonde quando pullulano di fedeli osannanti ma incapaci di sopportare i silenzi.

1000

"non cade foglia che la massoneria non voglia"
In questo tempo in cui il diavolo ha preso pieno possesso del mondo, credo di non fare un'operazione illecita sostituendo il soggetto del noto proverbio...lasciando invariato il resto e inalterato il senso. E siccome mai come quando opera il maligno si è autorizzati a pensare male, viene naturale sospettare che l'attentato di ieri sera a Strasburgo sia stato...se non ordinato quanto meno sollecitato ed in ogni caso benedetto da chi gestisce il potere al fine di sviare l'attenzione dai gilet gialli che hanno cominciato la rivoluzione.

1001
Adamo ed Eva in paradiso potevano mangiare i frutti di tutti gli alberi del giardino tranne uno, quello della conoscenza del bene e del male, ingannati dal serpente osarono disubbidire mangiando il frutto proibito e furono cacciati. E' curioso notare che nella beatitudine dell'Eden ci si nutrisse soltanto di frutti e per la gioia dei vegani pare la carne fosse bandita. Siccome il peccato originale che ha tirato addosso al genere umano catastrofiche ripercussioni è stato originato da un peccato ancor più grave, l'astuzia del serpente, il peccato di indurre in tentazione i due protagonisti...viene di pensare che anche gli animali abbiano dovuto subirne le tragiche conseguenze. Così come per il peccato di un uomo il castigo è ricaduto su tutti gli uomini, alla stessa maniera potrebbe essere che per il peccato di un animale il castigo sia ricaduto su tutti gli animali. Il serpente è stato l'Adamo degli animali e forse può sembrare ardito pensare che Dio, proprio in funzione di quel verdetto, li abbia condannati a mangiarsi fra di loro ed essere cibo per il nostro sostentamento.

1002
"Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio" (Gv 7,24)
Questo imperativo il cui spirito risuona in lungo e in largo nel vangelo in riferimento alla condanna, condanna che spesso procede dall'aver giudicato in maniera errata, io credo si possa estendere anche all'eventualità opposta...quella di giudicare benignamente senza avere le necessarie garanzie su cui fondare l'elogio. Temo che parlare bene di qualcuno superficialmente, beatificarlo perchè si ha un buon cuore e dunque ci si sente autorizzati a dispensare gratuitamente medaglie al valore...sia un modus operandi figlio della menzogna. Si finisce per ingannare, per disegnare profili illusori a cui, grazie a sponsorizzazioni a prezzi stracciati, viene poi concessa l'opportunità di peggiorare la realtà.

1003
A volte cerco di immaginare in quali termini potrebbe svilupparsi una tavola rotonda nella quale fosse invitato anche Gesù di Nazaret. Se di fronte alla sua maestà i soliti noti possano perdere l'uso della parola restando impietriti, o se invece troverebbero il coraggio per dialogare e qualora così fosse attraverso quale linguaggio? Forse l'incomunicabilità non si manifesterebbe tanto per la distanza delle posizioni in campo, quanto per la dialettica anticristica che negli ultimi decenni si è consolidata nell'elite dell'eloquenza...sia mondana che teologica. Il vangelo di Giovanni è quello che più degli altri ci presenta un Gesù filosofeggiante, ma al contrario della teologia imperante quello che dice risulta chiaro anche agli ignoranti. Ponendo la verità come timone non è costretto a seguire percorsi contorti da necessitare illuminazioni artificiose per renderli percorribili, essendo inoltre la Verità è dispensato dal cadere nella tentazione di ricorrere a termini desueti che spesso vengono calati, più per rincuorare le proprie insicurezze, che per chiarire i concetti.

1004
Per dimostrare l'esistenza di Dio o quanto meno del soprannaturale stasera mi è venuta un'idea davvero banale. Mi è parso che si possa riuscire nell'impresa contemplando quel piccolo mondo che è il corpo umano. L'ho guardato come fosse una macchina e mi sono chiesto come mai una volta che il motore si ferma non sia più in grado di ripartire nonostante tutti gli organi siano in perfette condizioni. Immaginiamo si potesse pompare sangue nel cuore con una forza molto superiore a quella che viene pompata quando è in vita...in maniera da spingerlo fino ai più estremi capillari carico di una potenza ridondante d'energia. Portandolo nel frattempo alla giusta temperatura e badando che tutti gli altri parametri siano regolati nella loro fase operativa. Ebbene non si spiega perché la vita non ritorna autonomamente a pulsare. Ed allora dobbiamo convenire che esiste un soffio vitale che a noi sfugge e dal quale la vita non può prescindere, un afflato che ogni volta che esce dal cuore attraverso un battito rinvigorisce ogni atomo, un alito che ad ogni anelito genera il miracolo della vita.

1005
"Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?" (Lc 15,4)
Ieri sono rimasto molto stupito nel vedere che un sacerdote in riferimento alla tragedia di Corinaldo è uscito dal coro per prendere le difese di Sfera Ebbasta. Servendosi del passo sopra citato scagiona il rapper e dal banco degli imputati lo pone fra le vittime additandolo quale pecora perduta. Io credo che ci troviamo di fronte ad uno scandalo originato dall'isterismo di una vocazione che pur di eccellere sconfina nel paradossale. La posizione è viziata nel suo presupposto poiché per essere considerate pecore perdute è necessario prima essere appartenuti al gregge del buon Pastore...e ad una prima occhiata non sembra proprio che l'elemento in questione sia cresciuto nelle giovani marmotte. Volendo essere puntigliosi si potrebbe obiettare che potremmo certificarne l'appartenenza anche solo per il fatto d'aver ricevuto il battesimo, fatto la comunione e la cresima, ma anche in questo caso non bastano sacramenti imposti in età scolare per spogliarsi da lupi e vestire da agnelli...serve tutt'altro! I tempi sono diventati talmente foschi che temo neppure Gesù abbia potuto prevedere l'eventualità, che non solo le pecore si potessero perdere...ma anche il pastore.

1006
"odia il prossimo tuo come te stesso"
Preso atto che la parola amore è stata irrimediabilmente inflazionata da un uso scellerato tanto da essere stata avallata a pieno titolo persino in riferimento ad animali e cose, per fare in modo che torni a sollecitare le coscienze mi è parsa cosa buona ribaltare il secondo comandamento, Gesù permettendo...senza tuttavia mutarne minimamente il senso. Oggi la maggioranza degli uomini sono figli delle tenebre e dunque quando si parla di amore è come se si alludesse a qualcosa di lontanissimo di cui non si ha che una vaga idea. Quando invece si parla di odio allora si è nel proprio, suona sinistramente familiare ed auspico che illuminando con questo verbo i panorami affettivi si possano toccare le corde più intime del cuore per indurle a provare un risanante dolore.

1007
Dio si è sempre servito delle guerre per rifondare l'interiorità dell'uomo, per riposizionarlo nell'atteggiamento ideale a comprendere il senso della vita e del dolore, per fargli toccare con mano le nefaste conseguenze di non ascoltare le sue parole. Da qualche anno tuttavia sembra che l'eventualità di un conflitto su vasta scala sia sempre più remoto, le diplomazie sono diventate avamposti di eserciti intenzionati a disarmarsi, sul campo assistiamo a scaramucce che spesso si risolvono dopo aver mostrato i muscoli...e se degenerano in ambito regionale i focolai si spengono poco dopo che si accendono. Vista nell'ottica terrena mettere il bavaglio alla guerra sembra la più grande conquista dell'umanità, ma dall'ottica divina la sua abolizione rappresenta la tragedia delle tragedie. Significa che Dio ha smesso di lottare per la nostra salvezza e ritiene ormai vano ogni tentativo di riportare indietro il termometro della moralità. La depravazione è ascesa ad immediata portata di tutti ed in men che si dica si tornerebbe alle condizioni di prima.

1008
"Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno al supplizio eterno" (Mt 25,44-46)
Non c'è passo più allarmante nel vangelo che tenga in apprensione la nostra sorte eterna dell'inappellabile sentenza emessa da Gesù per il giorno del giudizio...sentenza che ad un primo esame sembra decretare nella mancanza di carità verso il prossimo il principale capo d'accusa che condanna all'inferno. Un passo che mi ha sempre lasciato perplesso perché in forzosa sincronia con l'evoluzione dell'ideale percorso di fede cristiano, un passo volto pericolosamente ad esaltare il becero umanesimo di chi fa del buonismo il proprio vertice messianico. Ma forse il Signore attraverso quelle parole voleva far balenare il sintomo d'un malessere ben più profondo per indurci ad andare oltre...evidenziando che ciò che sembra riguardare il versante delle opere di misericordia corporale, possa invece riferirsi a quello delle opere di misericordia spirituale. Che con quel..."avevo fame e sete, ero forestiero, nudo, malato e prigioniero" Gesù abbia inteso, non le necessità materiali della sua simbolica presenza proiettate nel fratello, ma le esigenze spirituali della sua reale incarnazione nel cuore del discepolo. Incarnazione che una volta concepita attraverso la conversione non è stata poi adeguatamente alimentata fino al punto di farla arrivare a compimento. Quanto questo sia grave lo si può intuire presagendo in quell'operazione la più autentica possibilità che ha sempre avuto Dio di incidere nel vivere quotidiano attraverso l'uomo, di evangelizzare e dunque migliorare il mondo. In quelle condanne si denuncia la suprema negligenza d'aver tralasciato di seminare nelle anime quel nutrimento teologico che avrebbe portato ogni vocazione a confessare insieme a san Paolo: "non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me". Non essere stato riconosciuto in fasce nel cuore dei suoi piccoli proprio da alcuni di coloro che erano deputati a testimoniarlo, purtroppo va a sottolineare la più catastrofica delle verità: i cristi che costoro si erano scolpiti dentro, che hanno determinato le loro scelte e guidato i loro cammini...altro non erano che falsi cristi.
1009
A volte può capitare di nascondere problematiche inerenti la nostra struttura psicologica dietro morbose urgenze sentimentali. Viviamo la mancanza d'un amore quale stato di convalescenza in attesa della rivelazione dell'agognata chimera...cullandoci nell'illusione che possa guarire tutti i nostri mali. Assomigliamo a scialuppe che vagano per il mare in cerca dell'isola che non c'è, ma ci ostiniamo a credere che da qualche parte eccezionalmente per noi esista e tenendo lo sguardo fisso all'orizzonte per non vedere che imbarchiamo acqua da tutte le parti...navighiamo imperterriti. Il naufragio che ne deriva invade le fibre più intime del presente segnalando macroscopiche lacune che denunciano squilibri generati dal disordine con cui sono state, prima forgiate e poi assemblate, le singole componenti della nostra personalità. L'imperativo allora è scuoterci con ogni mezzo possibile dal supremo incantesimo dell'amore che ruba oro colato al nostro tempo prezioso e ci costringe a nutrire il cuore con la più crudele forma di auto cannibalismo...il sogno.
1010
"Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture" (Gn 3,7)
Credo vi siano vari modi per ripristinare nel proprio cuore magari per qualche istante il paradiso:essere buoni, avere tutto ciò che si desidera, godere ottima salute, sperimentare la vera libertà, glorificare Dio...ed io leggendo la Genesi ne ho scovato un altro molto singolare e forse più potente di tutti gli altri. Dopo aver disubbidito Adamo ed Eva si accorsero d'essere nudi e colti dall'imbarazzo generato dall'avvento del pudore si coprirono con delle foglie di fico. Dunque possiamo supporre che un contatto con il paradiso sia possibile anche riuscendo a vincere la vergogna di fronte alla propria nudità. Per ovvii motivi non possiamo concepirla per quella corporale, ma attraverso la nudità del cuore si può stabilire una connessione...confessando candidamente le nostre debolezze, le nostre miserie, le nostre cattiverie.

1011
E' risaputo quanto Dio abbia a cuore la causa dell'orfano e della vedova! In questo Natale 2018 sarebbe più che mai salutare se riuscissimo a calarci nei loro panni fino a sentirci legittimamente orfani della madre di tutte le gioie, essere figli di Dio...e vedove del padre della suprema speranza della vita eterna. Basterebbe prendere coscienza per un attimo di quanto sia diventata pagana persino sopra gli altari questa festa per veder compiersi il miracolo...ottenere il suo favore e concepire nel deserto del nostro cuore la nascita del Salvatore.

1012
Per quanto il pensiero della morte mi abbia sempre accompagnato e la tentazione del suicidio preceduto, per quanto io l'abbia desiderata a volte morbosamente devo dire che pensare di morire ultimamente non mi entusiasma affatto. Così ho cercato una via d'uscita per evitarla ed ho scoperto d'essere un privilegiato in quanto nella mia veste di profeta posso sperare di seguire la sorte di due miei illustri colleghi, Enoc ed Elia...che furono esentati dalla comune sorte e portati in cielo su un carro di fuoco. Siccome si dice che non c'è due senza tre posso sempre sperare d'essere il predestinato a vincere questa bizzarra lotteria. Ma se così non fosse il nostro tempo mi offre un'altra grande possibilità, quella della fine del mondo che sembra quanto mai imminete. Il ritorno di Gesù nella gloria eviterebbe all'ultima generazione di morire poiché si andrebbe al giudizio universale e poi direttamente in paradiso o all'inferno. Se invece anche questa opportunità svanisse allora chiedo a Dio la grazia di non essere colto all'improvviso, che mi sia concesso il tempo di andare ad esalare l'ultimo respiro in qualche luogo solitario dove potermi raccogliere per spogliarla d'ogni inganno e riuscire a vederla quale realmente è per l'orizzonte che spalanca...una cosa buona e bella. Se qualcuno volesse venirmi a salutare raccomando che lo faccia con grande letizia come quando si accompagna in stazione un amico in partenza per una sospirata vacanza.

1013
A volte mi chiedo cosa possa spingere la madre d'una ragazza violentata e uccisa ad assistere all'esecuzione del suo carnefice seduta in platea come fosse alla prima d'uno spettacolo...forse un morboso desiderio di giustizia intriso della più crudele vendetta? Mi chiedo se dal suo cuore esondi solo odio puro oppure vi sia spazio per una mediazione destinata a suscitare sentimenti di perdono o addirittura qualcosa di più imperscrutabile? Per cercare di capire cosa possa albergare nell'interiorità d'una madre investita da un simile tsunami forse dobbiamo inquadrare l'evento da una prospettiva assurda ed alla stessa protagonista inconscia. Io credo che nello spasmodico tentativo di legittimare un senso all'accaduto e riabilitare l'intera parabola terrena dell'amata, sia tentata di assolvere colui che ha messo fine alla sua vita compiendo così l'ultimo atto come lei aveva compiuto il primo...quasi fosse stato tutto scritto. Lei le aveva dato la vita, l'assassino la morte, nulla di più intimo può legare i due antipodi d'un esistenza, nulla di più controverso può segretamente affratellare. E per quanto i due atti nella sfera temporale si respingano ferocemente al cospetto della divina volontà si completano misticamente.

1014
Pochi giorni fa mi è capitato di fare alcune sedute da un osteopata, se posso permettermi di consigliarlo...l'ottimo Matteo Ricci, per un problema al ginocchio causato fra l'altro da un indebolimento del quadricipite iniziato molti anni fa. Per recuperare il tono muscolare non mi ha prescritto pesanti esercizi di potenziamento, ma un semplice e per nulla faticoso movimento...quasi uno scherzo. Tendere la gamba e tenerla sollevata per venti secondi con la punta del piede leggermente piegata verso l'esterno. Allora gli ho chiesto come era possibile che uno sforzo quasi impercettibile avesse potuto sortire qualche effetto su un muscolo tanto importante...e mi ha dato una risposta quanto mai illuminante. Ha detto che quell'esercizio era finalizzato a stimolare il risveglio della memoria delle cellule interessate, affinché riprendessero coscienza di quello che erano deputate a fare e si rimettessero al lavoro. Questo principio credo sia necessario applicarlo anche nella spiritualità e per superare lo stallo in cui ci siamo impantanati smettere di evangelizzare attraverso i consueti canali...basta prediche, sermoni, minacce dell'inferno, paradisi e purgatori. Attraverso qualche elementare richiamo intellettivo stimolare il risveglio della memoria di Dio nel cuore.

1015
Qualche giorno fa sono trasalito quando ho visto una coppietta di ragazzi, intendesi un maschio e una femmina, baciarsi lungo il corso...erano secoli che non ne vedevo. Fino a qualche anno fa gli innamorati si baciavano ovunque si trovassero senza timore di apparire sconvenienti o scandalizzare ed erano benedette quelle effusioni...ora sono estinte e temo non sia per una questione di pudore. Allora ho messo in moto gli eserciti di neuroni che mi sono stati dati in dotazione ed in men che si dica è arrivata la risposta esatta. Tutta colpa degli smartphone e del collegamento emotivo a cui si resta perennemente ancorati! La libido che un tempo poteva accumularsi fino a far esplodere il desiderio sessuale ora attraverso le numerose micro pulsioni derivanti dall'attività dei telefonini genera una serie di micro orgasmi che ogni volta dilapidano il patrimonio accumulato per al rapporto di coppia. A patire le conseguenze di tanta vulnerabilità sono soprattutto gli uomini e purtroppo per mogli e fidanzate spesso non resta che qualche svogliata carezza e un po' di tenerezza.

1016
Nella vita di Gesù c'è una parentesi surreale e forse proprio per questo percepita come di nicchia, un minuscolo segmento temporale nel quale si è mosso in incognito palesandosi sotto altre sembianze...sono i quaranta giorni che vanno dalla risurrezione all'ascensione. Apparve a Maria di Magdala, agli apostoli dentro la casa e poi sul lago di Tiberiade, ai discepoli di Emmaus...ogni volta quasi come fosse un fantasma. Ed è proprio in quella fase che come cristiani dobbiamo riconoscerci, non ancora spirito ma non più solo carne, desiderosi di salire al cielo ma trattenuti dalla terra, irriconoscibili quali suoi discepoli...se non agli occhi dei pochi a cui è stato concesso di vederci. Se la nostra conversione è stata autentica siamo morti al mondo e risuscitati a nuova vita...e questa nostra nuova vita non può che essere configurata nel grembo di quei quaranta giorni nei quali a Sua immagine e somiglianza, sotto mentite spoglie...vaghiamo come fantasmi.

1017
Pur essendo Giuda il personaggio più maledetto della storia è stato tuttavia capace di un gesto che la maggior parte dei cristiani neppure si sognano fare almeno una volta nella vita, rinnegare l'idolo più osannato dal genere umano...il dio denaro! Un gesto di immensa portata che gli restituisce una cristallina dignità e per certi versi lo rende degno della santità. Presa coscienza dell'enormità del suo peccato getta i trenta denari d'argento nel tempio e ritiene che solo la morte possa restituirgli un barlume di redenzione. Quanti di noi oggi pur tradendo quotidianamente lo spirito del vangelo in mille maniere, forse meno eclatanti ma sicuramente altrettanto laceranti, si sognano di porre in opera un tale atteggiamento capace di inchiodare in un angolo il padrone del mondo? Di metterlo alla porta, di non dargli confidenza, di guardarlo di traverso e tutte le volte che ci passa per le mani di percepirne l'estrema pericolosità? Al di là dell'effimero compiacimento che nutre il nostro ego quando lo usiamo per fare il bene, quanti di noi riescono a percepire lo stato di mediocrità a cui ci sottomette rendendoci spiritualmente...peggiori di Giuda.

1018
Il poeta in genere viene considerato forgiatore di immagini qualora possieda tanta fantasia, oppure ricettore di invisibili realtà quando abbia il dono di un'acuta sensibilità. Inoltrandomi nella magnifica campagna fra Porto Recanati e Potenza Picena mi sono imbattuto in alcuni lussuosi agriturismi forniti di ogni confort che sono un vero e proprio scempio, non solo al paesaggio ed al buon gusto, ma anche a quella genuina essenzialità che ha sempre contraddistinto la vita rurale. Allora il poeta che c'è in me ha recepito il grido di dolore della natura attraverso un'immagine raccapricciante ed ho visto uno splendido volto di donna sfigurato dall'acido...in quelle campagne.

1019
Dei sette vizi capitali in genere si è portati a pensare che quello della gola sia un po' meno capitale degli altri e sovente si eccede senza timore di sovraccaricare le coscienze. Invece a mio avviso nel nostro tempo è il più usato dal demonio per incatenare le anime e trascinarle verso l'inferno...ora che l'arte culinaria è diventata patrimonio universale attraverso le innumerevoli parate mediatiche. La virtù più bandita dai maestri della new age gastronomica è indubbiamente l'evangelica semplicità e vediamo sempre più spesso piatti che potremmo definire..."arcobaleno" nei quali coesistono sapori, colori e profumi fino a ieri in contraddizione. Siccome riempire lo stomaco e deliziare il palato non è sembrato abbastanza si è arrivati a voler saziare persino l'occhio equipaggiando ogni piatto d'un fastoso supporto scenografico. I promotori di tale deriva dell'alimentazione sono da considerarsi a tutti gli effetti falsi profeti che istigano alla depravazione ed i siparietti nei quali esibiscono le loro malizie da temere come spettacoli a luci rosse.

1020
L'altra sera guardando Roberto Bolle danzare ho scoperto che al pari dei più grandi ballerini, basti citare i divini Vaslav Nijinsky e Rudolf Nureyev, è omosessuale. Allora ho pensato che non poteva essere un caso ed ho cercato di capire cosa dell'attività che svolgono questi artisti possa inclinare verso tale opzione. La danza è una disciplina che per la severità dell'impegno richiesta potremo definire paramilitare...tutti i giorni per tutto il giorno con certosina devozione a perpetuare la tensione di ogni muscolo del corpo fino all'inverosimile. E' ragionevole ipotizzare che l'evoluzione del cambiamento di genere abbia inizio nell'adolescenza e si debba attraversare il trauma di rompere la normale concezione del rapporto uomo-donna cominciando dal sentirsi psicologicamente svuotati dell'energia necessaria per ottenere l'erezione...dall'avvertire un rigetto all'idea in contro tendenza di dover sollecitare un muscolo, non per dovere, ma per piacere. Da ciò ne deriva un esodo di massa delle pulsioni sessuali verso il ruolo passivo del rapporto, il solo che permette la sopravvivenza di un'intimità di coppia.

1021
Da qualche decennio si va diffondendo una concezione della vita in controtendenza che sembra la scoperta dell'America in materia filosofica, un desiderio di volontà di decrescita a cui a volte si aggiunge l'aggettivo felice per esaltare il sentimento di liberazione dalla schiavitù del consumismo che persegue. Un'ottima scoperta se non fosse paragonabile a quella dell'acqua calda. Tale atteggiamento è da sempre stato caldeggiato da Dio sotto il nome di penitenza ed ogni conversione autentica non può non avvalersi di tale contributo quale spina dorsale della propria vocazione, dunque...niente di nuovo sotto il sole.

1022
"E Dio disse: facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza" (Gn 1,26)
Questo passo della Bibbia m'induce a vedere Dio nell'atto di creare l'uomo come fosse un pittore che tenta di riprodurlo sulla tela e lo fa abbozzandone soltanto in maniera goffa i contorni tanto da farci pensare che chiunque di noi avrebbe potuto fare di meglio. Niente colori, nessuna espressione del viso, né alcun cenno che lasci intuire la direzione verso cui orientarsi per completare l'opera. Avevo sempre pensato che avrebbe dovuto crearci, più che a sua immagine e somiglianza almeno con un'impronta genetica nella nostra carne della sua stessa sostanza, in maniera da metterci nelle condizioni ideali per ridurre il gap che ci separa. Solo ora comprendo che se ci avesse fatti come avremmo desiderato ci avrebbe usato la peggiore delle violenze privandoci della libertà e ci avrebbe negato quel ruolo di cooperatori nell'edificazione del nostro io che ci innalza ad una regale dignità. Da quando Gesù ci ha rivelato che Dio è nostro Padre ha posto ogni genitore che si appresta a fare un figlio nelle sue identiche condizioni e dunque chiamato a forgiare la nuova creatura secondo gli stessi criteri e attraverso lo stesso percorso. Se ci guardiamo intorno purtroppo tocca prendere atto che nell'educare in genere si oscilla fra due posizioni estreme...entrambe altamente distruttive. Molti non si degnano di fare neppure lo schizzo per delimitare almeno il perimetro e rendere un'idea di cosa debba essere un uomo...lasciano il foglio bianco delegando a chi non sa neppure impugnare una matita il compito di auto prodursi in un capolavoro. Altri invece, che reputo i più deleteri, si dannano l'anima affinché nel disegno non manchi neppure l'estremo dettaglio al fine di ottenere dei cloni di sé stessi destinati a vagare come fantasmi in cerca di un'identità che permetta loro di confessare...io sono.

1023
Certe emozioni restano impresse nel cuore ed ogni volta che tornano in mente fanno tremare le coscienze! Questo ho pensato dopo che un anziano signore mi ha raccontato un episodio accaduto tanti anni fa quando era un giovane autista di corriere. Un giorno mentre una ragazza stava scendendo alla fermata le aveva fatto degli apprezzamenti piuttosto pesanti in materia sessuale...seppure in tono amabilmente scherzoso. Lei era scesa ed aveva attraversato la strada senza accorgersi che nell'altra corsia stava sopraggiungendo l'auto che l'avrebbe uccisa. Io ho avuto l'impressione che quel signore si senta responsabile della sua morte, che sospetti che le parole imbarazzanti che le aveva rivolto davanti a tutti l'avessero turbata fino al punto di farle dimenticare di usare un minimo di prudenza nell'attraversare. Da quel giorno convive con questo dubbio atroce ed ora che gli resta poco tempo ogni volta che racconta la sua storia sente la necessità di confessarlo, nella speranza che qualcuno se ne accorga...e lo aiuti a liberare il pianto.

1024
La carità è la maggiore fra le virtù cristiane ed a mio avviso di questi tempi nei palcoscenici del mondo e degli altari la più indossata dei travestimenti. Quanto invertebrato buonismo o spettacolare filantropia vengono spacciate e confuse con la regina dell'amore! Persino Dio prima di farsi uomo non la conosceva bene ed è stato necessario che prendesse la natura umana per sondarne la fallacia ed acquisire la capacità di amare. Solo mettendosi nei panni di Gesù ha potuto condividere tutto ciò che ci rende bisognosi, prima ancora che d'essere amati...d'essere compresi. Ed allora la carità nasce solo in chi ha sperimentato la propria debolezza, la propria miseria, la propria cattiveria...nei cuori di chi sa giudicare senza lasciarsi sedurre dalla tentazione di condannare.

1025
Non mi pare di dire un'eresia affermando che la maledizione del tempo abbia cominciato a scandire i suoi rintocchi nell'istante in cui Adamo ed Eva furono cacciati dal paradiso. Prima di allora imperava l'eternità e forse era bandito anche lo spazio, almeno nella percezione con cui lo immaginiamo. Dunque il fluire del tempo insieme alla manifestazione dello spazio sono stati i due pilastri punitivi su cui poi avrebbero poggiato tutti gli altri castighi. Con il sacrificio di Gesù sulla croce è come se lo spazio fosse stato espropriato delle barriere del limite ed il tempo investito di un ruolo regale che ha arricchito il giorno di un'ora legale...per permettere fino alla fine del mondo un'effusione straordinaria di luce.

1026
"Giobbe infatti pensava: Forse i miei figli hanno peccato e hanno offeso Dio nel loro cuore" (Gb 1,5)Per mettere in rilievo la distanza che c'è fra un genitore come dovrebbe essere e come invece lo intendiamo noi abbiamo il luminosissimo esempio di Giobbe il quale non si preoccupava che i figli stessero bene o non succedesse loro nulla di male...il suo unico timore era che potessero offendere Dio! I suoi sette figli e tre figlie non è che facessero gli sfaceli che fanno oggi i nostri giovani, si incontravano in casa per mangiare e stare in lieta compagnia...null'altro! Forse proprio in virtù dell'innocenza dei loro passatempi e del fatto che fossero ricchissimi, dunque sprovvisti della zavorra che tiene ancorati gli spiriti alle necessità, Giobbe temeva potessero peccare nel segreto dei loro cuori attraverso pensieri impuri e per questo si adoperava per purificarli offrendo olocausti. La situazione oggi si è capovolta, invece di temere che i nostri figli offendano Dio viviamo quotidianamente nel terrore che possa loro accadere qualcosa di brutto...incidenti, malattie, fallimenti. E non teniamo conto che il peggio che possa accadere non è neppure la morte...ma l'inferno!

1027
"C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe" (Lc 16,19-21)
Gesù attraverso la parabola del ricco Epulone ci svela la via infallibile per andare in paradiso...la sofferenza. Infatti il povero Lazzaro sembra aver guadagnato il più ambito dei privilegi senza dover fare altro, quasi fosse esentato dall'atto di fede o altre condizioni che si impongono per rendersene almeno degni. Ci viene detto che era un nulla tenente e come se non bastasse anche molto malato. Viene anche segnalato che i cani leccavano le sue piaghe e questa notizia non so se debba essere presa quale ulteriore aggiunta di tormento ed umiliazione nella sofferenza, oppure unico sollievo. Dunque pare si possa avvalorare l'equazione che basti soffrire per salvare la propria anima senza neppure dover dare la propria adesione...ma temo che se così fosse allora il sale della dottrina perderebbe tutto il suo sapore. Io credo che il dolore non sia il prezzo da pagare per salvare la propria anima, ma piuttosto la condizione necessaria affinché la verità si palesi ai nostri occhi in maniera talmente limpida da rendere impossibile ogni tentativo di respingerla.

1028
Oggi dopo aver sentito parlare Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita e gran cancelliere del Pontificio istituto Giovanni Paolo II, ospite della trasmissione di Corrado Augias...ho trovato l'ennesima ottima ragione per uscire di corsa dalla chiesa cattolica. L'arcivescovo in pochi minuti di intervista, non solo non ha saputo dire nulla di buono, ma ha anche scardinato alcuni pilastri della dottrina cristiana negando l'esistenza dell'inferno e della vita eterna. Se io fossi stato ancora cattolico avrei pensato...ma perché devo stare nella stessa barca in compagnia di questo miscredente, chi mi impone di respirare la stessa aria di questo parassita, cosa ho da spartire con questa serpe? Invito i cattolici a recepire l'insostenibilità di avere qualcosa a che fare con simili elementi capaci di far insorgere lo stesso disgusto che genera un prete pedofilo colto sul fatto. Per liberarvi dalla nausea imponete alle vostre coscienze un ultimatum che non lasci via di scampo alla benché minima mediazione...o via lui, o via noi!

1029
Chi ha subito traumi non trova pace, vaga seminascosto nell'ombra del tragico evento che l'ha segnato, in compagnia dei rimbombi della sua eco, perennemente in preda ad una sotterranea ansia. Questo pensiero mi ha ispirato la disavventura vissuta dall'attrice Elena Sofia Ricci violentata all'età di dodici anni da un conoscente...disavventura che è riuscita a rendere nota solo dopo molti anni. Un marito ed una famiglia esemplari, una stupenda carriera da attrice, un esercito di amici ed ammiratori, un'assidua frequentazione degli studi degli psicologi e come ultima spiaggia la spettacolarizzazione della propria odissea attraverso la confessione in diretta televisiva...non sono tuttavia riusciti a liberarla. Tanto rumore per nulla si potrebbe obiettare, tanta fatica solo per sfiancarsi al fine di bruciare rabbia e frustrazione, tutte le strade sono state battute...tutte forse tranne una. Quella che conduce in un luogo solitario dove il silenzio sia talmente puro da sciogliere il pianto dell'anima...e la solitudine talmente intensa da far percepire la divina Onnipotenza.

1030
Fra le molte trappole mortali disseminate nella Sacra Scrittura per dividere il grano dalla zizzania, io temo ve ne sia una accuratamente nascosta per catturare l'ultimo ruggito della farisaica superbia...la tentazione del millenarismo! E' risaputo quanto abbia attraversato le epoche ricaricandosi ogni volta d'energia bramosa d'esplodere e proprio in questo nostro tempo dalle tinte marcatamente apocalittiche sembra aver trovato le condizioni ideali per materializzarsi. Dall'ottica escatologica biblica è impossibile negare che ci si trovi di fronte al più cruciale degli svincoli nella via crucis della storia...la fine del mondo, o in alternativa l'avvento del regno di mille anni annunciato nel libro dell'Apocalisse. Mille anni che suonano sospetti e in dissonanza con la sobrietà che ha sempre contraddistinto l'agire di Dio nel cammino del suo popolo verso la terra promessa...d'improvviso la croce, il conflitto, la tribolazione, vengono riposti in soffitta e lasciano che gli eletti per mille anni facciano passerella al fianco del loro Maestro, anticipando di fatto il paradiso sulla terra. Mi pare di capire che aderendo a tale convinzione si possa cadere nella medesima tentazione nella quale caddero gli ebrei arrivando a pretendere un Messia alle loro dipendenze in questo mondo...ed allora questo chimerico regno altro non potrebbe essere che lo stato di beatitudine interiore che si genera nei cuori di coloro che durante la vita hanno il privilegio d'incontrare il Signore. Questo desiderio che muove i primi gemiti dentro le viscere della corruzione, dal momento che reclama Dio insieme al suo antagonista, denota il maturare d'una vocazione figlia d'una sete di potere smaniosa di regnare che ritengo il peggiore degli approdi della fede. Un approdo nel quale ci si sente più degni d'appartenere alla stirpe della regalità divina...che grati d'essere stati miracolosamente salvati.

1031
Ieri un altro barbone è morto di freddo, non sono un medico ma un po' di idraulica me ne intendo e siccome il nostro corpo è una macchina credo di poter immaginare come avviene il decesso di chi è costretto a dormire all'aperto. Di notte con la temperatura che scende sotto zero il sangue in circolazione in una delle vene più periferiche, quindi a contatto con l'esterno, si congela ostruendo il normale flusso, a quel punto quello pompato dal cuore non trova sfogo e ritorna indietro bloccando l'ingranaggio...più o meno dovrebbe andare così e la morte avviene per arresto cardiaco. Si parla tutti i giorni delle necessità di coloro che hanno una vita difficile...migranti, italiani, cani e gatti randagi, ma quando muore un senza fissa dimora tutti inspiegabilmente tacciono. Proprio come se fossimo tutti d'accordo che ha fatto la fine che merita, proprio come se avessimo l'esigenza di passare oltre prima possibile per non molestare la coscienza, proprio come se rappresentasse quello che noi diventeremmo se smettessimo di lottare per il superfluo e non vogliamo vederlo, proprio come se con l'aver perduto tutto avesse perduto anche il diritto di vedersi riconosciute le più sacrosante priorità.

1032
Ripensavo alla violenza subita da Elena Sofia Ricci e l'escalation di violenze che si può supporre abbia generato il suo tentativo di fare in modo che quell'orrore restasse confinato nel suo cuore. Il suo silenzio ha innescato una bomba che è esplosa seminando una miriade di focolai di violenze cieche, mute e sorde. Dal suo silenzio è scaturita un ulteriore indicibile violenza nei confronti di sé stessa per non aver voluto beneficiare per tanto tempo di alcun supporto, inoltre altra violenza cannoneggiata ferocemente contro sé stessa per aver privato il padre del sacrosanto diritto di proteggerla e la madre di consolarla. Ancora violenza contro sé stessa e forse qui siamo alla radice motivazionale del perdurare dell'agonia...il non riuscire a perdonarsi di non aver reagito, di essere rimasta impietrita e incapace di muovere un dito in sua difesa o di partorire un grido. Dalla sua omertà è ragionevolmente probabile che siano scaturite altre violenze da parte del carnefice nei confronti di altre adolescenti, crimini che si sarebbero potuti evitare se l'avesse denunciato e fatto arrestare. Altre innocenti come lei a causa del suo silenzio violentate ed altre famiglie in cui è deflagrata la disperazione.

1033
Non se ne può più di sentire parlare di economia, tutti super competenti, ognuno con la sua ricetta appena sfornata per uscire dalla crisi e ristabilire il paradiso sulla terra. Io non capisco niente di economia ma siccome ho la facoltà di allinearmi al pensiero di Dio posso dire la mia su tutto con buona probabilità di parlare diritto. Non appena liberato il pensiero per rincorrere lo status attuale dell'economia mi è apparsa l'immagine di una balena spiaggiata! Allora ho compreso che dal punto di vista del sistema produttivo siamo usciti dall'elemento nel quale è possibile per l'organizzazione sociale...respirare. Stiamo agonizzando perché non siamo stati creati per produrre ricchezza e goderne, ma per ricavare il necessario per vivere. Da un paio di secoli siamo spiaggiati, da quando i due pilastri destinati da Dio al nostro sostentamento, pesca e agricoltura a cui possiamo lecitamente associare artigianato e commercio, sono stati asfaltati dall'avvento di quella che possiamo a tutti gli effetti identificare in una bestia apocalittica...l'industrializzazione.

1034
"Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi" (Lc 19,41-42)
Il pianto di Gesù su Gerusalemme al contrario di quello avvenuto in occasione della risurrezione di Lazzaro nel quale scoppiò in pianto, dunque un crollo improvviso e copioso...fu un pianto discreto, amarissimo e silenzioso. Non pianse per l'immane tragedia della morte che si sarebbe abbattuta su tanti innocenti, quello di Gesù fu il pianto di un padre che aveva preso coscienza del suo fallimento nel crescere il proprio figlio. Quel giorno si arrese all'evidenza che agli occhi del popolo ebreo era stata nascosta la via della pace e sul suo cammino di uomo veniva calata e doveva essere percorsa fino in fondo la via della croce.

1035
"E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano" (Mc 7,36)
Spesso Gesù dopo aver operato miracoli intimava ai beneficiati di non divulgare la notizia e questo poteva sembrare autolesionista per la causa che invece per la sua affermazione esigeva la maggiore diffusione possibile. Forse era talmente morigerato da voler evitare ogni eccesso, oppure anche lui umanamente ammantato d'una sottile patina di falsa modestia, oppure furbescamente sapeva che se una cosa vuoi farla circolare a velocità supersonica devi raccomandare di tenere la bocca chiusa. Invece io credo che la risposta possa venirci da due episodi narrati nel vangelo, due lampi di luce che innalzano la questione sul piano della fede. Nella parabola del ricco Epulone Gesù afferma che la potenza della parola dei profeti nella sua opera di convincimento è superiore persino al più clamoroso dei miracoli. Poi quando invita Tommaso a mettere le dita nel suo costato ed esalta la beatitudine di coloro che crederanno senza vedere. Ecco io credo che il Signore cerchi di reclutare discepoli di prima qualità e questo è possibile soltanto attraverso l'adesione per pura fede, solo coloro che credono alla sua parola senza incentivi straordinari acquisiscono i requisiti necessari per ambire all'elezione. Il miracolo dunque come supporto alla sua parola e mai viceversa, pena...un ancoraggio alla fede fragile ed esposto agli assalti della caducità.

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Ancora sull'attrice Elena Sofia Ricci...che fra poco mi ci manda! Con un pizzico di fantasia sono arrivato a pensare che alla radice della sua vocazione professionale possa esserci stata proprio la violenza subita. Dal momento che si era imposta di tenersi tutto dentro temo che dall'età di dodici anni abbia avuto l'esigenza di nascondere il suo volto sfregiato dietro altri volti...fino a quando non ha sentito l'improrogabile necessità di emigrare dentro altri personaggi per sprofondare più lontano possibile. A questo si aggiunga l'estremo disagio di convivere in famiglia ed in particolar modo con sua madre che seppure in buona fede l'aveva consegnata al carnefice...e verso cui è facile supporre covasse del rancore per nulla facile da gestire. Ho avuto la fortuna di sapere quale enorme potere di fare "tabula rasa" eserciti nell'interiorità l'arte di recitare e forse proprio questa è stata la potente droga necessaria per non sentire il cuore pietrificato di quell'adolescente...urlare!

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C'è un santo amatissimo dal popolo cristiano che io considero uno stupratore seriale delle coscienze...padre Pio! Stamattina ascoltando la narrazione di un episodio della sua vita, uno dei migliaia di episodi del genere, mi è saltata agli occhi questa verità. Quando si trovò di fronte il grande tenore recanatese Beniamino Gigli, il frate lo fissò aspramente dicendogli queste parole: "tu ti chiami Gigli, come il giglio che è simbolo di purezza, ma tu sei un giglio insudiciato, perché tradisci tua moglie ed intrattieni una relazione segreta con un'altra donna. Ti chiami Beniamino, un nome che significa benvoluto da Dio, ma tu non sei affatto benvoluto da Dio a causa dello stato deplorevole della tua anima". A quel punto il tenore crollò in ginocchio piangendo. Sembra tutto regolare, il peccatore si è pentito...ed invece è uno scandalo perché il religioso ha abusato del dono di scrutare le coscienze per violentare la libertà altrui. Anche Gesù aveva lo stesso potere, ma mai una volta si è permesso di smascherare l'intimità delle persone con atti terroristici...e chi più del Messia era in diritto di fermare qualsiasi passante ed elencargli i propri peccati? Al santone di Pietrelcina piaceva vincere facile, piaceva giocare sporco, piaceva umiliare ed offendere, piaceva puntare il mitra e sparare in faccia a chi era disarmato. Le confessioni che ha ottenuto sono state tutte estorte con la più brutale coercizione e dunque non hanno alcun valore perché invece di rendere liberi sottometteva al proprio dominio. Guardiamo invece con che rispetto e delicatezza Dio riprese re Davide attraverso il profeta Natan...prima lo innalza a giudice di una storia simile alla sua e quando ottiene la giusta condanna del colpevole gliela cala nella sua vicenda mettendolo di fronte alle proprie responsabilità. A volte la sottile differenza che intercorre tra santoni e santi non la evidenziano i soliti parametri...ma il modus operandi.

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Dal 18 al 25 gennaio come tutti gli anni va in scena la settimana di preghiera per l'unità dei cristiani e chi possiede una coscienza viva percepisce lo stagnante sentimento d'impotenza che impedisce di pregare con il cuore poiché certe separazioni si percepiscono sacrosante! Ognuno rivendica la pretesa che la propria chiesa possieda la pienezza del beneplacito divino dopo essersi accecato fino al punto d'averne fatto un idolo e tuttavia si sente in dovere di mediare delle intese nel nome d'un ecumenismo che affratella greggi di pecore oscure in un girotondo rigorosamente intorno al mondo. A separare non sono mai le diatribe dottrinali o le isterie di certi leader, ma la necessità dello Spirito Santo...di respirare!

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Ieri sono andato a fare un giro al cimitero verso le due del pomeriggio quando non c'è nessuno e si può cogliere l'oro della meditazione. In quell'oasi di pace camminando ho percepito una nota stonata...una nota di vita. Sulla tomba di un signore sorridente era scritto..."sono sempre con voi, in gamba". Che persona squisita dev'essere stata...lo immagino bello, solare, una solida spalla su cui potersi appoggiare...proprio tutto il contrario di me. E talmente sensibile da sentire l'esigenza di rassicurare i suoi cari raccomandando di non rattristarsi. Ebbene voglio lasciare scritto anch'io un pensiero che rassereni, un pensiero che ogni vedova vorrebbe leggere nella tomba del proprio marito: "tranquilla, sono qui...e non mi muovo".

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"Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto (Lc 16,22)
Vorrei porre l'attenzione su un dettaglio che trapela dalla parabola del ricco Epulone e che svela quello che ci accadrà dopo aver esalato l'ultimo respiro. Questo passo ci toglie ogni illusione sulla possibilità che la morte sia una liberazione, che non appena disfatta del corpo la nostra anima acquisisca la facoltà di piroettare a proprio piacimento nell'immensità. Gesù ci informa che non appena varcato il confine ci troveremo davanti un comitato d'accoglienza deputato a scortarci fino alla dimora eterna. Se siamo stati ritenuti degni del lieto fine sarà una schiera di angeli a portarci in paradiso, in caso contrario, e qui mi prendo la responsabilità di completare quello che il Signore ha avuto la delicatezza di tacere per non infierire...una legione di demoni a prenderci in consegna per condurci all'inferno.

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Pensa che ti ripensa credo di essere riuscito a capire perché i cani siano tanto amati e quando vengono a mancare gettano nello sconforto più totale proprio come se fosse morto un familiare. La sua maniera esplosiva di manifestare l'affetto ogni volta che lo si incontra va a cavalcare magistralmente una pulsione che abbiamo vissuto tante volte nella prima infanzia...quando eravamo piccini e chiunque c'incontrava ci faceva le feste ponendoci prepotentemente al centro dell'attenzione. Proprio in virtù della capacità di aver risvegliato quel sentimento che ci faceva sentire appassionatamente amati, svelato il mistero e ripristinato l'ordine...dovremmo essergliene eternamente grati.

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"amerai il prossimo tuo come te stesso" (Mc 12,3)
Questo comandamento sembra palese fino alla banalità, ma siccome Gesù non dice mai nulla di banale e raramente di palese forse può nascondere un significato più profondo. Nel prossimo senza ombra di dubbio siamo soliti identificare l'altro, ma chi ha una vita interiore sa che esiste nel nostro intimo un soggetto con il quale ci confrontiamo continuamente, capace di innalzarci fino al cielo o farci sprofondare all'inferno. E forse Gesù, che spesso sperava si intuisse in non detto, alludeva in primis al clandestino che si nasconde nel nostro cuore, al fomentatore di conflitti, al dissipatore di pace.



LA VIA CRUCIS DELL'ABORTO

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"Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno" (Lc 23,34)
Prima di inoltrarmi nell'argomento vorrei mettere in chiaro che queste riflessioni non devono essere prese come un atto d'accusa, ma piuttosto quale suprema manifestazione della carità e non mirano tanto a scuotere le coscienze quanto a toccare i cuori. Detto questo mi sembra d'aver trovato un percorso teologicamente percorribile per redimere chi ha commesso il peccato d'aborto ed allo stesso tempo restituire a quei bambini rifiutati una vita degna di significato. Mi sono reso conto che hanno in comune con Gesù due elementi di capitale rilevanza: l'innocenza e la morte cruenta. Queste due caratteristiche hanno il potere d'investirli del ruolo di Messia mandati nella carne per la salvezza di coloro che hanno concorso alla decisione di interrompere la gravidanza. Si riapriranno le porte del cielo se riusciranno a dare a questi bimbi un nome e riconoscerne questa missione.

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Io credo che coloro che hanno avuto la sventura di vivere l'esperienza dell'aborto siano fra le persone interiormente più dilaniate perché avvertono nel dormiveglia della loro coscienza la pressione di un incubo. Come se fosse loro accaduto che una notte rientrando a casa in macchina un po' brille a velocità sostenuta, per evitare di finire fuori strada abbiano investito un cane...o almeno tale era sembrato. Con il tempo però il ricordo delinea sempre meglio i suoi contorni e paventa la possibilità che possa essere stato, non un cane...ma un essere umano. Giunti a quel punto si possono fare due cose: seppellire tutto fino al giorno del giudizio, oppure prendere il coraggio a quattro mani e tornare sul luogo del delitto.

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"Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto" (Gv 19,37)
Su molte questioni per andare oltre occorre metterci una pietra sopra, ma ce ne sono altre nelle quali la pietra occorre sollevarla con grande energia...una di queste è l'aborto! Da un po' di tempo vado ragionando su questo delicatissimo argomento e mi sono chiesto se il giorno del giudizio i bambini abortiti, al pari di tutti gli altri morti, saranno risuscitati. Se così fosse si rende necessario un percorso che consenta a chi è stato coinvolto nell'infausta decisione...di alzare la testa e guardarli negli occhi! Al seme piantato nel grembo delle madri è stato negato di venire alla luce della terra, ma all'anima forgiata da Dio nell'atto del concepimento nulla può impedire di sbocciare nel cielo. Quindi si può ragionevolmente supporre che quel giorno ce li troveremo davanti in carne ed ossa perché in carne ed ossa erano quando sono stati eliminati.

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Da quando mi sono messo a riflettere sull'aborto sono riuscito ad immedesimarmi nelle vesti di tutti i protagonisti: le mamme, i padri, le famiglie, il medico, l'ostetrica, lo psicologo...ma mai fino ad ora avevo pensato di mettermi nei panni del bambino. Per cercare di carpire i suoi stati d'animo nel brevissimo tragitto dalla vita alla morte mi pare di poterlo paragonare ad un ragazzo che è stato invitato ad una festa da una bellissima signora. Tutto contento si prepara pregustando il piacere di conoscere nuova gente e chissà quante altre sorprese gli riserverà la giornata...e si avvia verso la stupenda villa. Giunto davanti al cancello suona il campanello per immettersi nel giardino, il cancello si apre e gli brillano gli occhi all'udire le voci che cominciano a rallegrare il suo silenzio. Ma ad un passo dal portone all'improvviso, senza alcun preavviso...gli arriva in faccia una mazzata micidiale che lo inchioda a terra facendolo sprofondare in una notte senza luna e senza stelle. Ecco io credo che ogni bambino abortito subisca questo tipo di rifiuto...non che gli venga comunicato gentilmente, non che gli venga intimato freddamente, ma barbaramente certificato!

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L'aborto è da considerarsi a tutti gli effetti un omicidio, fra quelli contemplati nel nostro sistema giuridico può essere configurato nella categoria più grave: quello premeditato. Questo reato è punibile con l'ergastolo, ma se si uccide un bambino dentro il grembo si partorisce la mostruosa illusione che sia morto per volontà di circostanze avverse in un'imprevedibile incidente di percorso. Sappiamo che un peccato per essere considerato mortale deve soddisfare tre condizioni...la materia grave, il deliberato consenso e la piena consapevolezza. A discarico dei colpevoli in questo caso si può sicuramente addurre che manchi la piena consapevolezza...e quindi se ne rende necessario il recupero per mettere ogni coscienza di fronte alle proprie responsabilità ed intraprendere un percorso di risanamento. Il tempo passa e si pensa che possa accatastare tanto materiale emotivo da spegnere ogni eco, ma la vittima di quell'omicidio è viva e vuole essere disseppellita.

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In merito all'aborto la sofferenza del bambino è stata per parecchio tempo il fulcro del mio pensiero, come se tutto ruotasse intorno a questo fattore per legittimarlo o meno. Pensavo che se era limitata, in quanto acerbo il processo evolutivo della percezione, la vicenda potesse assumere contorni meno drammatici e sulla base di questa osservazione concedere una certa libertà di interrompere la gravidanza. Ma ragionavo considerando solo il mondo della carne senza considerare quello dello spirito in cui ogni anima chiamata alla vita fin dal concepimento acquisisce la piena capacità di vedere, sentire e capire. Se entriamo nel contesto del dolore e ci avventuriamo a scrutarne l'infinità del suo orizzonte scopriamo che un bambino abortito subisce tre crocifissioni. Quella della carne causata dalla morte fisica che possiamo ipotizzare sia la meno dolorosa, quella del cuore nel sentirsi rifiutato da chi credeva d'essere amato ed infine la più lacerante, quella dell'anima nel vedere chi gli ha dato la vita, in conseguenza di quella scelta...avviarsi verso la dannazione eterna.

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Gli attacchi di panico che colpiscono le donne che hanno abortito esigono d'essere inquadrati da una particolare prospettiva. Ho avuto un'intuizione che potrebbe sembrare impregnata di romanticismo, ma credo vi sia la fondata possibilità che possa corrispondere alla realtà. Io credo non vi sia donna che quando rimane incinta non cada nella tentazione di abbandonarsi al pensiero di diventare mamma, di accudire il suo bambino...d'immaginarne il volto, il pianto, il sorriso. Un innamoramento che li accomuna fino al punto di generare fra i due una perfetta simbiosi emotiva. Immaginiamo ora che sia entrata in ospedale ed abbia cominciato ad avere paura, paura che ha percepito anche il bambino e che è diventata sgomento non appena ha sentito penetrare nella sua alcova qualcosa di estraneo, metallico e gelido. Madre e figlio sono stati accomunati per l'ultima volta in questa vita da una tensione di terrore...fino al distacco. Gli attacchi di panico in questo caso potrebbero insorgere quale risposta all'inconscio desiderio della madre di restare attaccata al suo bambino attraverso la rivisitazione di quegli ultimi istanti. Forse proprio per questo sono difficili da debellare, perché la volontà di guarire soccombe di fronte all'irruenza dell'istinto di tenerlo in vita. A questa causa madre possono poi sommarsi altre concause che contribuiscono a generare ed alimentare il disturbo. Il clima intimidatorio che spesso traspare dal modo di fare degli operatori socio-sanitari, il trauma di sentirsi profanate nella parte più intima da un atto contro natura che ha la stessa valenza d'uno stupro e quando l'aborto è stato imposto dalla famiglia la fatica di dover convivere con chi ha distrutto il più bel sogno di una mamma. Per uscirne la sola cosa da fare è incamminarsi con estrema umiltà sul sentiero della verità ed alla luce di quanto emerso partorire il bambino nel cuore...e tenergli la mano fino all'abbraccio nel Regno dei Cieli.

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La decisione di abortire io credo sia una delle scelte più traumatiche a cui possa essere chiamata una persona e la cosa si complica enormemente quando questa scelta è costretta a farla la famiglia. La notizia piomba in casa come un fulmine a ciel sereno ed a quel punto si hanno a disposizione solo poche settimane per decidere nelle quali ci si trova drammaticamente impreparati. Si viene violentati dalla necessità di salvaguardare il futuro dei propri figli e spesso si finisce per assumere atteggiamenti contrari alla propria etica le cui conseguenze a caldo non si possono valutare. Purtroppo simili circostanze spesso ci spingono ad agire con un pizzico di malafede così ci guardiamo bene dal chiedere consiglio a qualche sacerdote per timore che ci dica quello che non vogliamo sentire. Passata la paura si tira un sospiro di sollievo e tutto sembra tornare alla normalità, ma purtroppo mai come in questa circostanza si sperimenta l'onere di avere una coscienza che scava giorno e notte, a nostra insaputa, laddove non vorremmo.

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Oggi mi sono reso conto del perché mi sono preso tanto a cuore la causa dell'aborto pur non avendo mai avuto a che fare con simili situazioni...sono stato anch'io abortito! Lo sono idealmente stato appena nato per essere capitato in un ambiente desolatamente vuoto d'amore e privo di manifestazioni affettive, una casa su cui gravava una cappa d'ostilità che generava insostenibili tensioni. Perciò il giorno del giudizio rivendico il diritto di prendere posto fra i bambini abortiti, perché se loro hanno preso la mazzata in faccia una volta...io l'ho presa tutti i giorni della mia infanzia. Come bambino abortito devo confessare che non muovo alcun rimprovero ai miei genitori perché se Dio ha lasciato che questo accadesse avrà avuto le sue buone ragioni e se non hanno saputo fare di meglio è perché non avranno potuto...più che voluto. In virtù di tale consapevolezza faccio un accorato appello alle mamme che vivono quest'ansia affinché confidino nella misericordia dei loro figli.

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"lavami e sarò più bianco della neve" (Sal 51,9)
Chi ha vissuto l'esperienza dell'aborto si sentirà morire scoprendo come realmente sono andate le cose, che non sono scivolati su una buccia di banana e poi hanno ripreso fischiettando il cammino, ma piuttosto hanno provocato un terremoto che ha fatto tremare i pilastri del cielo. Io sono il primo che avrei voluto nascondere tutto, se non fosse che la salvezza di chiunque è stato coinvolto è legata a questa presa di coscienza deputata a svelare l'inganno. Quando si arriva a contemplare l'orrore che si è compiuto, a percepire il dolore che si è causato e smascherare la trama che nell'ombra si era tessuta...si ha l'esigenza di ricevere il perdono per cominciare a risalire la china. Al pari di re Davide, che con la sua ignobile condotta si era reso colpevole della morte del suo fedele servo Uria e del bambino avuto con sua moglie Betsabea, si acquisisce il diritto di entrare nello spirito del Salmo 51 che ci assicura la grazia per rinascere a nuova vita.

PENSIERI SULLA MORTE
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Un brano del mistico islamico Al Ghazzali vissuto nell'anno mille getta un fascio di luce rivelatrice sul più angosciante dei misteri...quello della morte. "Abramo quando l'angelo della morte venne per impadronirsi del suo spirito disse a Dio...hai mai visto un amico desiderare la morte dell'amico? Il Signore gli rispose...e tu hai mai visto l'amante rifiutare l'incontro con l'amato? E allora Abramo disse...angelo della morte prendimi". Quanto sollievo ci viene da questo breve aneddoto, quanto dovremmo tenerne conto ogni volta che la morte bussa alla nostra porta per esorcizzare la disperazione. Quando giungeremo alla maturità dell'amore desidereremo la morte con tutto il nostro cuore perché la morte non sarà un tuffo nell'ignoto ma l'incontro con l'amato.

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Se ti abbandoni al pianto per la morte d'un tuo caro sprofondi nel sepolcro di un dolore inconsolabile, se invece sollevi lo sguardo la fede ti concede una possibilità. Sulla parola di Colui che è morto e poi risorto è lecito sperare che nulla sia andato perduto per quanto tutto sembri perduto. Il Maligno coi suoi inganni ci oscura la via della salvezza, con la sua potenza distruttrice ci travolge...ma nulla può contro Dio! E nulla può contro chi vuole appartenergli, seppure a cominciare dall'ultimo respiro.

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Io credo che oltre all'occorrente per vivere Dio ci abbia anche fornito del necessario per morire. Il turbinio impazzito dello spirito del mondo ci ha defraudato della visione sana della morte, non più evento naturale come il parto, ma trauma insopportabile. Ospedali, medici, antidolorifici, sostegni psicologici, sacerdoti, parenti, amici, badanti...tutti intorno al capezzale del morente. Impariamo da Gesù a morire...ha fatto la peggiore delle morti e non si è lamentato, non ha neppure avuto la fortuna di morire disteso, ma appeso ad una croce in una posizione che moltiplicava i suoi dolori. Dobbiamo ritrovare la fede per credere che quel Dio che ci sostiene nell'ora della prova quanto più lo farà nell'ora della morte. E andare a morire soli sotto un albero, o in riva al fiume, o ai piedi d'una montagna...dove si respira il profumo della vita eterna.

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"Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va e annunzia il regno di Dio" (Lc 9,60)
C'è un peccato di idolatria che molti commettono quando muore un nostro caro, un peccato che costa uno strazio indicibile. Quello di fare della tomba del nostro caro un tempio in cui andare tutti i giorni a piangere lacrime di desolazione. Per comprendere quanto sia contraria alla verità ed al buon senso questa pratica basti pensare alle parole che Gesù rivolse a quel giovane che gli chiese il permesso di andare a seppellire suo padre. Gesù chiama morti, non solo i morti ma paradossalmente anche coloro che vanno al funerale, quindi rendiamoci conto che la vita e la speranza sono da tutt'altra parte e pure il nostro caro non è più laddove lo piangiamo. Se amassimo i nostri cari che ci hanno lasciato come Dio comanda aboliremmo i cimiteri, orrori in cui fermenta lo strazio della carne...vedremmo che la vita non viene tolta ma trasformata e troveremmo pace e speranza di gioia.

1058
Quando il corpo muore diventa polvere mentre l'anima che vive in eterno va in paradiso o all'inferno. Se va in paradiso è con Dio ed allora la sola maniera per avere comunione con lei è quella di avere la massima intimità con Dio...più si conosce e si ama Dio più si è vicini al nostro caro e gli si comunica il nostro amore. Il legame che c'è fra Dio ed ogni anima che spera in Lui è infinitamente più intimo del cordone ombelicale che lega madre e figlio, della passione che annoda due adolescenti perdutamente innamorati, di ogni ultimo straziante abbraccio prima dell'addio. Nessuna disperazione dunque penetri nei nostri cuori, chi è morto abita nel regno dei cieli in numerosa ed eccellente compagnia, pensarlo dentro una bara è darla vinta alla menzogna. Se invece fosse andato all'inferno bisogna farsene una ragione, pensando che se è finito al supplizio eterno è solo perché lo ha voluto con tutto sé stesso. Dio non manda nessuno all'inferno...chi ci va lo fa di propria iniziativa dopo un combattimento lungo tutta la vita contro quel Dio che con ogni mezzo cerca di impedirglielo.

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"la mia anima è triste fino alla morte" (Mc 14,34)
Queste parole di Gesù pronunciate nell'orto degli ulivi poche ore prima della crocifissione vengono sempre lette come vertice supremo della sua prostrazione e di tutti coloro che vengono attraversati da simili angosce. Se la felicità può essere considerata come la più intima comunione del cuore con la vita, la tristezza ne rivela invece la distanza...incolmabile in questo caso poiché fino alla morte. Da quell'abisso dobbiamo invece saper scorgere l'alba di un nuovo mondo, lo svincolo estremo che ci vieta di andare incontro al vicolo cieco di una speranza in procinto di morire...per immetterci sul sentiero di una rassegnazione ambasciatrice del futuro.

1060
"Quando il bambino era ancora vivo digiunavo e piangevo perché dicevo...Chissà? il Signore avrà forse pietà di me e il bambino resterà vivo. Ma ora che è morto perché digiunare? Posso io farlo ritornare? Io andrò da lui, ma lui non ritornerà da me" (2Sam 12,22-23)
Nella Bibbia abbiamo un magnifico esempio di come ci si debba comportare quando perdiamo un nostro caro, la condotta che tenne re Davide alla morte del figlio avuto da Betsabea è la luminosa via da seguire. Il bambino si ammalò gravemente e Davide, a cui era stato annunciato che doveva morire a causa del suo peccato fece suppliche, digiunò e dormì per terra nel tentativo di scongiurare quel castigo. Ma non appena il bambino morì smise di piangere e di fare penitenza. Il tempo del lutto quindi deve durare per tutto il tempo in cui il nostro caro giace ammalato, ma non appena muore deve finire...e non protrarsi come si usa oggi fino alla giorno della nostra morte.

1061
Quando pensiamo alla morte, al passaggio da questa all'altra vita, lo facciamo sempre in termini funerei. Invece il Vangelo ci offre una prospettiva tutt'altro che macabra facendoci intendere che sfoceremo dentro un'alba radiosa. Mi riferisco all'episodio nel quale l'eternità ha fatto irruzione nel tempo: la trasfigurazione. E' in questa nuova vita, in questa nuova luce, in questo nuovo clima che dobbiamo pensarci quando moriremo e non sottoterra. Al diavolo i cimiteri, i fiori, gli epitaffi, lo strascico di giorni grigi che ci accompagneranno. Se proprio vogliamo fare un funerale facciamolo alla morte e che riposi in pace per l'eternità!

1062
Io credo che ognuno di noi possa e debba accostarsi alla morte vivendo nel proprio cuore la passione di Gesù nelle sue ultime ore, credo non ci sia maniera migliore per esorcizzare la paura dell'ignoto e raggiungere l'altra sponda. Dovremmo sentirci come se fossimo in croce accanto alla sua croce e fare di lui il protagonista della nostra morte. Ascoltare il suo grido d'angoscia..."Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?"...per sentire la nostra solitudine alleviata dalla sua presenza. Credere a quello che ci dice..."oggi sarai con me in paradiso"...atto di fede che dona la suprema certezza del lieto fine. Incarnare le sue parole..."Padre nelle tue mani consegno il mio spirito"...per ricordare al diavolo che vogliamo appartenere a Dio e scoraggiarlo dal provarci con l'ultima tentazione. Ed infine..."tutto è compiuto"...per prendere coscienza che così avrebbe dovuto essere e così è stato!

1063
"e non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima" (Mt 10,28)
Gesù ha parole inaccettabili per il nostro sentire! In pratica vuole dire che se ci troviamo di fronte ad un pazzo che ci punta la pistola alla tempia non dobbiamo avere paura di venire uccisi, se ci scoprono un tumore e ci danno un mese di vita non dobbiamo avere paura di morire...come se dopo la morte ci fosse altro e di meglio, come se con la morte non finisse tutto, ma piuttosto tutto cominciasse. A noi che viviamo terrorizzati dal pensiero della morte sembra assurdo, a noi che la fuggiamo...ma chi vive in pienezza la propria fede la insegue sperando di raggiungerla prima possibile. Caterina da Siena un giorno si trovò inginocchiata davanti ad un soldato con la spada sopra la sua testa sul punto di ucciderla...chiuse gli occhi e chinò il capo in attesa dell'agognato trapasso quando il soldato inspiegabilmente si fermò e lei disse: "Me miserabile che non sono stata ritenuta degna che una pietra della santa chiesa fosse cementata col mio sangue".

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